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Finali aperte, Miami pareggia la serie

Finali aperte, Miami pareggia la serie

Gli Heat hanno qualcosa da dimostrare, partono forte e non si voltano più indietro nonostante la feroce rimonta orchestrata da Kevin Durant. Bene i big three, ma l'eroe di giornata è Shane Battier, efficace e concreto in ogni zona del campo nonchè infallibile cecchino da tre punti per una sera.

Thunder 96
Heat 100

Siamo solo al secondo episodio della Serie Finale e già si respira un pesante clima da inquisizione spagnola nei confronti delle superstar di Miami. Nulla di nuovo sotto il sole se ti chiami LeBron James, situazione quantomeno paradossale per Dwyane Wade, i cui alti e bassi hanno influenzato la stagione degli Heat sin dall’inizio della stessa. Coach Spoelstra, anch’egli un abituè della graticola mediale, prova a rimescolare il quintetto in cerca risposte allo strapotere fisico messo in mostra dai Thunder in gara 1, e per la prima volta in stagione vara una cinquina comprendente Bosh da centro, Battier e James da ali e i soliti Wade e Chalmers di guardia.

La sorpresa è ritrovare dall'inizio il lungo ex Toronto, che sembra aver messo finalmente alle spalle il problema agli addominali. La sua presenza sotto canestro è un toccasana per Miami, che aveva assai sofferto la fisicità di Ibaka e Perkins nel primo incontro. Bosh chiude con un ruolino da 16 punti e 15 rimbalzi, sette dei quali offensivi, e riesce a levare molta pressione dalle spalle degli altri due fenomeni in maglia Heat. 

L'incontro finisce a favore di Miami, che riesce così a pareggiare una serie che promette faville, nonostante i molti detrattori di King James avessero già intonato le orazioni funebri per la squadra della Florida. E proprio in Florida si sposta ora l'intero circo, per ben tre partite consecutive che vedranno James e soci fare di tutto per garantirsi il titolo approfittando del fattore campo. La pressione passa ora sulle spalle di coach Brooks e dei suoi ragazzi, in quella che sarà la definitiva prova di maturità da conseguire per provare a riportare la battaglia ad Oklahoma. 

Miami ha fatto la partita e, contrariamente a quanto successo nella prima gara, è riuscita a contenere la disperata rimonta finale organizzata dal solito Durant. La sfida fra il tre volte Mvp e il tre volte miglior realizzatore della Lega è il piatto forte delle Finali, e le due superstar non deludono certo le attese. Per James un'altra prova mostruosa nei playoff, 32 punti 8 rimbalzi e 5 assist in risposta a chi lo voleva già finito prima di rimettersi canotta e calzoncini. Durant non è stato da meno, anzi ha messo a segno lo stesso numero di punti, giudando la riscossa dei Thunder nell'ultimo periodo ma fallendo il tiro del pareggio a pochi istanti dalla fine. Match divertente e spettacolare, chiuso negli ultimi secondi dalla difesa spettacolare e forse fallosa di James sull'ultimo tiro di Durant.

Per coach Spoelstra una notte da festeggiare e gli incubi di un processo sommario allontanati per altri due giorni. Le confortanti prove del resto del quintetto fanno comunque ben sperare in un epilogo diverso dallo scorso anno. Wade ha contribuito alla causa 24 punti 6 rimbalzi e 5 assist, e se il contributo di Bosh è stato rilevante come già analizzato, la prova dall'arco di Shane Battier, 5 su 7 da tre per 17 punti totali, è stata ossigeno puro per la squadra della Florida.

Per Oklahoma un brusco risveglio dopo una lunga serie di vittorie consecutive, ma l'impressione è che questa sia la vera squadra del destino per quest'anno. I Thunder sono stati sorpresi dalle mosse di Spoelstra e non sono riusciti a colmare il gap nel finale, ma la loro pallacanestro è più corale e profonda, e costringe Miami a giocar oltre le proprie possibilità per rimanere nella serie. Appuntamento a Miami domenica sera per gara 3.