Olympiacos campione d'Europa

Olympiacos campione d'Europa

L’Olympiacos trionfa ad Istanbul, battendo il CSKA 62-61 dopo un’incredibile partita e aggiudicandosi l’Eurolega per la seconda volta nella sua storia.

Olympiacos
62 61
CSKA

CSKA a zona in difesa all’inizio, in modo da presidiare il canestro e impedire tiri facile in penetrazione a Spanoulis. Dall’altra parte, Kazlauskas mette a uomo i suoi. Nell’affascinante partita a scacchi tra le due panchine, la selezione degli schemi difensivi è evidentemente quella giusta, perchè entrambe le squadre partono con percentuali basse (CSKA 1/4, Pireo 2/6). Soprattutto si tira poco, tant’è vero che al 5’ i russi hano già 5 palle perse, i greci 3. La qualità del gioco ne risente, aspetto ben evidenziato dalla valutazione complessiva di squadra alla fine del primo quarto (solo 14 per il CSKA, addirittura -5 per l’Olympiacos).

Il secondo quarto inizia sulla falsariga del primo. L’Olympiacos ha la “bellezza” di 12 palle perse in 12 minuti di gioco. Il CSKA ne approfitta per piazzare il primo mini-allungo sul 14-7, siglato in schiacciata da Sasha Kaun servito con uno spettacolare assist dal palleggio di Ramunas Siskauskas. I greci reagiscono (16-11), ma Teodosic mette insieme tre triple consecutive e per la squadra del Pireo è notte fonda: 25-13.

I greci tirano con il 5/20 al 15’ e hanno un solo assist. I numeri, impietosi, dicono tutto delle difficoltà di Spanoulis e soci, così come testimoniano la bontà delle soluzioni difensive del coach lituano Kazlauskas.

Si ha la sensazione che possa essere il break decisivo. Al di là delle cifre, infatti, è il body language deI greci a lasciare perplessi. Si va così al riposo lungo sul 34-20. L’Olympiacos mette a referto un triste 7/24 dal campo (contro un robusto 12/24 del CSKA). La valutazione complessiva di squadra (40-4 in favore dei russi) è lo specchio del divario tra le due contendenti.

Il CSKA appare in perfetto controllo del gioco, anche se i greci riescono finalmente a trovare spazio da oltre l’arco, alzando le loro percentuali al tiro. I minuti passano e il CSKA rimane avanti di 16 (47-31) al 25’. La selezione dei tiri degli uomini di Ivkovic è carente e sottolinea, se ce ne fosse bisogno, la difficoltà a spostare il gioco vicino a canestro contro il CSKA. Così, dei 30 tiri presi dal campo dall’Olympiacos, ben 14 sono da tre. Si va all’ultimo intervallo sul 53-40, su un mini-parziale della squadra del Pireo di 6-0.

Ed è un parziale che rimette in partita i greci, perchè una tripla di Sloukas e un canestro da dentro l’area di Printezis portano i greci sul -8. I russi sembrano perdere il bandolo della matassa. Tre palle perse consecutive, e limiti di Teodosic come playmaker in evidenza, danno fiducia a Spanoulis e compagni che, con un ulteriore parziale di 9-2, si portano ad un solo possesso di distanza: 55-52 al 36’.

La Sinan Erdem Arena di Istanbul (15.500 spettatori) è in delirio. I tifosi greci sostengono la reazione di orgoglio dell’Olympiacos. Kirilenko in post basso riesce a segnare il +7 per il CSKA a -3’19”. Papanikolaou recupera un rimbalzo offensivo cruciale, mentre scelte opinabili di Teodosic e Prentizis lasciano il punteggio invariato. Ci pensa allora Papanokolaou, dalla lunetta, portare i suoi a -1. Siskauskas sbaglia entrambi i liberi a -7” dalla fine, quanto basta ai greci per portare la palla in attacco e servire Prentezis che, a 0.7” dal termine, manda in paradiso l’Olympiacos.

 

 

Finale 3°- 4° posto

Barcellona – Panathinaikos 74-69