Gli Heat ad un passo dal titolo

Scordatevi la Miami abulica e imprecisa delle scorse Finals. LeBron & soci hanno avuto un anno per ripensare al fallimento della scorsa estate e sembrano davvero intenzionati a mettere definitivamente a tacere tutti i critici. Funzionano i tre fenomeni, funziona la difesa e c'è sempre un eroe imprevisto pronto a prendersi la ribalta. Oklahoma è alle corde.

Sotto di 2 a 0 nella serie contro gli Spurs, titolari di un record di 19 vittorie consecutive, in molti avevano pronosticato un’imminente uscita di scena per i Thunder di Coach Brooks. Così non è stato. Analogamente, ed esattamente un anno fa, gli Heat erano nella stessa condizione di oggi dopo i primi tre episodi della serie Finale, e cioè avanti 2 a 1 e con un congruo numero di match point a disposizione. Non sfruttati.

Ecco perché le dichiarazioni della vigilia di Dwayne Wade sono state comprensibilmente all’insegna del “non fidiamoci!”, sciorinato come un mantra e in ogni idioma conosciuto. Allo stesso modo le dichiarazioni di intenti uscite dagli spogliatoi dei neocampioni dell’ovest suonavano convincenti e minacciose, perché, nonostante il grosso prezzo pagato  all’inesperienza, i giovanotti terribili di Oklahoma sembrano ben lungi dall’essere paghi della clamorosa stagione sin qui disputata. Parte forte OKC, per la prima volta nella serie, e partono forte i due padroni della città, Westbrook e Durant, e al primo intervallo i Thunder guidano di 14 lunghezze dopo aver tirato con un irreale 66% dal campo. Miami non è intenzionata a stare a guardare, soprattutto innanzi al proprio pubblico. James inizia a scaldare i motori,chiuderà con un'altra tripla doppia sfiorata da 26 punti, 12 assist e 9 rimbalzi, e con lui e Wade ad attirare le attenzioni della difesa c'è spazio per i compagni per mettersi in mostra. Come per Battier in gara due, stavolta a guadagnare i riflettori e l'onore della cronaca è Mario Chalmers, autore di 25 punti frutto di un 9 su 15 totale al tiro. Miami completa la rimonta e la partita vive di continui cambi di padrone fino ai minuti finali. LeBron James paga un tributo alla stanchezza dimostrando per la prima volta di essere umano. Un crampo al polpaccio blocca il Prescelto a cinque minuti dalla fine dell'incontro, e subito Durant - quieto con 28 punti totali e maltrattato dall'aggressiva difesa di Miami - ne approfitta per portare in vantaggio i suoi. Sarà l'ultimo lampo della partita dei Thunder. 

LeBron non può stare in panchina per molto e il suo rientro infonde nuova linfa ai suoi. Wade, 25 punti e 5 rimbalzi, e Bosh, 13 punti e 9 rimbalzi, riportano avanti Miami, approfittando anche dei già visti errori di stanchezza ed inesperienza dei rivali. Westbrook, ultimo ad arrendersi e motore dei Thunder con i suoi 43 punti 7 rimbalzi e 5 assist, perde un paio di palloni nei momenti finali e la sua leggerezza è lo specchio di quanto finora la serie ha prodotto. Oklahoma ad un passo dall'eliminazione, Miami sembra aver preso il controllo definitivamente ed aver fatto tesoro degli errori dello scorso anno. Match point ancora in Florida giovedì notte.