La Suhr detronizza la Isinbayeva, è lei la nuova regina del salto con l'asta

La Suhr detronizza la Isinbayeva, è lei la nuova regina del salto con l'asta

Con la misura di 4.80 metri, l'americana Jennifer Suhr vince l'oro nella prova di salto con l'asta. Argento per la sorprendente cubana Yarisley Silva, solo terza Yelena Isinabyeva. Gara fortemente condizionata dal vento e dalla pioggia che sul finale hanno di fatto reso impossibile saltare.

Serviva un miracolo e alla fine non c'è stato. Yelena Isinbayeva, che inseguiva il suo terzo oro olimpico, si deve accontentare del bronzo. La vittoria è andata all'americana Jennifer Suhr che ha preceduto la cubana Yarisley Silva. La russa cede dunque il suo trono dopo i trionfi di Atene e Pechino. 

Vince come detto la Suhr, al secolo Stuzcinsky, che si prende così la rivincita rispetto a Pechino 2008 quando affermò convinta (non senza un filo di presunzione) di essere in grado di sfidare la russa e batterla, salvo poi prendere da quest'ultima una sonora lezione. C'era grande attesa per questa gara, e molti interrogativi soprattutto sulla Zarina e la sua condizione, dal momento che negli ultimi anni sono stati più i periodi bui che le gioie: il cambio di allenatore (con il ritorno sotto la guida del mentore Trofimov), la sosta di un anno e alcune delusioni sentimentali hanno di fatto minato le certezze della Isinbayeva e le sue prestazioni ne hanno risentito. Prima il flop ai Mondiali di Berlino 2009 - dove addirittura concluse la gara fallendo i tre salti di ingresso - a seguito dei quali decise di prendersi un anno di stop, quindi l'altra delusione dei mondiali di Daegu l'anno successivo. Il ritorno al successo, materializzatosi quest'anno agli indoor di Istanbul, aveva riacceso la fiammella della speranza nel cuore dei tifosi su un possibile rientro ad alti livelli della loro beniamina: ma le ultime prestazioni poco esaltanti, soprattutto quella messa in mostra al meeting di Montecarlo, hanno di fatto reso evidente che Yelena non era più quella di una volta e che, per contro, la fine del suo regno si avvicinava a passi sempre più grandi. La prova londinese è stata comunque tutt'altro che da disprezzare: gli errori durante i suoi tentativi a 4.75 e 4.80 sono stati provocati più da piccole sbavature che non da grossolane pecche (per intenderci, nessuna entrata a gamba tesa sull'asta come fatto invece a Montecarlo). Ma a questo livello, si sa, gli errori si pagano a caro prezzo e le avversarie ne hanno approfittato senza troppo farsi pregare.

La gara (che ha perso alla qualificazione un pezzo importante come la brasiliana Murer) si è decisa ai 4.75, saltata al secondo tentativo tanto dalla Suhr quanto dalla Silva. A favore della statunitense, ex giocatrice di basket convertitasi all'asta dopo che il suo allenatore nonchè futuro marito intuì che in quel campo non aveva troppi numeri da spendere, ha giocato l'errore fatto dalla cubana al primo tentativo di scavalcare i 4.45. Il vento e la pioggia hanno giocato un ruolo decisivo nella gara: la pedana si è fatta scivolosa e saltare era molto difficile, il tutto a svantaggio di chi, come Spiegelburg e Isinbayeva, poteva contare su un solo salto. Uscite di scena la tedesca e la russa, le due si sono giocate l'oro ai 4.80, fallendo entrambe tutti i tentativi a loro disposizione. Poco male, le posizioni ormai erano decise e con la pedana scivolosa rischiare sarebbe stato inutile. Di parere opposto coach Suhr che ha invitato nemmeno troppo con le buone la moglie a completare i salti, esponendola in un paio di occasioni a seri rischi di infortunio. Una scelta davvero sconsiderata, dal momento che la cubana sembrava essere più che contenta della medaglia d'argento. Da segnalare, fra le altre cose, la prestazione pessima della polacca Rogowska, ex campionessa del mondo, fuori subito al salto d'ingresso, mentre una figura più che digintosa ha fatto la britannica Bleasdale, il cui salto a 4.45 è stato accolto con un boato dal pubblico che gremiva lo Stadio Olimpico.

Finisce così, con le tre atlete che fanno il consueto giro della pista e con una nuova regina nel salto con l'asta. Yelena ha detto che continuerà fino a Mosca 2013 e poi valuterà l'idea di mettere su famiglia. Il 6 agosto 2012 segna però una data importante nella storia di questa disciplina: la Zarina è stata detronizzata e una nuova era può cominciare.