Tyson, teatro e delirio a Las Vegas

Tyson, teatro e delirio a Las Vegas

Il prossimo 14 aprile l’ex campione del mondo dei massimi si esibirá in un “one man show”, a metá tra un monologo teatrale e una conferenza stampa.

“Mike Tyson: Undisputed Truth – Live on Stage” è il titolo complete dello spettacolo che metterá in scena Mike Tyson a Las Vegas nel prossimo mese di aprile. Certo Tyson ne ha fatte di tutti i colori nella sua attuale vita (ha 45 anni) e come tutti sanno è passato in pochi anni dai fasti e dalla ricchezza smodata di quando dominava il mondo della boxe, al carcere e alla bancarotta. Las Vegas è una cittá che si presta perfettamente a questo tipo di eventi, in cui sport, business, morbosità e spirito di rivalsa vengono ben shakerati per mettere in piedi un po’ di spettacolo e guadagnare qualche migliaio di dollari. Qui cercarono di risollevare le proprie sorti, riuscendoci in parte, personaggi come Frank Sinatra ed Elvis Presley, con tutto il rispetto per enrambi: qui si può discutere di tutto, se c’è la possibilità di guadagnarci qualcosa. Nessun pudore nella Sin City; nessun giudizio. Just entertainment.

Pare che Tyson abbai deciso di salire su un palco e raccontare la sua vita nei dettagli,  le sue esperienze, senz’altro non banali e su cui si potrebbe tranquillamente scrivere una sceneggiatura. “ Un’ora è un po’ poco per raccontare la mia vita” ha detto Tyson a Usa Today, “ma questa cosa può funzionare alla grande”. Alla base di tutto c’è probabilmente il desiderio da parte dell’ex pugile di recuperare parte dello stile di vita perso dopo che la sua carriera è andata a rotoli e si è ritrovato praticamente senza una lira, dichiarando la bancarotta giá nel 2004. Lo spunto per  questo monologo pare gli sia venuta guardando Chazz Palminteri recitare “Bronx Tale” a Broadway.

“Voglio raccontare di come ero da ragazzo (probabilmente non il secchione della classe,ndr) di come fossi un giovane insicuro che non voleva essere preso in giro. Voglio che la gente sappia come ho superato quella insicurezza grazie a questo vecchio italiano (Cus D’Amato) che prima di conoscermi aveva giá vissuto sei vite e girato il mondo”.

L’idea del “Myke Tyson: Undisputed Truth” è quella di raccontare episodi della sua vita e dei rapporti con le persone che più lo hanno influenzato, nel bene e nel male, come l’allenatore Cus D’Amato (il grande artefice della sua ascesa al trono dei massimi con soli 18 anni) e naturalmente Don King, il promoter più famoso e marcio d’America, che a quanto pare ha avuto un ruolo non indifferente nelle sfortunate decisioni prese da Tyson nella parte finale della carriera.

Siamo di fronte dunque all’ennesima pagliacciata di un uomo che non riesce a liberarsi del proprio passato oppure Tyson ha un futuro come live performer? Una cosa è certa, il suo nome continua a provocare brividi nella schiena e i suoi denti d’oro a brillare inconfondibili. Se la forma fisica e i riflessi non sono più quelli di un tempo, è innegabile che il suo nome rievoca un periodo splendente nella boxe e in particolare nella categoria dei pesi massimi che i promoter farebbero carte false per rivivere. Tyson è stata l’ultima grande stella della boxe mondiale, l’ultimo grande personaggio, aiutato in questo dal fatto di combattere nella categoria che da sempre risulta più attraente per il pubblico.

Las Vegas non si scandalizza, non arrosisce, non rifiuta a nessuno una seconda, terza o cinquantesima possibilità.