Londra saluta con un grande show, arrivederci a Rio 2016

Londra saluta con un grande show, arrivederci a Rio 2016

Dopo 15 giorni intensissimi, fatti di sport, medaglie, personaggi e storie, Londra 2012 chiude i battenti sui XXX Giochi Olimpici, ma lo fa con grande classe e stile, con una cerimonia di chiusura all'Olympic Stadium che lascia la bocca aperta, la gioia nel cuore ed una lacrimuccia che scivola lenta sul viso sulle note di alcuni dei più grandi artisit di tutti i tempi. Il testimone passa a Rio, perchè ogni quattro anni le emozioni ritornano per fortuna.

Ci sono due modi per lasciarsi: senza parole, con un semplice sguardo, oppure con una grande festa che dentro sè racchiuda, allo stesso tempo, i ricordi delle gioie vissute insieme ed il dolore amaro di un qualcosa che finisce. Sembra si stia parlando di una storia d'amore, e nel suo piccolo le Olimpiadi sono anche questo, ovvero l'amore di tutti gli sportivi sparsi per il mondo che, per sedici giorni ogni quattro anni, si trovano uniti sotto uno stesso evento, una sola bandiera a cinque cerchi, un solo obbiettivo. Londra ha messo in piedi una trentesima edizione dei giochi davvero incredibile, perfetta in ogni dettaglio, senza sbavature e la cerimonia di chiusura non poteva chiaramente essere da meno. Ma, a differenza di quanto si poteva pensare, si lasciano da parte formalismi di ogni sorta: festa deve essere? E che festa sia!

"GOD SAVE THE QUEEN" - La musica, come ad ogni festa che si rispetti, la fa da padrona, ed è Emili Sandè ad aprire con la sua stupenda voce che nell'ultimo anno ha conquistato il mondo, seguita immediatamente dall'inno inglese, "God Save The Queen" che accoglie sugli spalti il Principe Harry, Kate Middleton e il Presidente del CIO Rogge. La Regina non c'è, ma con un video ringrazia e si congratula con tutti gli atleti, in particolari con i britannici, e lo spirito patriottico traspare anche nel fantastico spettacolo messo in piedi dagli organizzatori: sul palco enorme a forma di Union Jack che occupa tutto il campo da gioco dello stadio giungono i black cabs (tipici taxi inglesi) ricoperti da frasi celebri, poi camioni, auto, persone, si ricrea il traffico londinese di ogni giorno, quello sul Ponte di Waterloo all'ora di punta, ed è allora che, dall'alto del Big Ben, per una notte portato al centro dello stadio Olimpico, Winston Churchill cita "La Tempesta" di Shakespeare e dà ufficialmente il via alla festa.

LO SPORT SPETTATORE PER UNA SERA ED "IMAGINE" - Il gotha della musica britannica di ieri e di oggi ha deciso di partecipare ed animare la serate, con i Pet Shop Boys, i One Direction e Ray Davis ad introdurre gli atleti sul campo. Più che una formale marcia, la loro è un ritrovo senza ordine, una festa di colori e di gioia, col nostro Molmenti a tenere alto il tricolore ed un sorriso a 32 denti, mentre attorno a lui tutti si abbracciano, si salutano, festeggiano. Loro, finora, sono stati lo spettacolo, stasera assistono ad uno show, sono spettatori tanto quanto noi ed hanno deciso di divertirsi anche loro giustamente. Prima però la tradizionale premiazione del vincitore della maratona, ovvero dell'ugandese Kiprotich, emozionatissimo, consapevole che l'inno della sua patria sarà l'ultimo inno a risuonare a Londra, ma non saranno le ultime note. Le luci si spengono, con un gioco di schermi e scenografia, al centro del palco, viene ricreato il volto, in tridimensione, di John Lennon. Le note di "Imagine" partono, lente, ad accarezze l'etere mentre un video inedito concesso dalla famiglia riempie di commozione gli ottantamila nellìimpianto e l'oltre miliardo di telespettatori.

