Milano o Pesaro: chi sarà l'anti-Siena?

Questa sera al Forum di Assago si gioca gara 1 delle semifinali playoff tra Milano e Pesaro, una grande classica degli anni’80 torna ad essere importante per incoronare la squadra che, verosimilmente, contenderà a Siena il titolo italiano in finale.

Milano o Pesaro: chi sarà l'anti-Siena?
Lapresse
Milano
Pesaro / 20:45

Il rammarico per non poter disporre in semifinale del grande derby con Cantù è terminato per i tifosi milanese. Stasera infatti l’Emporio Armani Milano, in un Forum tutto esaurito, ospiterà la Scovolini Siviglia Pesaro in un revival altrettanto importante delle grandi sfide passate. Milano arriva a queste semifinali come vera anti-Siena, appellativo confermato dalla striscia di 11 vittorie consecutive ottenute dal 25 marzo. Dall’altra parte gli uomini di coach Dalmonte, sulle ali dell’entusiasmo per aver eliminato i brianzoli ai quarti, vogliono continuare a stupire ed essere fino in fondo la vera sorpresa di questa postseason  (Sassari permettendo).

I quintetti 
Milano ha a disposizione un ampio roster e può contare su un’infinità di soluzioni sia a livello offensivo che difensivo. Il pallino del gioco può essere gestito indifferentemente da Omar Cook o da JR Bremer, a seconda delle differenti situazioni. Sarà interessante vederli contro Hickman, in questo momento con McCalebb il play più forte del campionato, e Hackett, entrambi capaci di mettere in difficoltà giocatori del calibro di Mazzarino e Perkins nella serie precedente. Nel reparto lunghi Scariolo dovrà essere bravo a sfruttare il consistente vantaggio che ha nei confronti degli adriatici. Bourussis, Fotsis e Hairston posseggono tutti i fondamentali che il solo Cusin, raramente assistito da Lydeka, non può fronteggiare. La bravura dall’arco dei due greci costituisce una faretra che potrebbe rivelarsi letale per gli uomini di Dalmonte. 
 
Il compito dell’allenatore pesarese sarà quello, come già fatto sapientemente nei quarti di finale, di sfruttare al meglio le potenzialità dei suoi americani. White, Jones e Hickman se entrano in ritmo difficilmente vanno sotto i 15 punti a partita e, soprattutto, diventano devastanti nello sfruttare contropiedi in campo aperto. Indicativo di questo è la pioggia di bombe sotto le quali è crollata Cantù in gara 5.
 
Le panchine 
Possono essere decisive perché la freschezza atletica delle squadre dovrebbe favorire sulla carta Milano, riposata da 7 giorni contro i 3 di Hackett e soci. Anche qui gli uomini a disposizione di Scariolo permettono all’ex-coach della Spagna di poter inserire frequentemente forze fresche in grado di cambiare la gara (Gentile e Dentmon su tutti). Al contrario la panchina di Pesaro, oltre ad essere limitata rispetto a quella degli avversari, è composta da molti giocatori sicuramente in grado di avere un forte impatto emotivo sulla partita, come Cavaliero o Flamini, ma meno decisivi a livello qualitativo e per ciò che concerne i punti segnati rispetto ai “panchinari” meneghini. 
 
Il duello decisivo
Potrebbero esserci due “sfide nella sfida” in grado di indirizzare la gara verso Milano o Pesaro. Il primo riguarda lo scontro tra i due playmaker: Hickman e Cook. Se l’americano naturalizzato montenegrino riuscisse a attaccare frequentemente l’avversario costringendolo a spendere da subito alcuni falli, come fatto sapientemente da Perkins, ecco che gran parte dell’attacco di Pesaro sarebbe limitato dai problemi della loro principale fonte di gioco. D’altra parte un Hickman libero di esprimere il suo gioco potrebbe rivelarsi devastante nell’economia del match.
 
Il secondo è legato al ruolo di centro e vedrà il faccia a faccia tra Bourussis e Cusin. Il centro italiano, essendo meno rapido del gigante greco, dovrà cercare di fare andare il rivale fuori ritmo concedendogli tiri difficili e andando a sporcargli anche le conclusioni dall’arco (fondamentale nel quale l’ex Olmypiakos è uno dei migliori lunghi d’Europa). Mettendola sul piano muscolare Pesaro manterrebbe aperta una possibilità di potersela giocare sotto canestro, anche se l’esplosività di Hairston, se in giornata, alla lunga potrebbe risultare determinante.