Pazzo United
Rimonta storica del Manchester: recupera tre reti al Chelsea ed esce con un punto da Stamford Bridge. Due rigori di Rooney e Chicharito: la rincorsa al City continua.
"Quella dell'andata è stata una partita folle, che poteva finire 20 a 18. Credo che questa non sarà la stessa partita dell’andata, ma sarà più chiusa e più tattica". Sono state queste le parole di Alex Ferguson prima del match di oggi tra Chelsea e Manchester United, e mai pronostico dello scozzese fu così clamorosamente smentito.
Spettacolo doveva essere, e così è stato in questa sfida che da 10 anni decide la Premier League: oggi non c'era in palio il titolo, ma Chelsea e Manchester United hanno dato vita ad una partita dalle mille emozioni. Una prova di grandissimo cuore da parte di ambo le squadre, perché i Blues, pur essendo in una situazione di classifica piuttosto particolare, (fuori dalla lotta al vertice, per stessa ammissione di Villas-Boas) non si tirano indietro e giocano a viso aperto, per l'orgoglio e per non deludere i tifosi che riempiono Stamford Bridge in ogni suo angolo per questa importante sfida; il Manchester invece merita gli elogi per aver trovato la forza (e la fortuna) di recuperare una partita che sotto di tre gol appariva ormai persa: la forza con cui Ferguson e i suoi hanno lottato per riagguantare il risultato dimostra che lo United non ha affatto concluso il proprio ciclo, e i Diavoli lanciano così un avvertimento al City di Mancini: la battaglia per il titolo continuerà fino alla fine.
Terry&Lampard ko
Nel freddo di Stamford Bridge, Villas-Boas deve fare i conti con le importanti assenze di Terry e Lampard (infortunio), Drogba (Coppa d'Africa) alle quali si aggiunge quella di Ashley Cole, espulso nel turno infrasettimanale contro lo Swansea. Torna a mordere il centrocampo il ghanese Essien, mentre Bosingwa sostituisce Cole sulla sinistra; davanti, Mata e Sturridge affiancano lo spagnolo Torres, alla costante ricerca del gol perduto. Il Manchester recupera invece Ashley Young, che parte titolare sulla sinistra, mentre in avanti si rivede la coppia titolare Rooney-Welbeck. In porta, assenza forzata di Lindegaard ed ennesima chance concessa allo spagnolo De Gea.
La Cronaca
In realtà il primo tempo è abbastanza povero di emozioni: al 2' minuto Evra guadagna una punizione dal limite, ma il tiro a giro di Rooney non inquadra lo specchio. 6', De Gea respinge malamente una palla vagante che arriva sui piedi di Meireles; il portoghese finta il cross e calcia a rete da posizione defilata, ma il tiro si spegne a lato. Al 10' grandi proteste di Fereguson e di tutto lo United: Welbeck salta Cahill che lo trancia letteralmente in scivolata: è rigore per tutti tranne che per Webb, che incredibilmente lascia correre. Non sarà una giornata tranquilla per il direttore di gara, protagonista di alcune scelte piuttosto discutibili. Al 28’ svarione di David Luiz che non segue Rooney lanciato in campo aperto: il numero 10 cerca di servire Welbeck e solo un miracoloso salvataggio di Ivanovic impedisce al giovane attaccante di insaccare. Al 35' il Chelsea sblocca il match: Sturridge recupera una palla vagante in area ospite, si libera facilmente di Evra e dalla linea di fondo campo mette in mezzo, la sfera centra Evans e rotola in rete: United sfortunato e Blues in vantaggio, alla prima vera azione pericolosa della loro partita. Ma gli ospiti non ci stanno e cercano subito il pari con il rientrante Young, che si rende pericoloso al 38' con un rasoterra a giro molto insidioso e ben respinto da Cech. Ancora il portierone polacco protagonista due minuti dopo, quando sventa un tiro a botta sicura di Welbeck, liberatosi in area dopo un rimpallo: ottimo riflesso dell’estremo difensore, coperto da Meireles al momento della conclusione. Lo United preme gli avversari nella loro area, ma non riesce a sfondare, e il primo tempo si chiude sull'1 a 0.
45 min di Fuoco
Ma i fuochi d'artificio vengono conservati per la seconda frazione di gioco, letteralmente "crazy": dopo 20'' il fantasma Torres crossa un pallone al bacio su cui Mata si avventa di collo sinistro: bomba sotto la traversa, imparabile per De Gea. Ottavo gol con la maglia del Chelsea per il piccolo spagnolo, di fattura pregevole e di livello tecnico altissimo: United disorientato e colpito a freddo con una rete fulminante: 2 a 0.

