Playoff: gara 1 all'insegna del fattore campo

Nessuna sorpresa in gara 1 dei playoff scudetto. Oggi e domani, in concomitanza con eventi calcistici che le oscureranno (complimenti alla Lega), si giocano le gare 2

Playoff: gara 1 all'insegna del fattore campo
Lapresse

Fattore campo rispettato in gara 1 dei playoff scudetto. Nella serie più scontata e meno equilibrata, Siena passeggia su Varese (92-57) annichilendo i lombardi con un primo quarto ai limiti della perfezione (30-5). Pianigiani ruota 11 giocatori, con 9 uomini tenuti in campo dai 16 ai 24 minuti. La perfetta macchina senese chiude col 57% da 2 e il 43% da 3, fallendo un solo libero su 32 tentativi con un'equilibrata distribuzione dei tiri. David Andersen è il top scorer con 17 punti, mentre Thornton si mette in evidenza raccogliendo 7 rimbalzi. Varese non riesce ad attaccare il canestro, si affida troppo al tiro da 3 (30 tentativi contro i 24 da 2) mettendo insieme cifre da tregenda (16%, con Goss, Rannikko e Stipcevic che chiudono con un complessivo 0/13 dal campo): difficile salvare qualcuno o qualcosa.

Trascinata da un pubblico magnifico, che assiste alla premiazione come miglior allenatore di Sacchetti, Sassari fa sua la prima sfida con Bologna (81-72), in quella che promette essere la serie più lunga ed equilibrata. Gara quasi a senso unico, con Bologna che rientra solo nei minuti finali dopo che Sassari ha toccato anche il + 20. Drake Diener si assume le maggiori responsabilità in attacco, chiudendo con un bottino di 26 punti (5/11 dalla lunga distanza) a cui aggiunge 7 rimbalzi. Il cugino Travis, sempre lucido in regia, serve 8 assist mentre Hosley, poco preciso al tiro (2/12) si fa in parte perdonare con 7 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi. Per nulla intimorito da Sanikidze (che chiude con 12 rimbalzi ma 1/8 dal campo), Easley sfiora la doppia doppia con 15 punti e 8 rimbalzi. Bologna, pur vincendo a rimbalzo (43 vs 35) subisce il gioco di Sassari (6 assist contro 17), con Poeta (2/9) che stecca la partita, Douglas - Roberts che forza troppo (6/17) e il solo Koponen (19 punti) a raggiungere la sufficienza.
 
Serviva qualcosa in più di Paunic per allungare il roster...Milano dimostra di aver rodato i suoi meccanismi, raccogliendo contro Venezia (92-63) il nono successo consecutivo. Lagunari forse appagati per il magnifico campionato, sicuramente stanchi, in partita solo nel primo quarto; Olimpia che mette in mostra i gioielli su cui costruire il futuro, Radosevic (18 punti con 5 schiacciate, strapotere fisico) e Gentile (15 punti in 17 minuti, 3/3 da oltre l'arco). Dentmon parte in quintetto e chiude con 11 punti e 4/9 al tiro. Per Venezia, Rosselli è il top scorer (prima volta in stagione) con 13 punti, mentre Clark e Szewczyk, che in regular season hanno prodotto 27 punti di media in coppia, si fermano rispettivamente a 5 e 4. Cantù esordisce controllando abbastanza agevolmente il maggiore atletismo di Pesaro (78-72), acquista un cospicuo vantaggio con una partenza sprint (27-10 dopo 10 minuti) e chiude la partita con un paio di liberi di Basile che respingono il tentativo di rimonta di Pesaro. Al talendo di Markoishvili (20 punti in 25 minuti), Cantù somma l'esperienza di Mazzarino (5/7 nelle triple), l'atipicità di Perkins (9 rimbalzi, 3 offensivi) e la duttilità di Leunen (5 assist). Pesaro, con White e Hickman sottotono, sfodera il miglior Hackett della stagione: 20 punti, 8 falli subiti e 24 di valutazione, difesa a tutto campo. Stasera e domani si replica: sarà ancora rispettato il fattore campo? Un dubbio: ma la Lega, sempre alla ricerva di visibilità, non aveva pensato che stasera si gioca la finale di Champions League e domani quella di Coppa Italia di calcio?