Miami campione, finalmente Lebron!

Miami campione, finalmente Lebron!

Miami conquista il secondo titolo della sua storia rintuzzando gli assalti degli ancora acerbi Thunder. Decisivo l'apporto del solito James, meritatissimo Mvp delle Finals.

Heat 121
Thunder 106

La vittoria di Miami ha il volto di Coach Spoelstra, i cui lineamenti tradiscono le origini Filippine. Dal piccolo grande popolo del Sud Est Asiatico Erik deve aver necessariamente ereditato il pragmatismo e la pazienza, di cui ha dovuto abusare per sopportare la quantità di stress che la panchina della Florida ha generato in questi anni. Dall’accusa di essere il “cocco di Riley”, ai record negativi del post 2006, fino alla Decision dello scorso anno che gli ha consegnato un trio senza pari nell’Nba attuale, ma anche una mole di attese puntualmente disilluse dai Mavs nelle scorse Finals, fino ad arrivare alla famosa gara 3 contro Indiana, quando in mondovisione Dwayne Wade gli ha esternato la sua delusione in un time out rovente. Da quel fatidico momento Miami, e Spoelstra, non hanno più concesso nulla, trovando il modo di uscire da una situazione che sembrava senza scampo (Finali di Conference), e di riportare sulla terra i giovanotti terribili di Oklahoma, da molti indicati come grandi favoriti dopo le performances offerte contro Dallas, Lakers e soprattutto Spurs.

Ha il volto finalmente sereno di D. Wade, che dopo aver portato la squadra al primo titolo praticamente da solo, ha sopportato di veder ridurre la sua leadership e importanza per inseguire un sogno che aveva assunto i contorni dell’incubo, dopo la grande delusione dello scorso anno e la già citata gara tre contro i Pacers. Anche ieri la sua presenza in campo è stata determinante, 20 punti e 8 rimbalzi, ma silenziosa, tutto ciò di cui gli Heat avevano bisogno per tornare sul tetto del mondo.

Ha il volto di Chris Bosh, che ha rischiato di non poter disputare queste Finals per una noia agli addominali accusata nel turno precedente. La sua ricomparsa in quintetto (ieri per lui 24 punti e 7 rimbalzi) , e soprattutto il suo accettare il ruolo nuovo da centro ricamatogli da Spoelstra, sono stati ingredienti fondamentali per la spettacolare ricetta offerta dagli Heat. E ha il volto di Chalmers, Battier e Miller, bravi a leggere ogni situazione e a farsi trovare pronti quando misteriosamente le sorti dei match sono transitate dalle loro parti. Per l'ex Orlando ieri gara perfetta uscendo dalla panchina, 23 punti frutto di uno spettacolare 7 su 8 al tiro da tre, e massimo in carriera nei playoff nel momento più solenne. Chapeau

Ma soprattutto ha il volto emozionato e estatico di LeBron James. Il pupillo di Stern, il nuovo Jordan, il Fenomeno, il Prescelto, King James. Nomi e titoli altisonanti per chi ha atteso qualche anno di troppo per riuscire ad appropriarsi di ciò che sembrava suo di diritto. Se è vero che “molti nemici = molto onore!” Mr James da Akron, Ohio è riuscito nell’impresa di inimicarsi un’intera Nazione, prima di riconquistarla con le stupefacenti serie di Playoff disputate quest’anno. In gara 5 è riuscito a superarsi ulteriormente, regalando ai posteri una prestazione stellare ed una tripla doppia da 26 punti, 11 rimbalzi e 13 assist. 

Nulla da fare per Kevin Durant e i Thunder, arrivati un po' cotti al Grande Ballo ed incapaci di arginare la volontà di rivalsa degli Heat. Stagione comunque da ricordare per i ragazzi di Coach Brooks, anche se l'amarezza per il titolo sfumato sarà dura da assorbire durante l'estate. Il grande nodo da sciogliere per la dirigenza sarà il contratto di Harden, incompiuta clamorosa delle Finals dopo una regular season da applausi, e più che probabile partente. Se l i Thunder riusciranno a mantenere la struttura della squadra e a sostituire The Beard adeguatamente, c'è il potenziale per numerose altre scalate al titolo.