Toronto lotta, ma non basta
I Raptors, sempre privi di Andrea Bargnani, lottano fino alla fine contro gli Heat, ma l’assenza del loro miglior giocatore continua ad essere un handicap davvero importante. Nell’altra partita della giornata NBA pre Superbowl, Boston vince (98-80, contro Memphis) la prima partita della stagione contro un’avversaria della Western Conference.
Miami 95 – Toronto 89
Partita molto più equilibrata di quanto non si potesse prevedere, il matinee di Miami ha visto prevalere i padroni di casa dopo un incontro in cui, sull’85-82 a 2’39” dalla fine, i canadesi hanno avuto la possibilità di pareggiare con un tiro dall’arco di Jerryd Bayless. Il sucessivo parziale di 6-0 per Miami, propiziato da James e Haslem, ha sostanzialmente chiuso la partita. Giusto in tempo per far tornare tutti a casa a guardare il Superbowl, evento che catalizzerà l’attenzione di centinaia di milioni di appassionati di NFL e che, come ogni anno, ha ridotto il programma NBA a due partite da giocare all’ora di pranzo.
Seppur sconfitta di misura, Toronto può e deve trarre indicazioni positive dalla gara dell’American Airlines Arena. Innanzitutto, l’ennesima conferma che la squadra assemblata quest’anno da coach Dwane Casey ha una sua precisa fisionomia. Solida a rimbalzo e in difesa, coperta nel ruolo degli esterni, buona visione di gioco nel ruolo di point guard. Manca ovviamente Bargnani, principale terminale offensivo della squadra che, con l’italiano in campo, ha un record di sei vittorie e sette sconfitte (46.1%), buono per un teorico nono posto in classifica nella Eastern Conference, ad un passo da Milwaukee per giocarsi l’accesso ai playoff.
Con Bargnani fuori per un periodo imprecisato, e una stagione così compressa, è assai difficile che i Raptors possano puntare a rientrare nell’élite dell’NBA quest’anno, ma è evidente che coach Casey abbia gettato le basi per costruire una buona squadra nel prossimo futuro. Con il rientro di Bayless e del lituano Linas Kleiza (oggi 17 punti e 5 rimbalzi in 24’), i Raptors hanno aggiunto profondità e talento al proprio roster, dove finalmente ciascun giocatore può giocare secondo le proprie caratteristiche e dove il reparto del lunghi, quest’anno, è studiato apposta per esaltare il gioco di lunghi che predilogono la partenza fronte a canestro (Bargnani), o addirittura il gioco perimetrale (Kleiza, ma anche lo stesso Bargnani) e di esterni molto veloci come Calderon, DeRozan o lo stesso Bayless. La presenza di un front court giovane e atletico poi, con giocatori come Ed Davis, Amir Johnson e James Johnson, completa alla perfezione un club pieno di talento e con un futuro roseo di fronte a sè.
Lavori in corso dunque per i Raptors. Ma, forse, dopo alcuni anni di evidenti equivoci mai risolti, lavori che porteranno i frutti sperati.




