Via ai Mondiali di ciclismo, Martini: "L'Italia può fare bene"

Orfana di Damiano Cunego e Alessandro Ballan, la Nazionale italiana punta sull'esperienza di Vincenzo Nibali e sul talento di Moreno Moser per la prova in linea di domenica 23 settembre. Ecco cosa ne pensa Alfredo Martini, storico ct degli azzurri del ciclismo.

Via ai Mondiali di ciclismo, Martini: "L'Italia può fare bene"
Un particolare del manifesto dei Campionati Mondiali

Eros Capecchi, Dario Cataldo, Oscar Gatto, Marco Marcato, Moreno Moser, Vincenzo Nibali, Giacomo Nizzolo, Rinando Nocentini, Luca Paolini, Matteo Trentin e Diego Ulissi avranno un duro compito. Riscattare il ciclismo italiano ai Mondiali di Valkenburg, iniziati oggi in Olanda, e che vedranno impegnati 9 degli 11 azzurri convocati dal ct Paolo Bettini (due saranno riserve) nella prova su strada dedicata ai professionisti in programma per domenica 23 settembre. 

Raggiungere l'obiettivo non sarà cosa facile: la nazionale italiana si troverà di fronte squadre sulla carta più quotate come la corazzata spagnola, al via con i primi tre classificati della Vuelta Contador, Valverde e Rodriguez, o la formazione belga con nomi altisonanti come Philippe Gilbert e Tom Boonen
 
Inoltre, a seguito della decisione della Federazione Ciclistica Italiana di escludere dalla Nazionale atleti che in passato sono stati squalificati per doping, oppure che attualmente siano implicati in filoni di inchiesta, il ct Paolo Bettini a dovuto rinunciare ad atleti di buon valore come Damiano Cunego, Alessandro Ballan ed Enrico Gasparotto anche se, quest'ultimo, sarebbe stato comunque indisponisponibile causa infortunio.
 
Riusciranno a sorprenderci i ragazzi di Bettini? Ne abbiamo parlato con lo storico ct della nazionale azzurra, Alfredo Martini. 
 
Le piace l'Italia di Bettini?
Il ct ha scelto una bella squadra con corridori di esperienza affiancati ad atleti più giovani e promettenti. C'è Nibali, il capitano, che ha dimostrato di avere nelle gambe dei grandi finali e ultimamente ha impressionato per la facilità con la quale riusciva a staccare gli avversari. Poi Paolini che sarà il braccio destro di Bettini in corsa e Nocentini che quest'anno ha sempre ben figurato. Tra i più giovani abbiamo dei bei nomi come Moreno Moser, che ha vinto il giro di Polonia, e Diego Ulissi. Piuttosto Bettini ora sarà in difficoltà a scegliere le due riserve, ma ha una formazione che si batterà con determinazione e uscirà da questi Mondiali con grande dignità. Potremmo essere da podio. 
 
Cosa ne pensa della decisione della FCI? Rispetto ad altre nazionali, l'Italia ne esce indebolita.
La Federazione ha preso questa decisione a ragion veduta, pensando e riflettendo molto. Non spetta a me giudicare. 
 
Veniamo al percorso, che vede i primi 100 km in linea e un circuito di 16,5 km da ripetersi per 10 volte. 
Il percorso nel complesso non è uno dei più duri ma è molto tecnico e vede un finale difficile con la salita del Cauberg che i corridori dovranno affrontare quando mancheranno 1.700 metri all'arrivo. 
 
Chi vede come favoriti?
Tra i nostri avversari più temibili ci sono sicuramente Alejandro Valverde e Philippe Gilbert, che hanno evidenziato una forma smagliante. E aggiungerei Contador che esce dalla Vuelta con un buon morale, oltre che con una grande condizione senza la quale non avrebbe vinto la corsa iberica, molto dura quest'anno. Non sottovaluterei nemmeno Wiggins che potrebbe arrivare con grande determinazione.
 
Oltre alla prova regina dei Mondiali e alla cronometro individuale, al programma è stata aggiunta una cronosquadre che non vede impegnate le nazionali ma le formazioni World Tour o Continental composte da 6 corridori.  Era proprio necessario?
E' una novità, vediamo quanto interesse desterà.Sicuramente è importante per gli sponsor. Il Mondiale regala una grande emozione dal 1927 ma è chiaro che una gara unica suscita più interesse rispetto a tre prove. 
 
Molti dicono che sia l'ultima opportunità per Bettini...
Paolo Bettini è un uomo intelligente, di grande esperienza e coraggioso. E' un ottimo commissario tecnico. Se vogliamo andare a guardare il capello, a Bettini manca proprio Bettini.
 
E al nostro movimento?
Penso che il nostro ciclismo stia riemergendo bene grazie alle nuove leve che saranno anche a Valkenburg. Se guardiamo attentamente la nostra situazione ci rendiamo conto che i corridori italiani, anche se non hanno vinto molto, sono sempre garndi protagonisti e hanno ben figurato.