Bird e i Pacers spaventano Miami

Serata storta per Wade e gli Heat, così Indiana passa a condurre 2 a 1 nella serie. Tuttto ancora troppo facile invece per gli Spurs, che fanno le prove per un altro cappotto ai danni dei Los Angeles Clippers.

Bird e i Pacers spaventano Miami
Indiana Pacers
94
75
Miami Heat
Bird e i Pacers spaventano Miami

 

Si  può essere tre volte Mvp della lega ed essere un perdente lo stesso? E’ il bruciante interrogativo che martella il povero LeBron James da che ha ricevuto dalle mani del Commissioner il trofeo 2012. In un entusiasmante gioco di specchi il destino vuole il Prescelto ad assistere anche alla cerimonia per la consegna del premio al dirigente che si è più distinto sempre nell’annata in corso. Trofeo che quest’anno è finito nelle educate mani di Larry Bird, la leggenda dei Celtics al momento alle prese col ruolo di Presidente dei Pacers. Larry Legend diventa così il primo nella storia dell’Nba a potersi fregiare di un titolo sul campo – tre volte Mvp come Lebron, diverso numero di anelli. – di uno in panchina e di uno dietro la scrivania. La squadra che sta infatti battagliando ad armi pari con i favoritissimi Heat è totalmente una creazione di Bird, dal Coach Vogel, scelto come Carneade assoluto e rivelatosi uno dei giovani allenatori più preparati, fino all’arrivo dei vari West, Hill e Barbosa, guarda caso le armi con cui Indiana sta mettendo in difficoltà Miami.

Di fronte alla celebrazione di cotanta gloria il pubblico di Indiana vuole una risposta positiva anche dai suoi beniamini in campo, e i Pacers non si tirano indietro, giocano una sontuosa partita di squadra e prendono il punto del 2-1. Miami parte meglio, e prova a rimescolare le carte del quintetto e del gioco per ovviare alla prevedibilità di esecuzione mostrata in tutta la serie, in tutti i playoff, in tutta la stagione. Dentro Pittman come centro, dentro Battier come ala, una scelta iniziale sperimentale a dir poco per coach Spoelstra, per un quintetto che assommava prima della palla a due solo 9 minuti totali di sinergia stagionale. Eppure il trucco sembra funzionare, almeno nel primo quarto, chiuso da Miami avanti 26 a 17 grazie alle buone intuizioni del solito James e alla vena realizzativa del supporting cast, soprattutto Mario Chalmers, autore della miglior performance personale nei Playoff. I Pacers però ricuciscono affidandosi a Hill e allo strapotere fisico di Hibbert, che sottolinea la mancanza sotto i tabelloni di Bosh scolpendo una doppia - doppia da 19 punti e 18 rimbalzi. In casa Heat invece non si hanno notizie di D.Wade. Il fuoriclasse incappa in una giornata da 2 su 13 al tiro e sfoga la sua frustrazione su Spoelstra durante un time out, prima di venir ricondotto a miti consigli dai veteranissimi Haslem e Howard. Anche in campo volano scintille, protagonisti James e Granger per la seconda volta consecutiva. La stella dei Pacers non sta brillando in questa serie, ma si dimostra comunque aggressiva nei confronti del fenomeno di Akron.

Sotto di uno, senza il miglior lungo del roster, con qualche preoccupante crepa nello spogliatoio Miami fronteggerà gara quattro nella notte di domenica ancora ad indianapolis. Situazione da spalle al muro, non stupiamoci quindi se il dinamico duo della Florida dovesse decidere di uscirne con una prestazione da 60-70 punti in coppia. 

San Antonio Spurs 105 - 88 Los Angeles Clippers

Se per gli Heat la situazione non è rosea per i Clippers sembra proprio essere irrimediabilmente compromessa. Sono gli infortuni ad aver bruscamente ridimensionato lo strapotere fisico di Blake Griffin o i dolori del giovane Clipper hanno il volto e le fattezze di Tim Duncan? Sotto di uno nella serie e l’impressione di una notevole montagna da scalare i Losangelini si sono come di consueto messi nelle mani del duo Paul – Griffin per provare a risalire la china fra le mura di quell’Alamo inespugnabile noto come AT&T Center di San Antonio.

Un conto però è distruggere il ferro saltando sopra macchine, un conto è caricarsi la squadra sulle spalle e portarla a vincere contro la corazzata Spurs. Il Terminator dei Clips ha il merito di provarci, e risponde alla pioggia di critiche piovutagli sul capo dopo la prima gara con una solida prestazione da 20 punti, anche se con un solo rimbalzo. Per una sera è il suo compagno Paul a tradire maggiormente i colori di L.A. Incapace di rispondere colpo su colpo ad un Tony Parker versione extra lusso, il play ex Hornets deve accontentarsi di 10 punti e 5 assist con ben 8 palle perse, troppo poco per alimentare una squadra che si nutre del suo talento. Di contro il fenomeno francese festeggia nel migliore dei modi il suo 30esimo compleanno, bucando a piacimento la difesa avversaria e banchettando per 22 punti 5 rimbalzi e 5 assist. 

Nel complesso oceano dei Playoff ad Ovest i Velieri sembrano aver smarrito la rotta, condannati dalle assenze - Billups - dai troppi infortuni - Butler, Paul e Griffin giocano in precarie condizioni di forma, e dall'inesperienza complessiva di Coaching staff e giocatori. Ora la serie si sposta a L.A. ma provare ad invertire una rotta che porta inesorabilmente fuori dai giochi sembra essere un compito troppo gravoso per le spalle di questi Clippers.