La meravigliosa impresa di "Rambo" Rabottini

Matteo Rabottini della Farnese Vini s’imponee ai Piani dei Resinelli, dopo una tappa condotta sempre in fuga. Raggiunto nel finale da Joaquin Rodriguez stringe i denti, lo supera nuovamente e vince. La vittoria più bella dall’inizio del Giro. Rodriguez nuovamente in rosa.

Non sappiamo come saranno le prossime tappe, quelle che decideranno il Giro. Ma oggi non è stato un capitano, un uomo di classifica, ad entusiasmare la carovana rosa ed il suo pubblico. Matteo Rabottini, pescarese della Farnese Vini è l’uomo del giorno. Ha battuto tutti e tutto; la pioggia, il freddo, una caduta, dodici uomini che lo hanno rincorso per metà percorso di gara, una discesa pericolosa, ha battuto anche Rodriguez uno che il Giro vuole vincerlo. Rabottini ha vinto in maniera strepitosa questa Busto Arsizio – Pian dei Resinelli, 190 chilometri vigliacchi come una discesa sotto l’acqua, ma anche eccezionali per il pathos di quell’ultimo infinito chilometro. 

Con Frank Schleck e Giovanni Visconti ritirati tra i big che tornano a casa, un forte colpo di freddo per l’italiano, Rabottini e il francese Bonnafond accumulano un bel vantaggio fin dalle fasi iniziali. Dietro la gara non è ancora iniziata, ma tra Valico di Valcava, Forcella di Bura, Culmine di San Pietro e Pian dei Resinelli le occasioni non mancano. Sul Valcava Emanuele Sella allunga, provocando la reazione di diversi atleti tra cui Golas, Pinotti, Bruseghin, Losada. Davanti Rabottini rimane solo in testa, causa la luce rossa nelle gambe di Bonnafond. Arrivano altri protagonisti con i primi inseguitori, tra cui maglie Lampre. In gruppo calma piatta, finché ecco Cunego uscire ed aggregarsi al gruppo Sella-Bruseghin. 
 
La presenza di Damiano non è troppo gradita a Sella e compagni. “Proprio tu, che sei in classifica, mi raggiungi?” sembra dire lo scalatore dell’Androni a Damiano, che rischia con la sua presenza di vanificare l’azione del gruppetto. Fatto sta che Cunego diventa “rosa virtuale” dopo che in gruppo nessuno decide di prendere l’iniziativa per inseguire e vengono lasciati minuti di respiro. Quando la corsa si avvicina ai 50 chilometri all’arrivo, zitto zitto Rabottini è sempre davanti, fiero e solitario “Davide” conto i “Golia” che vogliono il Giro. Il suo vantaggio sul gruppo Cunego è di 5 minuti abbondanti. Pinotti cade, senza conseguenze, nella discesa del Valcava e riesce a rientrare in gruppo dando fondo ad un sacco di energie. Tante energie le sfoga anche Fabio Baldato, diesse BMC, nell’andare a lamentarsi dal direttore di corsa per un’assistenza meccanica che non ha assistito Pinotti, aiutato addirittura dall’ammiraglia AG2R che gli passa una delle loro ruote. 
 
Davanti  a tutti, solitario, Matteo “Davide” Rabottini continua imperterrito a mettere insieme le note della sua sinfonia, che risuonerà come un’Eroica un’ora e mezza più tardi. In gruppo, Basso inizia far lavorare i suoi con l’inizio del San Pietro. La discesa è già difficile di suo, figurati oggi. Quando mancano poco più di 20 chilometri alla fine l’Astana si prende l’iniziativa dell’inseguimento. Rabottini tiene sempre duro, che inizi anche a farci un tifo bestia per questo ragazzo. Cunego si lancia in maniera audace lungo la discesa del San Pietro, sfiorando un paio di uscite di strada, mentre Basso perde terreno come previsto. La discesa fa qualche danno, ma quando vediamo Rabottini rialzarsi dall’asfalto per una caduta spari un “Maledizione” d’istinto per questo ragazzo che sta guidando una tappa in modo eccezionale dal diciottesimo chilometro di corsa. Riparte ammaccato, ma riparte. Dietro ecco il gruppo Cunego; Damiano, Losada, Amador, Pirazzi e Txurruka. L’Astana guida il gruppo, Basso perde terreno per poi rientrare a fine discesa. Davanti il nostro “Davide” stringe i denti. Dietro, i secondi di vantaggio gli vengono bruciati pian piano ma la sua pedalata non cambia. Dai ragazzo!
 
All’ultima ascesa di giornata Cunego molla, Losada scatta, Txurruka gli si mette a ruota. Dietro i “Golia” mangiano secondi, la Liquigas tira forte, Cunego viene ripreso. Rabottini persegue la sua azione difendendosi da Pirazzi, Txurruka e Losada gregario di Rodiguez. Dietro ci sono i capitani. Basso che cerca di tenere alta l’andatura, poi Scarponi che forza, e infine Rodiguez che si lancia con uno sforzo immane a cercare di agganciare il nostro Rabottini. Lo spagnolo della Katusha supera Losada e si mangia in 500 metri lo svantaggio da Rabottini. Il finale è da cardiopalma con la gente impazzita che capito il momento cerca di spingere sgolandosi il nostro rappresentante contro uno dei capitani più in forma. Rodriguez lo passa, tutto svanisce nel sogno ma non al Giro, perché il nostro “Davide” stringe i denti, mulina da matti i suoi pedali, affianca di nuovo Rodriguez, e mentre lo vedi superare l’iberico alzi le braccia con lui. Matteo Rabottini, nostro Davide del Giro di oggi, ha battuto uno dei Golia più cattivi. Luca Scinto, diesse in’ammiraglia del pescarese avrà perso chili solo di tensione, ma signori che vittoria! 
 
In classifica generale Joaquin Rodriguez riveste di rosa, con un vantaggio di 30” su Hesjedal, 1’22” su Basso, 1’26” su Tiralongo, 1’27” su Kreuziger e 1’37” su Scarponi. Domenico Pozzovivo giunge al traguardo con un distacco di 2'12” da Rodriguez. Domani riposo, poi arriveranno le Dolomiti.