Le classiche del nord chiamano i finisseurs

Con l’Amstel Gold Race in versione “Mondialino” ecco aprirsi il trittico delle ultime corse d’aprile.

Le classiche del nord chiamano i finisseurs
Un'immagine dell'edizione 2011

Con la disputa del Giro delle Fiandre e della Parigi-Roubaix, vinte entrambe dal belga Boonen, si sono chiusi gli appuntamenti con il pavè come protagonista. Arriva ora l’ultima settimana di classiche del nord, dove tanti sono i potenziali protagonisti, tra cui anche diversi atleti di casa nostra. 

Un sorso di storia; Se vi piace la birra il nome di questa corsa non vi suona nuovo. Infatti, l’Amstel Gold Race non prende nome da una città, una Nazione, un ciclista famoso. Nata nel 1966, si corre grazie ad un’intreccio infinito tra la zona dei Paesi Bassi, Maastricht, il Belgio e affrontando una miriade di strappi che variano a seconda dei cambiamenti di percorso. Una corsa giovane rispetto a Freccia e Liegi, classiche che la seguono in calendario, ma che ha potuto acquisire importanza negli anni ’80, grazie alla volontà dell’UCI di dare anche all’Olanda – terra di biciclette come nessuna – una classica di primo piano nel calendario internazionale. Il ciclista che fin’ora ha vinto più volte questa corsa è l’olandese Jan Raas, trionfatore in ben cinque edizioni consecutive dal 1977 al 1980. 
 
Un’Amstel pre-mondiale; finite le classiche delle pietre, l’Amstel Gold Race apre il prestigioso tris che conclude la campagna del nord. I possibili favoriti per questi ultimi impegni, e va detto che sono tanti, arriveranno in larga parte dal Giro dei Paesi Baschi, dove gli atleti spagnoli si sono messi in grande evidenza. L’Amstel di quest’anno è molto più importante del solito. Ci saranno infatti corridori – vedi Boonen – che probabilmente correranno la classica olandese proprio in vista dei Mondiali su strada del 23 settembre prossimo, visto che una parte del percorso iridato ricalcherà il tracciato di domenica. 
 
L’anno scorso il belga Philippe Gilbert fece il bello e il cattivo tempo, dimostrando una supremazia impressionante. Quest’anno non gli mancheranno avversari, anche se proprio il belga della BMC ha fin’ora palesato una condizione nemmeno parente rispetto a quella vincente della passata stagione. L’Italia potrebbe avere una carta importante in Damiano Cunego. Il forte ciclista di Cerro Veronese ha dimostrato una condizione in costante crescita nel recente Giro dei Paesi Baschi. In più, in vista della rassegna iridata di fine estate, il Commissario Tecnico italiano Paolo Bettini vorrebbe puntare proprio sul veronese della Lampre come uomo di riferimento per la gara elite uomini. In cambio di questa possibilità però Bettini chiede risultati, che nel gergo vogliono dire vittorie. 
 
Tutti gli uomini, indipendentemente dalla Nazione d’appartenenza, che quest’anno puntano a vincere il Mondiale sanno che fare una bella Amstel vuol dire mettersi in mostra come potenziale protagonista nella rispettiva nazionale. per questo motivo la corsa di quest’anno potrebbe essere corsa con una motivazione in più. Attesa molto forte per la Spagna, con  Valverde,Samuel Sanchez o Rodriguez, per l’Italia con il già citato Cunego oppure Nocentini o Visconti se avrà via libera da capitan Valverde e per il Lussemburgo con i fratelli Schelck, e poi Gesink, Evans, Kreuziger… Se si cerca una corsa dal pronostico aperto, con l’Amstel di quest’anno c’è solo l’imbarazzo della scelta.