Amador sulle Alpi, rosa ad Hesjedal

A Cervinia (primo arrivo in alta quota, a 2001 metri) vince il costaricense Amador, che precede i compagni di fuga Barta e De Marchi. 4° un ottimo Hesjedal che si veste ancora di rosa, poi il gruppo dei migliori. Perde qualche secondo Kreuziger.

Si aspettavano le montagne vere, per i primi verdetti: ma da Cervinia – fredda, piovosa, con pochi gradi sopra lo 0 – giungono pochissime risposte. E’ una partita a scacchi senza sosta, un gioco in cui si stringono le proprie carte tra le mani, senza alcun desiderio di scoprirle: vige l’attesa, un attendismo puro, la tattica, a tratti una monotonia che rasenta la noia. Si temporeggia, senza stuzzicarsi o farsi male, agendo da sornioni, scrutando i volti dei rivali per capirne le sensazioni. E’ un Giro fin’ora avaro di sussulti e di scintille, ingessato dalla paura per un’ultima settimana durissima che, probabilmente, frena gli entusiasmi e smorza l’audacia dei big. Tra le dolci pendenze di Cervinia, in questo valzer di tentennamenti e di indugi, tra la nebbia e il gelo emerge colui che non aspetti: Ryder Hesjedal, già in maglia rosa per tre giorni, dà sempre l’impressione di faticare più degli altri, si accartoccia sulla bici scuotendo regolarmente le spalle, respirando a bocca aperta per incamerare nuove forze ed ossigeno. Eppure scappa via con le sue lunghe gambe quando mancano 2,5 km al traguardo, racimola secondi e strappa la maglia dalle spalle di Rodriguez: gli piace il pink. Alla quattordicesima fatica è un Giro senza padroni e senza tiranni, è una corsa ancora apertissima che, data la totale incertezza, non permette di sottovalutare nessuno.

UN COSTARICENSE TRA LE NEVI – A vincere la tappa, però, è un corridore che viene dalle spiagge, dal mare e dal sole della Costa Rica, un habitat diametralmente opposto a quello odierno: Andrey Amador, 25 anni e madre russa, regola la volata ristretta precedendo i compagni di fuga Barta e De Marchi: aveva la pedalata più brillante e merita questa vittoria di tappa perché è costantemente allo scoperto, in questo Giro. Più indietro la bagarre è accesa solo da Rujano e Cunego, che scattano sul Col de Joux quando manca ancora tanto al traguardo: la loro azione, pur se breve e inutile (Cunego allunga persino nella discesa, sull’asfalto bagnato), è l’unico sobbalzo in un pomeriggio di sbadigli. Basso fa tirare la sua squadra sia sul primo colle, sia sull’ascesa finale: arriverà a spremerla e a trovarsi da solo, a pochi chilometri dalla fine, mostrando i limiti della sua tattica e difendendosi a fatica sugli scatti e le accelerazioni altrui. In solitaria parte Hesjedal, più a suo agio sulle facili rampe finali. Rodriguez tenta di riagguantarlo senza fortuna: è costretto ad abbandonare la maglia rosa. I migliori giungono a 26’’ dal canadese: ottimo Tiralongo che precede persino Kreuziger, il leader della sua squadra, giunto sull’arrivo sorprendentemente staccato di 6’’; ottimo il giovane Uran (nuova maglia bianca); ottimo Scarponi, che mostra di avere la giusta condizione; ottimo Pozzovivo, che è pimpante nonostante soffra le basse temperature. Frank Schleck, dolorante ad una spalla, stringe i denti e riesce comunque a non staccarsi dal gruppetto dei big.

LE INSIDIE DI DOMANI – I corridori lasciano Cervinia (dove Ivan Gotti vinse nel 1997 ipotecando il Giro) e si spostano tra le ascese lombarde: domani affronteranno quattro salite (Valico di Valcava, Forcella di Bura, Culmine di San Pietro, e arrivo in cima a Pian dei Resinelli), per un totale di 169 km. Dopo due settimane molto dure, e gerarchie ancora da stabilire, domani finalmente potrebbero accendersi i fuochi; tralasciando partite di scacchi, di carte, tralasciando tatticismi e temporeggiamenti. Il Giro 2012 attende un padrone.

 

1. HESJEDAL Ryder  
2. RODRIGUEZ Joaquin a 9''
3. TIRALONGO Paolo a 41''
4. CASAR Sandy a 1'05''
5. BASSO Ivan a 1'06''
6. KREUZIGER Roman a 1'07''
7. INTXAUSTI a 1'07''
8. URAN Rigoberto a 1'19''
9. SCARPONI Michele a 1'20''
10. POZZOVIVO Domenico a 1'21''