Si arriva a Borja, con due curve che lanciano verso gli ultimi metri, obbligando i corridori a rilanciare l'azione per l'ennesima volta. In quell'attimo si scorge il volto dei protagonisti. Tony Martin emerge fiero nella sua grandezza, dopo aver domato un percorso difficile, ostico. Contador non aspetta nemmeno la linea d'arrivo, volge immediatamente gli occhi al tabellone. Il tempo è il quarto, ma al campione di Pinto poco interessa. Sono i distacchi a raccontare la guerra dei grandi. Una guerra che Contador vince, oltre ogni previsione. Verso l'Alto del Moncayo procede con pedalata fluida, cambia rapporto, si alza sui pedali, ma non perde mai eleganza e compostezza. Dove Froome si accartoccia, vittima di una condizione non ottimale, Contador vola tra due ali di folla. Al primo intermedio solo Valverde limita i danni. Quintana transita a 20", ma la sua Vuelta finisce poco dopo, almeno per la generale. Affronta il primo tornante in discesa con superficialità e, lungo, vola contro il guard rail. Scaricato dalla bicicletta, piomba a terra. Solo un grosso spavento, riparte due minuti dopo. 

La discesa è l'altro momento focale. Non una discesa qualunque. Tecnica, da affrontare con il dovuto rispetto. Qui Contador aumenta ancora e piano piano allontana anche Valverde. Con l'approdo al tratto pianeggiante, ecco gli specialisti. Martin e Cancellara prendono la scena e scavalcano i battistrada dei primi chilometri. Tra gli uomini di classifica è bravissimo Uran, secondo al traguardo, tra le due locomotive. 

Contador chiude con 47'41", davanti a Samuel Sanchez. Valverde ottavo a un minuto da Martin. Più indietro Froome, decimo a 1'32", e Aru, ventunesimo a 2'03". 

Ordine d'arrivo:

1) Martin

2) Uran + 15"

3) Cancellara+ 18"

Generale:

1) Contador

2) Valverde + 27"

3)Uran + 59"