Volatone di Cannonball

Volatone di Cannonball

Mark Cavendish vince la sua seconda tappa in questo Tour giunto agli sgoccioli. Il campione del mondo è pronto per le vicine Olimpiadi di Londra.

Il giorno successivo agli screzi nel team Sky, è un uomo di questa stessa squadra a tacitare le polemiche: Mark Cavendish vince a Brive dopo un inseguimento incredibile, con i fuggitivi inghiottiti solo negli ultimi cento metri. E’ la maglia gialla Wiggins, uno dei galli nel pollaio (l’altro è ovviamante Froome), a pilotare il campione del mondo nei pressi della linea del traguardo: Cavendish si abbassa, diventa un proiettile, salta gli attaccanti come fossero birilli, conclude lo slalom e alza i pugni al cielo, a sprigionare tutta la rabbia per un Tour duro e difficile, nel quale non ha avuto mai la squadra a disposizione, con la Sky tutta imperniata a pensare alla classifica generale.

TERZULTIMA TAPPA - 222 chilometri, dopo tre settimane di fatiche, sono tantissimi, nonostante il tracciato presenti appena qualche ascesa irrisoria e si svolga per lo più in pianura. Gli uomini in fuga sono quattordici, nella prevalenza i delusi di questa Grande Boucle, nel tentativo di rendere migliore un bilancio magro. Sull’ultimo strappo allunga un terzetto, composto dall’immortale Vinokourov (al suo ultimo anno da professionista), Hansen e il nostro Paolini, che sta cercando la condizione giusta per le Olimpiadi di Londra. Vengono ripresi poco più tardi da un altro trio che si distacca dal plotone principale, con Kloden, Roche e Sanchez. Ai -4 km dal traguardo hanno 15 secondi sul gruppo, ai -3 km ancora 10 secondi, ai -2 km appena 8. Alla “fiamma rossa” è addirittura la maglia gialla Wiggins a diventare gregario, a tirare in testa al gruppo. Poi esce Cavendish.

22ESIMA VITTORIA AL TOUR DI CAV - Progressione strepitosa, esplosiva. Non a caso il campione del mondo è detto Cannonball. La fucilata fa secchi Roche e Sanchez, ultimi superstiti dell’attacco. Cavendish possiede un altro passo, nella fotografia finale sono esclusi tutti gli altri velocisti (da Goss, a Sagan, a Greipel), troppo indietro. L’inglese, dopo l’impresa odierna, rimane il maggiore favorito anche per domenica, nei Campi Elisi di Parigi. Domani, invece, c’è l’ultima vera fatica, la crono di Chartres, lunga 53 km. Non servirà a delineare il podio, che vede l’uomo dalle grandi basette, Wiggins, sul più alto gradino, e ai lati il “fedele” compagno Froome e l’ottimo Nibali. Questa prova contro il tempo sistemerà la classifica, traccerà meglio i piazzamenti. Ma il sogno di sir Bradley, forse antipatico e poco spettacolare, rimarrà intatto.