Voeckler? C'est magnifique

Thomas Voeckler vince la Pau – Bagneres de Luchon di 197 chilometri. Nibali tenta l’attacco ma chi crolla è Cadel Evans. Wiggins ha il mano il Tour de France.

Voeckler? C'est magnifique
Reuters Pictures

Il giorno più atteso di questo Tour ha regalato a Thomas Voeckler una magnifica vittoria, nel giorno in cui Bradley Wiggins mette le mani sulla vittoria conclusiva del Giro di Francia. Una giornata molto calda che ha provocato lo scioglimento ciclistico di Cadel Evans precipitato in settima posizione nella classifica generale, dopo aver tagliato il traguardo a 12’ dal vincitore di giornata. È stato il forcing di Ivan Basso sul Col d’Aspin ad accendere la forte crisi dell’australiano, che non ha mai fatto vedere momenti di ripresa, perdendo minuti e posizioni in classifica.

Con l’Aubisque, il Tourmalet, l’Aspin e il Peyresoude la fatica non manca. Poi mettiamoci un bel sole caldo e ci siamo. Nei primi chilometri ci sono diversi tentativi di formare un gruppo di fuggitivi. Ci riescono dopo 25 chilometri una trentina di corridori. Tra questi Vinokouov, Valverde, Voigt, Voeckler, Hincapie e ben tre gregari di Scarponi che perde una grossa occasione per non essersi infilato nell’azione. Il Col d’Aubisque viene affrontato con regolarità dai fuggitivi e dal gruppo. Voeckler vince il GPM e mette via punti importanti per la classifica degli scalatori. Quando viene affrontato il Tourmalet il gruppo in fuga inizia a sfaldarsi e ne approfitta Daniel Martin della Garmin per fare ulteriore selezione. Dietro, in gruppo, Sky davanti a fare l’andatura senza sussulto alcuno. In discesa cade Gruzdev (Katusha) e si deve ritirare per sospetta fattura della clavicola. Voeckler, Felliu, e Martin allungano ancora, ma quest’ultimo finisce lì la benzina. Restano in testa i due francesi.

Sul GPM del Tourmalet un grintoso Voeckler vince ancora l’arrivo di vetta e si prepara a vestire la maglia a pois. Il gruppo di Wiggins è a 10 minuti. Tra la discesa del Tourmalet, la salita e la discesa dell’Aspin e l’inizio del Peyresourde la testa della corsa è un susseguirsi di atleti che si scambiano le prime posizioni. Coinvolti in questa disputa Voeckler, Viugt, Sorensen, Felliu, Izaguirre e Vinoukurov. Dietro però non capita niente, allora Basso va in testa e tira come nei suoi giorni migliori facendo danni non da poco. Cadel Evans si stacca, non riuscirà più a rientrare e la sua speranza di bissare la vittoria dell’anno scorso Tour svanisce. Ha tre gregari con sé ma la situazione non cambierà. In testa, con il Peyesourde iniziato, Voeckler scatta e resta solo con i suoi sogni e le sue smorfie. Dietro non lo vedranno più se non all’arrivo.

In gruppo Basso torna a tirare in testa ed è il prologo per Nibali, che scatta a tre chilometri dal GPM del Peyresourde. Froome riporta Wiggins a ruota del siciliano, mentre Voeckler è già in picchiata verso il traguardo, per di più con la certezza di essere neo-leader della classifica scalatori. Nibali scatta ancora verso la fine dell’erta e stavolta è Wiggins che deve sbuffare per pendergli la ruota. Il fido Froome è sempre in scia del suo capitano. Lungo la discesa non cambia niente ed il pubblico attende solamente un eccezionale Voeckler che taglia il traguardo con 1’40” davanti a Sorensen, 3’28” su Izaguirre e Vinokourov, 3’58” su Felliu, 4’17” su Jens Voigt. Il trio Nibali-Froome-Wiggins giunge a 7’08”, Cadel Evans a 12 minuti.

Nella classifica generale Bradley Wiggins inizia a guardare a Parigi con grande fiducia, grazie a 2’08” su Foome, e a Vincenzo Nibali che non è molto lontano avendo 2’23” di distacco, ma deve mettere in conto i 50 e passa chilometri di sabato. Van Den Brouke diventa quarto a 5’46” da Wiggins, Zubeldia è quinto a 7’13”. Cadel Evans “casca” fino al settimo posto, pagando 8 minuti da Wiggins. Anche il podio non dovrebbe essere più alla sua portata. Domani comunque le gambe stancate oggi dovrebbero dare ancora qualche sorpresa, anche se la classifica generale dovrebbe essere sistemata riguardo al podio.

Thomas Voeckler non ha più smorfie a fine gara, ma solo tanta soddisfazione; “Sono come  in un’altra dimensione, mi gira un po’ la testa. Oggi ho fatto un’ascensione dopo l’altra, per me erano quattro corse assieme. E poi è andata bene fin dall’inizio, con 35 corridori in fuga nel gruppo. Io non faccio le ricognizioni delle tappe, però queste sono montagne che conosco fin da ragazzo, le ho sempre percorse ed ero uno di quelli che, in gruppo, conosce a memoria quei chilometri. Non mi rendevo conto, ho superato quattro passi sui Pirenei. Cose che vedevo in televisione da ragazzo, ed oggi ero io a farlo. È stato bello” In casa Liquigas la soddisfazione è moderata, come traspare dalle parole di Stefano Zanatta; “La nostra intenzione era che, se esisteva la possibilità, di provare. La corsa era un po’ “fermata” dalla Sky e quando siamo arrivati sul Col d’Aspin abbiamo pensato di provare con Ivan a vedere cosa si poteva fare. Abbiamo messo in difficoltà Evans e abbiamo provato ancora con Vincenzo, ma purtroppo Froome e Wiggins sono rimasti lì. Ma siamo contenti così, perché noi non volevamo avere il rammarico di non averci nemmeno provato”. Domani 144 chilometri, quattro salite con tre cime negli ultimi 40 di corsa; Port de Bales, ancora il Peyresourde e l’arrivo in salita a Peyragudes. Nibali potrebbe sognare ancora, ma con i 53 chilometri di sabato la realtà parla inglese.