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Il Giro si decide sullo Stelvio

Terminata la 19/a tappa sono ancora quattro i corridori in corsa per la Rosa di Milano. Hesjedal è in questo momento il favorito ma Scarponi, Rodriguez e Basso faranno di tutto per mettere in crisi il canadese sul Mortirolo e sullo Stelvio.

Il Giro si decide sullo Stelvio
Tre dei protagonisti del Giro 2012. Da sinistra: Ryder Hesjedal, Joaquin Rodriguez e Ivan Basso.

Dopo la bella impresa di Kreuziger sull’Alpe di Pampeago e, soprattutto, la conferma di un Hesjedal in forma straordinaria, si torna a soffrire, e a salire, nella tappa che più di tutte potrà risultare decisiva per l’assegnazione del Giro d’Italia.

La 20/a tappa partira da Caldes (698 metri) e arriverà al Passo dello Stelvio (2757) percorrendo un tragitto lungo ben 219 chilometri. I corridori, già provati da un Giro estenuante, affronteranno quella che è probabilmente la tappa più dura di tutto il circuito. In tutto saranno ben 4 i Gpm prima dell’arrivo finale allo Stelvio, che quest’anno rappresenta la Cima Coppi del Giro, ovvero il punto più alto in cui transiteranno gli atleti.

Il gruppo avrà poco tempo per rilassarsi, dopo 17 chilometri inizia già la prima ascesa al Gpm di seconda categoria del Passo del Tonale (1883), una quindicina di chilometri per affrontare una pendenza di circa 900 metri. Dopo esser transitati in cima al Passo parte la lunga discesa che, passando da Ponte di Legno (1253), terminerà in vallata a Edolo (687) con una lunghezza di circa 30 chilometri.

Nemmeno il tempo di rifiatare che la strada ricomincia a salire verso il Gpm di terza categoria dell’Aprica (1173). Questa salita è senza dubbio quella più facile della tappa, le pendenze sono ben pedalabili e, sicuramente, i big utilizzeranno questa ascesa per riposarsi in vista delle insidie che arriveranno più avanti.

Superata l’Aprica al km 78, altra discesa fino a valle che termina a Bianzone (385) e strada che riprende subito a salire verso il terzo Gpm di giornata, quello di Teglio (851). La salita è corta, meno di 6 chilometri, ma a pendenze che possono iniziare a far male e a sfoltire il gruppo. Nella sua parte centrale la pendenza media è del 10% e si raggiungono anche punti al 15%.

Superato Teglio, ci saranno circa 60 chilometri con facili saliscendi in cui poter rifiatare, rifornirsi e, per gli uomini di classifica, iniziare a preparare le tattiche d’attacco per il finale di tappa. Il km 151 di questa tappa è quello che, i direttori delle varie squadre, hanno segnato da mesi come il decisivo per il Giro d’Italia 2012. Si arriva a Tovo di Sant’Agata (524) ed inizia l’ascesa al Mortirolo (1718).

11 chilometri e 400 metri di sofferenza per tutti i corridori, questo è il Mortirolo. Pendenze medie ben oltre il 10% e, in alcuni punti, muri veri e propri oltre il 20%. In quest’ascesa gli scalatori potranno fare la differenza stando, però, bene attenti a non andare fuori giri perché la tappa non si conclude al km 162 con il passaggio al quarto Gpm.

Superata l’ennesima insidia la strada scende e, per alcuni, la discesa sarà un incubo peggiore anche rispetto alla salita. La strada non è per nulla facile, la discesa è veloce e molto tecnica con tanti tornanti stretti da guidare al meglio per non perdere preziosi secondi. Arrivati a Grosio (710) la strada riprenderà gradualmente a salire fino ad arrivare a Bormio (1217).

Proprio a Bormio inizierà l’ultima salita non solo della 20/a tappa ma di tutto il Giro d’Italia 2012. L’arrivo è previsto in cima al Passo dello Stelvio (2757). Chi ancora non si sarà mosso dovrà provare a farlo lungo questa rampa di più di 22 chilometri. Ad aumentare le difficoltà dei corridori ci sarà il minore ossigeno che, sopra i 2000 metri, potrebbe dare non pochi problemi a più di un protagonista. A costeggiare i tornanti ci sarà la neve che, fresca e candida, accompagnerà gli scalatori nella loro impresa di domare il gigante Stelvio.

Difficile prevedere un vincitore sull’ultimo arrivo in salita. Sicuramente tutti i corridori daranno il cuore e l’anima per poter transitare primi su un arrivo così affascinante e storico. Hesjedal è il favorito per quello che ha dimostrato in queste tre settimane ma bisognerà vedere se la sua risposta sarà così positiva anche sopra ai 2000 metri. Rodriguez ha la Maglia Rosa ma dovrà attaccare comunque perché i soli 17 secondi di vantaggio sul canadese della Garmin, in vista della cronometro finale, lo vedono in questo momento sfavorito. Scarponi ha dimostrato di credere ancora nel Giro, ha attaccato e ha saputo soffrire staccando Basso nel finale di Pampeago. Ivan Basso, invece, è in questo momento lo sfavorito tra i quattro. Dalla sua, però, la grande capacità di gestirsi anche nei momenti di difficoltà e nell’ultima tappa di montagna questi momenti saranno tanti e per tutti.