E al 50' la situazione diventa drammatica: punizione di Mata, incornata di un solissimo David Luiz e palla che si infila in porta, con De Gea spiazzato da una deviazione di spalla di Rio Ferdinand.
3 a 0 per il Chelsea, e tanti saluti al Manchester? Neanche per sogno. Ferguson aumenta il tasso offensivo della squadra, passando alle tre punte con l'inserimento di Hernandez per Young, ma è Giggs a salire in cattedra al 56’: palla filtrante per Evra, che viene atterrato da un intervento molto ingenuo di Sturridge. Webb questa volta indica il dischetto e Rooney incrocia un destro rabbioso dagli 11 metri per il gol del 3 a 1. Lo United inizia a crederci, ma lascia ampi spazi in ripartenza, come al 65’, quando Mata non finalizza un buon contropiede per un sicuro intervento di De Gea, che si distende per bloccare il rasoterra del connazionale. Sul ribaltamento offensivo, Rooney dal limite non trova di poco lo specchio con un rasoterra destro. Al 67’ episodio chiave della partita: Welbeck si lascia cadere dopo un intervento in scivolata di Ivanovic e Webb concede il secondo rigore a favore del Manchester. Dalle immagini sembra essere più l'inglese a cercare il contatto, ma dalla posizione dell'arbitro il penalty appare molto più evidente. Rooney cambia angolo ma non il risultato: Cech spiazzato e partita riaperta: 3 a 2.
22 Leoni
Da qui in avanti la sfida diventa fantastica: grande lotta su ogni pallone e agonismo alle stelle, con il Manchester che ci crede, per agguantare un pareggio incredibile che permetterebbe ai Red Devils di restare a -2 dal City. Al 73' è Hernandez a cercare il pareggio di destro, ma senza fortuna. Al 75' De Gea risponde coi pugni ad una bomba di Essien. Un minuto dopo Torres si divora il gol della vittoria a tu per tu col portiere, esagerando nei dribbling e permettendo un recupero in extremis a Valencia. Il gol è nell'aria da ambo le parti, e all'84’ la partita si decide: Rooney controlla al limite dell'area e scarica una conclusione su cui Cech è portentoso nella respinta; l'azione sembra finita, ma Giggs, alla partita numero 898 con la maglia dello United, recupera la sfera e dipinge un cross perfetto per il Chicharito, che di testa brucia tutti e trafigge Cech. Rimonta completata, da 3 a 0 a 3 a 3. Dormita imbarazzante di David Luiz, che si perde l'uomo dimostrando ancora una volta come il suo limite maggiore sia proprio la concentrazione nell'arco dei 90 minuti.

A questo punto il Chelsea dovrebbe essere alle corde, ma incredibilmente trova la forza di resistere, e addirittura di cercare la vittoria: al 91' Mata calcia una punizione magistrale destinata all'incrocio, ma De Gea è miracoloso, e compie un intervento superlativo con una parata da antologia, togliendo la palla dal sette. Al 94' è Gary Cahill a provare l'ultimo acuto: dai 30 metri lascia partire un bolide a scendere che De Gea è bravo a deviare in corner.
Sul corner successivo, Webb fischia la fine. Una partita favolosa, un 3 a 3 spettacolare, con uno dei secondi tempi più intensi di questa stagione di Premier League. Il risultato sembra giusto: lo United ha dominato il gioco per lunghi tratti, ma non è riuscito a concretizzare le numerose azioni imbastite, e ci sono voluti due calci di rigore per trovare la via del gol; il Chelsea, al contrario, ha difeso bene grazie ad un super Cech ed è stato cinico e fortunato nella fase realizzativa. Farsi rimontare tre gol è una cosa che lascia sempre e comunque l'amaro in bocca, e dimostra come la squadra di Villas-Boas debba ancora trovare una vera e propria identità di gioco e di risultati, malgrado con questo pareggio il Chelsea rimanga imbattuta dall'inizio del 2012.
Che dire invece sullo United? Impossibile non entusiasmarsi davanti a questa squadra e al suo allenatore, che a 70 anni suonati rischia il tridente sotto di tre gol, con la concreta possibilità di uscire dal campo sotto una pioggia di gol, e che invece trova una rimonta storica, ma soprattutto meritata, a conferma del fatto che lo United è una squadra che nel suo vocabolario non presenta mai e poi mai la parola "resa".



