Pacquiao - Bradley, la tempesta perfetta che mette a rischio il match del secolo

Manny Pacquiao incrocia i guantoni (notte tra sabato e domenica, h 3:00) col giovane Bradley , che in caso di successo potrebbe vanificare le speranze di un match tra il filippino e Maywheater.

Pacquiao - Bradley, la tempesta perfetta che mette a rischio il match del secolo
(Getty Images)

Circondato da chilometri di deserto Floyd Mayweather, rinchiuso in una cella di un carcere di Las Vegas per scontare la pena di 90 giorni inflittagli per aver picchiato e minacciato la moglie, non potrà vedere in tv il suo storico avversario (per ora solo di schermaglie verbali) Manny Pacquiao, affrontare Desert Storm, alias Tim Bradley. I giudici hanno infatti fatto notare che la presenza di Mayweather nella sala tv del penitenziario di Clark County, dove il campione è rinchiuso dal 1 giugno, creerebbe non pochi problemi di ordine pubblico con gli altri 3400 "ospiti".

In palio c'è la cintura mondiale dei pesi welter WBO, in possesso di Pacquiao, record di 54 vittorie (38 ko) e 3 sconfitte (2 ko), imbattuto dal 2005 (a sconfiggerlo fu Erik Morales, poi demolito nelle successive 2 sfide) che affronterà un avversario, Bradley, record immacolato di 28 vittorie (12 ko), di 5 anni più giovane che come incognita ha il salto di categoria, dai superleggeri ai welter, con annesse 7 libbre di differenza. Il pugile americano, pupillo di Cameron Dunkin (agente anche di Pavlik, Donairo e Brandon Rios) potrebbe però a sorpresa scrivere per sempre la parola fine alle supposizioni e ai sogni di promoter e appassionati che da anni aspettano un match tra Pretty Boy e Pacqman.

Pacquiao, idolo del suo paese, cantante di successo, infervorato predicatore che si sente guidato dal Signore, un futuro scritto in politica con pronosticata scalata alla carica di Presidente della Repubblica, ha più volte detto che combatterà altre 2 o 3 volte prima di ritirarsi. Bradley è invece nel momento più importante della sua carriera. Si è fatto largo battendo nel 2008, a Nottingham e nonostante giudici casalinghi, Junior Witter, per poi confermarsi contro rivali che, come lui, cercavano la scalata dell'Olimpo pugilistico: Abregu, Holt, Alexander e soprattutto Peterson (quello del match farsa con Amir Khan). Determinato a non lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione, si è avvicinato al match seguendo una rigida dieta vegana che, nelle intenzioni, dovrebbe garantirgli le energie necessarie a contrastare l'elettrico filippino.

La vitalità e le ambizioni di Bradley non sembrano preoccupare Pacquiao: selezionati con cura gli avversari da affrontare negli ultimi anni, non è da nessuno di essi  (tranne per pochi frangenti Marquez nell'ultima sfida) stato messo in difficoltà. Anche il suo trainer, il mitico Freddy Roach, nelle interviste degli ultimi giorni è sembrato essere rivolto più all'ipotetico match dei sogni con Mayweather che all'ostacolo Bradley. Un pugile, l'americano, forse troppo sottovalutato dall'entourage del filippino. Se il match con Mayweather dovesse davvero saltare, forse non sarà per le accuse di doping mosse da pretty boy a Pacquiao, ma per la determinazione e il talento di una nuova stella del firmamento pugilistico.