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Olimpiadi tra operai vincenti, tabù infranti e medaglie “televisive”

Ecco una seconda serie di episodi che rimarranno nella memoria anche se hanno poco a che fare con le imprese sportive di Londra 2012. Da Anders Golding a Wojdan Shaherkani.

Olimpiadi tra operai vincenti, tabù infranti e medaglie “televisive”
Getty Images

Episodi "curiosi" ed avvenimenti di portata storica continuano a verificarsi durante le Olimpiadi di Londra.

IL CAMPIONE OPERAIO - Le dediche in caso di vittoria sono spesso scontate. Famiglia, tifosi, compagni. Singolare appare, quindi, sapere che qualcuno ha voluto ricordare gli operai dell'Ilva di Taranto. Ancor di più se a farlo è stato un atleta danese, tale Anders Golding, medaglia d'argento nel tiro a volo, specialità skeet. Ma quale nesso esiste? “Non sono un professionista - ha spiegato - perché lavoro come carpentiere. Durante le ferie, mi trasferisco a Taranto nel poligono all'interno dello stabilimento con il mio allenatore, Pietro Genga, che è di quelle parti. Mi sento vicino a quelle persone, che stanno vivendo un periodo molto difficile. Il mio cuore è con loro”. Campione vero!

GIOCHI... A PERDERE - In Indonesia è sport nazionale. E, incredibile ma vero, ha un numero di praticanti tra i più alti al mondo. Si tratta del badminton o volàno, quello giocato con racchettine leggere e una mezza pallina attaccata ad una retìna. A contendersi la medaglia d'oro tra le donne dovevano essere tra le altre Corea del Sud, presente con due squadre (formate da una coppia ciascuna), India e Cina. Solo che per sfruttare al meglio il meccanismo del torneo nel girone eliminatorio, ad un certo punto ce l'hanno messa tutta... per perdere! Spettacolo indecente con errori gratuiti, richiami arbitrali e fischi degli spettatori. La squalifica delle giocatrici ripaga solo in parte lo spirito olimpico...

INNO SI, INNO NO - L'inno nazionale suonato nelle manifestazioni sportive è da sempre uno dei momenti più emozionanti. Alle Olimpiadi celebra la vittoria della medaglia d'oro. Questo negli sport individuali. Non così accade in quelli di squadra, laddove le note accompagnano ogni volta l'ingresso in campo dei protagonisti. Sembrerebbe la sola eccezione e nemmeno del tutto comprensibile. Senonché per motivi al momento inspiegabili, ciò viene concesso ai giocatori di calcio e pallacanestro e non a quelli di pallavolo e pallanuoto. Il dubbio è lecito: regolamenti senza senso o curiose forme di privilegio?

IL VELO SQUARCIATO - "Avvenimento storico" è una definizione che può essere utilizzata solo in casi eccezionali. Lo è stato quello di Wojdan Shaherkani, judoka della categoria 78kg. di appena 16 anni. Si tratta della prima donna proveniente dall'Arabia Saudita ad aver preso parte alle Olimpiadi.

Un evento, che ha rischiato di non verificarsi per le rigide prescrizioni islamiche relative all'obbligo di indossare il velo, cosa assolutamente vietata dalla Federazione internazionale di quello sport. Alla fine il dilemma è stato risolto con una sorta di cuffia per coprire i capelli e nulla conta l'eliminazione dopo il primo incontro. Ad essere sconfitto è stato un autentico tabù!

 

LA MEDAGLIA DELLA TV - I dati d'ascolto in televisione saranno oggetto di valutazione al termine delle Olimpiadi. Ma è già chiaro che tra gli sport più seguiti in Italia risulterà il beach-volley femminile. Partite avvincenti e coppie di atlete di valore a rappresentare le varie nazioni. E forse basterebbe.

Ma se aggiungiamo le succinte divise delle giocatrici e le pause riempite a ritmi di musica e balletti, si spiega la clamorosa “audience” ottenuta da questi incontri. Buoni risultati e successo personale per Greta Cicolari e Marta Menegatti, giudicate da molti telespettatori tra le più belle del torneo. Profitti alle stelle per gli sponsor che hanno investito su questa disciplina.