"Alcol e droga mi stanno uccidendo, non voglio morire ma vivere una vita normale": queste le dichiarazioni sconcertanti rilasciate da Iron Mike ad Espn Friday Night Fights. Ennesimo capitolo di una vita piena di luci ed ombre, di vizi e vittorie, di record e cadute. Mike Tyson è senza alcun dubbio il pugile più famoso, forte e devastante degli anni 80-90'.

 Diventa il più giovane campione del mondo dei pesi massimi di sempre nel 1986 battendo Trevor Berbick al secondo round; dedica la vittoria al suo coach, colui che lo ha salvato dalla strada, Cus D'Amato. La morte di quest'ultimo rovinerà definitivamente la precaria stabilità psicologica di Mike che negli anni successivi si dimostra tanto forte con i guantoni quanto fragile fuori dal ring. Nel 1991 viene accusato di stupro da parte della reginetta Desirèe Washington. Tyson viene arrestato ed entra nel carcere di Plainfield nel '92 e ne esce nel 1995 per buona condotta. Nel 1997 viene squalificato per un anno a causa del morso all'orecchio di Evander Holyfield durante un incontro. Nel giugno del 2002 a Memphis, a Tyson viene concessa la possibilità di conquistare nuovamente il titolo contro Lennox Lewis in quello che fu definito "L'incontro del secolo". Il match è senza storia e l'inglese mette KO l'americano all'ottava ripresa.

Nel 2011 è stato inserito nella Hall of Fame del pugilato ed in quella occasione ha dichiarato:"Sono molto orgogliso di questo riconoscimento, ma sono soprattutto felice di essere vivo ed avere una famiglia al mio fianco". Dopo le dichiarazioni rilasciate ad Espn Tyson sembra essere sul punto del non ritorno; un altro capitolo triste di un pugile che ha fatto la storia di questo nobile sport.