VIA ALLE DANZE - George Michael fa ballare tutti dopo l'emozione, scaldando la platea e cancellando i dubbi sulla sua presenza, messi in circolo ad arte nel pre cerimonia, subito seguito dalla bellezza delle top model eterne, ovvero Naomi, Kate e Stella, per le donne invece c'è l'adone David Gandy. Il pubblico è già in delirio, ma le luci tornano ad abbassarsi e su una nave fantasma entra in scena un'altra grandissima della musica britannica, ovvero Annie Lennox, che con la sua pazzesca voce incanta la platea. A momenti di vero pathos musicale, si alternano spazi di divertimento puro e ballerino, con l'esibizione di Russel Brand e la eletronic music di Fatboy Slim, seguiti a ruota, senza spazio di un respiro, dalla stupenda Jessie J, il cui vestito (se così lo si può definire) è in linea con quelle che sono state definite da molti "le Olimpiadi più sexy di sempre". Gli atleti ballano e scattano foto, la festa è un enorme concerto, dove però il meglio deve ancora venire.

IL MEGLIO DELLA MUSICA E COMMOZIONE PER FREDDY - Cinque taxi sbarluccicanti ed un'unica targa: spice. Le Spice Girls fanno il loro ingresso da grandi star e vengono accolte da un'ovazione che cancella il tempo, non sembrano passati oltre quindici anni dai loro successi. Con "Wannabe" e "Spice Up Your Life" ricordano a tutti perchè sono state un fenomeno mondiale, ed introducono il pezzo dei Beady Eye, il gruppo dell'ex Oasis Liam Gallagher, che decide di interpretare "Wonderwall", pezzo che ha fatto la storia del suo ex gruppo e scritto dal fratello Noel con cui i rapporti non sono proprio idilliaci. Un pizzico di pepe, anche in serate come questa, non fa male del resto. Attesissimi anche i Muse, che molti attendevano nella cerimonia di apertura, ed invece decidono di suonare in quella di chiusura. Ma, dopo Lennon, c'è un altro grande della musica inglese che era dovere onorare: quattro schermi giganti riproducono le immagini di uno storico concerto tenutosi a Wembley nel 1986, dove uno straripante Freddy Mercury giocava con il pubblico. Sembra che ci sia anche lui stasera, qui, nella più grande festa che Londra abbia mai organizzato, e pare così ancora di più quando, all'improvviso, parte l'inimitabile attacco di chitarra di Brian May e la batteria di Roger Taylor. I Queen sono tornati con "We Will Rock You", interpretata da Jessie J e tutto lo stadio come guest star.

DA LONDRA 2012 A RIO 2016: ARRIVERCI TRA 4 ANNI - La festa si ferma un attimo, perchè è giusto ricordare che le Olimpiadi sono anche e soprattutto tradizione. Spazio dunque ai discorsi formali, e sicuramente noiosi rispetto al resto della serata, del Presidente del CIO e del comitato organizzatore. Lo spegnimento della fiamma si avvicina, ma prima c'è ancora spazio per i Take That, per gli Who e per il passaggio del testimone, infatti il sindaco di Londra Boris Johnson (accolto da una vera e propria ovazione) passa la bandiera a cinque cerchi al collega di Rio Eduardo Paes e sul palco si inizia a ballare la samba, guidati dal famoso, almeno in Brasile, spazzino Renato Sorriso, che con i suoi passi scalda il Carnevale di Rio, e dalla bellisima modella Alessandra Ambrosio. Non poteva mancare, come icona del Brasile, lui, O' Rey, Pelè. A questo punto però è davvero giunto il momento di calare il sipario sopra la trentesima edizione dei Giochi Olimpici di Londra 2012, dei giochi che hanno regalato tanto e che nell'ultima serata hanno stupito una votla di più. Ora la fiamma passerà a Rio e mentre lentamente si spegne quella di Londra, rimane dentro tutti noi un pò di tristezza, la stessa tristezza di quando si dà un arrivederci, ma che si trasformerà in nuova gioia tra quattro anni.