Bundu-Petrucci: match modesto

Bundu-Petrucci: match modesto

Leonard Bundu e Daniele Petrucci sono arrivati al match più importante della loro carriera a oltre 30 anni e senza un adeguato processo di formazione. L'incontro, che ha assegnato al pugile fiorentino il titolo europeo dei pesi welter non è stato entusiasmante. Bisogna comunque dare agli organizzatori di aver riportato un buon pubblico attorno al ring.

A sentire il commento televisivo ed a leggere i giornali si ha l’impressione che l’altra sera a Firenze Leonard Bundu e Daniele Petrucci abbiano disputato un grande match. Sarà l’età o più probabilmente il ricordo di molte altre sfide di ben migliore qualità ma non sono riuscito ad entusiasmarmi.

Bisogna dare atto agli organizzatori di essere riusciti a creare , sull’asse Roma – Firenze, una rivalità che ha riportato attorno al ring un buon pubblico creando un ambiente al quale non eravamo più abituati al punto che molti tra gli spettatori hanno dimenticato il fair play che uno sport duro e virile come il pugilato dovrebbe imporre ai protagonisti ma anche al pubblico.

Ha vinto meritatamente Bundu ed il verdetto è stato, insieme alla sportività con cui i due pugili e soprattutto lo sconfitto lo hanno accettato, la parte migliore della serata.

Purtroppo il match è stato inevitabilmente modesto per una ragione molto semplice. Se due pugili come Bundu (37 anni) e Petrucci (31) giungono a disputare l’incontro più importante della loro carriera senza avere percorso l’indispensabile processo di formazione che il pugilato professionistico richiede ai suoi campioni è perché la precaria situazione della nostra boxe non lo ha consentito. In altri tempi campioni come Nino Benvenuti, Sandro Mazzinghi, Bruno Visintin, Sandro Lopopolo ed altri hanno avuto la possibilità di acquisire esperienze e popolarità combattendo in cartelloni e piazze importanti prima di dover sostenere la responsabilità di un titolo europeo.

Benvenuti e Mazzinghi avevano 27 anni quando hanno riempito lo stadio di San Siro nel 1965, Duilio Loi e Giancarlo Garbelli ne avevano rispettivamente 26 e 24 quando hanno combattuto sul ring del Velodromo Vigorelli per lo stesso titolo, quello europeo dei welter, il 2 luglio 1955. Forse Bundu e Petrucci non sono stati fortunati a nascere in un’era pugilisticamente meno felice ma rimango del parere che il loro incontro sia stato mediocre e sia giunto, per colpe non loro, troppo tardi nell’arco della loro carriera.

http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/11/05/614028-bundu_petrucci.shtml