Mancano poco meno di quaranta giorni all'appuntamento con i Mondiali di nuoto di Kazan, Russia (dal 24 luglio al 9 agosto), e i migliori atleti del mondo cercano di affinare la propria condizione in vista della rassegna iridata, evento più atteso della stagione agonistica, ultimo test di alto livello prima delle Olimpiadi di Rio del 2016.

L'Italia del nuoto si avvicina alla campagna di Russia con poche certezze in campo internazionale, rappresentate principalmente da Gregorio Paltrinieri, campione europeo in carica nei 1500 metri stile libero, e dall'infinita Federica Pellegrini, che si concentrerà sulla sua distanza preferita, i 200 stile, avendo ormai abbandonato ogni progetto sui 400, ed anzi volta a cimentarsi nella velocità pura, come dimostrato dalla recente apparizione al Trofeo Settecolli a Roma.

La Federica nazionale ha dichiarato oggi di "voler essere ricordata come la migliore duecentista mai esistita. Nessuno negli ultimi dieci anni ha fatto meglio di me". Dall'argento di Atene 2004, salvo un paio di annate di assestamento, la Pellegrini è sempre stata competitiva nella sua gara, trionfando a Pechino nel 2008, e facendo incetta di medaglie d'oro europee e mondiali. Unico flop quello di Londra 2012, dove però fu tutta la spedizione azzurra a deludere, senza alcun podio in una disciplina che nell'ultimo quindicennio ha regalato all'Italia enormi soddisfazioni. Dopo quei Giochi, Federica ha cambiato ritmi, abitudini e strutture di allenamento, cimentandosi anche nel dorso, e tornando competitiva nei 200 stile libero, con un argento ai Mondiali di Barcellona 2013 e un oro agli Europei di Berlino dell'anno scorso. Le chances di rivedere Federica sul gradino più alto del podio anche a Kazan sembrano al momento non altissime, dato il livello della concorrenza. L'incredibile 2015 della svedese Sjoestroem (1'55"05 il suo tempo a Roma nel week-end, da stabilire il programma iridato, con Sarah pronta a saltare la doppia distanza dello stile per prediligere la farfalla), l'avanzata poderosa dell'americana Missy Franklin, detentrice del titolo iridato, e della baby prodigio Katie Ledecky, titolare del record del mondo dei 400, degli 800 e dei 1500 stile libero, e ora impegnata a competere anche nella velocità, sembrano costituire un ostacolo difficilmente superabile per la Pellegrini, che ha tuttavia dalla sua l'esperienza e la capacità di esaltarsi nei momenti che contano. Senza dimenticare Femke Heemskerk, da sempre rivale della Pellegrini, già in grado di scendere a 1'54, giunta all'ultimo step, al passaggio mentale che separa le donne veloci dalle donne vincenti, e la spagnola Mireia Belmonte Garcia. In un quadro del genere, un podio sarebbe un risultato notevole per Federica, anche se la sua fame di vincere la porterà ancora una volta a gareggiare per l'oro.

Gregorio Paltrinieri rappresenta invece la punta di diamante della squadra maschile. Ormai diventato un punto di riferimento internazionale nel mezzofondo, punta ad attaccare il cinese Sun Yang, dominatore degli ultimi anni, ma tuttavia trovato positivo un anno fa ad un controllo antidoping. La crescita di Paltrinieri è stata impetuosa, difficile immaginarlo fuori dal podio di Kazan nei 1500 stile, con una medaglia d'argento che dovrebbe essere alla sua portata. Il resto della spedizione maschile risente di un ricambio generazionale che ha prodotto ottimi atleti, tra cui Gabriele Detti, Luca Dotto e Matteo Rivolta che non hanno però mostrato di riuscire a competere con la continuità necessaria ad altissimi livelli. Tutte da verificare le condizioni dell'italo-americano D'Arrigo, reduce dall'exploit di Berlino 2014 nei 400 stile e di Fabio Scozzoli, campione dei 100 e 200 rana, ancora alle prese con il pieno recupero da un gravissimo infortunio al ginocchio.

L'Italia in rosa, sulla scia dei grandi risultati dell'ultimo decennio della Pellegrini, sta finalmente uscendo dall'anonimato natatorio in cui era precedentemente confinata, con un gruppo di medio livello (composto tra le altre da Gemo, Mizzau e Barbieri), ma con la sola, giovanissima, Arianna Castiglioni a poter sognare in una medaglia nei 100 rana. Difficile raccogliere soddisfazioni dal dorso, dai misti e dalle staffette, anche in considerazione del valore delle corazzate avversarie, con Stati Uniti, Francia e Australia pronte a spartirsi il bottino grazie al continuo emergere di atleti straordinari, capaci di prendere il testimone dai grandi del passato (e anche del presente, nel caso di Michael Phelps e Ryan Lochte).