James e Westbrook si divertono a Londra

Nella notte amichevole USA-Inghilterra: finisce 118-78, con buoni segnali da quasi tutte le star NBA. Sottotono Bryant (5 punti) mentre dall’altra parte Deng si conferma il migliore dei suoi (25 punti).

James e Westbrook si divertono a Londra
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USA 118
Gran Bretagna
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Continuano i match di preparazione a Londra 2012 per il team americano, di cui Bryant ha detto qualche giorno fa che “potrebbe battere il Dream Team del ’92, magari non in una serie ma in una partita secca”. Teoria impossibile da dimostrare, ma Kobe in quel caso dovrebbe certamente fare di più. Stanotte ha tirato poco e male, chiudendo con soli 5 punti in 19 minuti. Non era necessario che prendesse in mano la partita in ogni caso, visto che la squadra inglese ha opposto una resistenza minima. Nella vittoria per 118 a 78 si sono messi in mostra alcuni protagonisti dei playoff 2012 come Russel Westbrook e Lebron James, oltre a Anthony e Deron Williams, che hanno chiuso come migliori marcatori a quota 19. Sei cestisti americani hanno terminato in doppia cifra e il quintetto iniziale schierato da coach Krzyzewski era formato da Kobe, Tyson Chandler, Kevin Durant, Lebron James e Deron Williams. Williams ha chiuso con 5/6 da tre punti e 5 assist.

Le rotazioni sono state continue e il pubblico (quasi 17.000 paganti) si è divertito assistendo ad alcuni contropiedi da antologia. La squadra USA è apparsa in buona forma fisica, ma il test con la Gran Bretagna non può considerarsi probante, considerando la scarsa tradizione degli inglesi in questo sport. Migliore in campo per i padroni di casa è stato senza dubbio Luol Deng, giocatore dei Bulls, l’unico a sapere esattamente a cosa andava incontro.  Il fatto che gli siano stati concessi così tanti punti (25) non va a favore della difesa americana, che ben conosce Deng e sapeva perfettamente essere lui l’uomo migliore tra gli inglesi.

Russel Westbrook è tra quei giocatori che si stanno guadagnando la fiducia di Krzyzewski e potrebbe avere minuti importanti nelle partite che contano: la sua capacità di difendere, rubare palla e imbastire rapidamente il contropiede è fondamentale in una squadra tanto atletica e talentuosa, il cui unico rischio sulla carta è quello di distrarsi in difesa, sottovalutare l’impegno, sentirsi giá con l’oro olimpico al collo. Il team USA non è una squadra molto alta e potente dal punto di vista fisico. Ci sono compagini con più chili e più centimetri, come Lituania e Russia: è lungo il perimetro e nella capacitá di fare punti in contropiede che gli americani possono imporre la propria pallacanestro. Più ovviamente una serie di variabili impossibili da calcolare e che scopriremo solamente nel torneo olimpico; la fame di vittoria,  la trance agonistica di Kobe/Lebron, la relazione tra i giocatori all’interno dello spogliatoio, i punti dalla panchina. Gli Usa hanno vinto la medagnlia d’oro in 13 delle 16 partecipazioni olimpiche, con 5 sconfite su un totale di 127 partite disputate. Ma è ancora fresco il ricordo di Atene 2004, quando un a squadra di tutto rispetto, con elementi come Tim Duncan Allen Iverson, Wade, Lebron ecc.. fu sconfitta all’esordio da Puertorico e chiuse il torneo al terzo posto dietro ad Argentina e Italia.