Izaguirre vola a Falzes

Lo spagnolo scatta sull'asperità finale e vince in solitaria davanti ai nove compagni di fuga. Il gruppo lascia fare e giunge con 9' di ritardo. Nessuna scaramuccia sullo strappo finale tra i big. Che aspettano il tappone dolomitico di domani.

Izaguirre vola a Falzes
Reuters Pictures

Jon Izaguirre è un basco. E, manco a dirlo, milita nell’Euskaltel Euskadi, che veste ovviamente i suoi corridori di arancio. E’ una squadra che sa infiammare i cuori baschi da anni: Iban Mayo trionfò sull’Alpe d’Huez, nel Tour 2003, con un’impresa storica; Anton e Nieve, al Giro 2011, hanno portato a casa tappe tostissime di alta montagna. Oggi Izaguirre è stato il più brillante sullo strappo finale di Falzes, dove ha mollato i nove compagni di fuga con un’azione prepotente. Il terzo scatto è quello buono. Ai -3 (quando la strada spiana) ha 10’’ di vantaggio: quanto bastano. Manca l’accordo nel terzetto dei suoi immediati inseguitori (Frank, Herrada Lopez e l’italiano De Marchi, ancora piazzato dopo Cervinia). Izaguirre, negli ultimi metri, sa già di avercela fatta: può battersi il petto a sancire l’ennesima impresa targata Euskaltel.

I BIG SI GUARDANO - Nei 173 km totali non c’è nessun gran premio della montagna: eppure lo strappetto finale è al 10% di pendenza nel primo chilometro. Non basta per aizzare gli animi dei big, né di uno scattista imprevedibile come la maglia rosa Rodriguez. L’attendismo che contraddistingue questo Giro non può spezzarsi proprio alla vigilia di un tappone Dolomitico. Allora partono i tentativi di fuga, innumerevoli: quello giusto è al 60esimo chilometro, quando si guadagnano 50’’ in appena due chilometri. E’ il tentativo giusto perché tra i dieci coraggiosi non c’è nessuno che possa far sfracelli in classifica. Prima di Falzes, nella splendida Val Pusteria, non accade più nulla: la bagarre per la vittoria di tappa si accende solo nel finale, dove Izaguirre è il migliore.

DOMANI DOLOMITI - E domani si riparte proprio da Falzes, dove Cunego mise un mattone considerevole nel Giro del 2004, dopo un’azione strepitosa che partì dal Furcia. E ci sono montagne vere, quattro: Passo Valparola, Passo Duran (duro), Forcella Staulanza, soprattutto il Passo Giau (durissimo). Quando si scollina, a 2236m, parte una discesa a picco che porta i corridori a Cortina d’Ampezzo. Non ci si può più nascondere o attendere: Scarponi, Kreuziger, Basso, Rodriguez ed Hesjedal sono attesi ad una grande prova. Il Giro ingessato deve togliere finalmente il suo gesso.

 

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