Wladimir vince, Vitaly proclama

Wladimir vince, Vitaly proclama

Wladimir Klitschko si sbarazza facilmente di Tony Thompson. Vitaly fa capire che presto la politica sarà la sua attività principale

Lo spettacolo, a Berna, è andato in scena prima e dopo l'incontro. Michael Buffer annuncia Wladimir si fa precedere da un video nel quale, con falsa aria truce, proclama da consumato attore: "Sono Wladimir Klitschko, il campione mondiale dei pesi massimi". I giochi di luce che ne accompagnano la marcia verso il quadrato abbagliano gli oltre 30mila presenti, dando ulteriore prova delle capacità organizzative del clan ucraino. Terminata la formalità pugilistica, mentre viene intervistato, Wladimir si improvvisa cantante, intonando happy birthday per l'allenatore, Emanuel Steward.

Il ring politico - A pochi metri il fratello Vitaly si impossessa di microfono e telecamere per i soliti proclami politici, misto di patriottismo e banalità ("Darò all'Ucraina il peso che merita in Europa", "La lotta sarà dura ma sono pronto"): altri 2, forse 3 incontri, e il gigante si dedicherà completamente alla politica. I suoi obiettivi dichiarati sono la poltrona di sindaco di Kiev e, in seguito, la carica di presidente ucraino. Si dice che qualche giorno fa, durante una manifestazione, sia stato pestato dalla polizia ucraina. La politica non è una noble art...

L'incontro - Sul ring si affrontano due pugili preoccupati. Thompson cerca di prendere meno colpi possibili. Sapendo di non avere nessuna chance di vittoria, ha cercato di limitare i danni, dando vita a plateali tuffi, che simulano scivolate, non appena i pugni di Wladimir sibilano troppo vicino. Dal canto suo, l'ucraino si preoccupa di dilatare un match di cui era padrone incontrastato. Nel primo round non porta un colpo che sia uno, nel secondo e nel terzo si limita ad affondare un paio di micidiali destri, nel quarto aumenta la pressione, nel quinto mette al tappeto l'avversario "accarezzandolo" con un destro dei suoi, ma gli permette di concludere la ripresa, senza infierire. Poi, nel sesto round, una combinazione destro-sinistro manda al tappeto Thompson, che si rialza senza convinzione (più volte, dall'angolo, gli hanno ringhiato di impegnarsi di più) quasi implorando l'arbitro di decretare lo stop, che arriva puntuale. Sincero e onesto, a fine match annuncia di aver capito (...) che non diventerà mai campione del mondo.

Vitaly&Wladimir sono due grandi pugili, poco spettacolari ma scrupolisi, intelligenti, e soprattutto imprenditori di se stessi. Il loro guaio (e in parte, la loro fortuna) è di essere dominatori dei pesi massimi in un'epoca senza avversari credibili. Il gattino Thompson, sfidante ufficiale senza artigli e cattiveria, ne è stata l'ennesima, triste conferma.