Com'è difficile essere Re

A pochi giorni dalla vittoria del titolo viaggio nella vita di Re James. I successi, le critiche i migliori momenti del giocatore piu dominante della Nba

Quando nasci e già in tenera età sai che gli Dei del Basket hanno un piano preciso e già scritto per te, quando qualsiasi cosa tu faccia o dica viene sviscerata, analizzata ed è sulla bocca di tutti, quando vincere è l'unica cosa che tu possa fare per non essere criticato allora la vita si complica; la fama, i soldi il successo passano in secondo piano e se non hai la mente e i nervi saldi in un attimo tutto può cadere come in un castello di carta. Questa è in sostanza la vita di Lebron James, il prescelto, King James, l'uomo che da 9 anni sta dominando in lungo e in largo la Nba. L'agognato anello vinto da protagonista in questa finale ha decisamente un sapore speciale per Lebron. Criticato dopo aver lasciato Cleveland senza aver vinto nulla, additato come un perdente, come uno forte coi deboli. La maturità dimostrata in questa serie ha decisamente spazzato via tutte le critiche. Certo chi è forte, chi domina non è mai simpatico, e lui, King James non ha onestamente mai fatto nulla per attirarsi le simpatie dei suoi detrattori, se ci mettiamo anche un rapporto coi media a volte affrontato un po ingenuamente (la decisione di annunciare il suo approdo a Miami in una clamorosa conferenza stampa, le promesse di vincere piu anelli in serie il primo anno a Miami) si arriva a creare quel personaggio controverso che Lebron è stato in questi 9 anni.

Nativo dell'Ohio James fin da giovanissimo ha sempre fatto parlare di sé. Non è una leggenda popolare quella che si racconta sullo spostamento di migliaia di tifosi per seguire le sue partite alla High School (spesso era necessario spostare le partite in impianti piu grandi proprio perchè la grande affluenza di pubblico impediva lo svolgimento della partita nelle palestre delle High School). A 16 anni si capisce già che la sua stella è destinata a brillare. A inizio 2003 Lebron James sale alla ribalta del mondo quando la tv Espn trasmette una partita della sua High School San Virgin Saint Mary contro Oak Hill Academy (nella quale militava Carmelo Anthony). La partita ottiene uno share incredibile secondo solo al comeback di Micheal Jordan. Chi ha visto quella partita, tra gli adetti ai lavori, capisce subito che si è di fronte a un giocatore unico destinato a scrivere la storia di questo sport. Si scatena subito cosi la James Mania. Pochi mesi dopo non ancora diciottenne gli viene offerto un contratto milionario per giocare nella Nba, partecipa agli allenamenti proprio coi Cavaliers essendo lui nativo dell'Ohio ma la squadra viene multata perchè le regole impediscono che un giocatore non ancora maggiorenne venga messo sotto contratto. Ma la ruota della fortuna gira proprio a favore della franchigia dell'Ohio perchè in estate pescano la prima scelta. Lebron ha ormai compiuto 18 anni e viene ovviamente scelto da Cleveland tra il tripudio generale.

 

Un fisico impressionante nella Nba. 203 cm per 113 kg, una massa muscolare incredibile e un atletismo strabordante che gli permetterebbe non solo di eccellere nel basket ma anche nel football americano e nell'atletica leggera. Il suo gioco è un mix di potenza ed eleganza, vederlo prendere un rimbalzo in difesa e con quattro falcate essere dall'altra parte del campo per una schiacciata devastante o un finger roll elegante è il suo marchio di fabbrica. Il suo impatto è subito importante. Nel primo anno coi Cavaliers mette insieme 20 punti 5,5 rimbalzi e 6 assist. Vince senza nessuna sorpresa il rookie of the year award. I Cavs migliorano il record dell'anno precedente e per un soffio non si qualificano ai playoff. Ma la stella di James è già brillante nel cielo di Cleveland. Le sue giocate già al primo anno sono costantemente nella top ten degli Higlights. La sensazione è che a tratti sia letteralmente dominante anche se ci sono anche delle lacune nella fase tattica del gioco.

 

L'anno successivo i Cavs sfiorano ancora i playoff e James è il giocatore piu giovane della storia a realizzare un tripla doppia. Le sue cifre sono impressionanti e dicono 27 punti 7 rimbalzi e 7 assist a partita. Ma è la stagione 2006 a consacrare definitivamente James e i Cavaliers. La squadra dell'Ohio arriva in finale con i San Antonio Spurs dopo una bellissima finale di Conference contro i piu quotati Detroit Pistons. In gara 5 di questa serie Lebron fa segnare una delle piu grandi prestazioni di sempre nella storia dei playoffs segnando 29 degli ultimi 30 punti dei Cavs e mettendo a segno il canestro della vittoria a due secondi dalla fine dopo due supplementari per un totale di 48 punti 9 rimbalzi e 7 assist. In Finale però sembra che i Cavs non ne abbiano piu e vengono sconfitti 4 a 0 con Lebron che sembra piuttosto scarico dando adito alle prime accuse di giocatore che tende a sparire quando la palla scotta.

 

L'anno dopo i Cavs non riescono a ripetersi e vengono eliminati in semifinale da Boston. Nella stagione 2008 Lebron trascina i Cavs fino in finale di Conference ma sbatte contro il muro degli Orlando Magic, vince però il primo titolo di Mvp. In estate si sottopone a un intervento chirurgico per l'asportazione di un tumore benigno alla bocca e annuncio che dalla stagione successiva rinuncerà ad indossare il numero 23 (probabilmente per i troppi e continui accostamenti a Micheal Jordan). La regular season è come sempre dominata, gli vale il secondo titolo di Mvp ma ancora una volta il sogno dell'anello si infrange in finale contro i Celtics. A questo punto è chiaro che il rapporto coi Cavs si sta incrinando, l'ennesima stagione dominata ma non portata a termina da il via a voci sempre piu insistenti di un imminente divorzio. Si preannuncia un'estate calda per il Re che di li a poco sarebbe diventato costless agent. Fino all'ultimo la stampa lo da per certo nuovo acquisto dei New York Knicks ma l'8 luglio 2010 Lebron stesso indice una conferenza stampa in cui annuncia di aver accettato la faraonica offerta dei Miami Heat che nel frattempo avevano già firmato anche Chris Bosh. La scelta scatena una pioggia di critica sia dagli addetti ai lavori che soprattutto da due illustri ex giocatori come Micheal Jordan e Charles Barkley che lo accusano di aver fatto la scelta piu facile per poter vincere il titolo. Emblematica la frase di Micheal Jordan: “in realtà ero troppo impegnato a cercare di battere Magic e Bird che a pensare di giocare con loro”. A Cleveland succede il finimondo, le magliette di Lebron bruciate, la gente quasi in piazza per una vera e propria sommossa popolare. Il Re ha abdicato.

 

Lebron prende atto di essersi attirato le antipatie e le critiche di molti addetti ai lavori e cerca di rispondere a suo modo sul campo. L'esordio con la nuova squadra non è dei migliori, la classe cristallina dei Big Three fatica a trasformarsi in una vera e propria squadra e Miami a inizio 2010 fatica non poco a trovare il bandolo della matassa ma si sa quando c'è il talento è solo questione di tempo e Miami riesce a risalire fino al secondo posto della Eeastern grazie ad alcune clamorose prestazioni di James. Su tutte quella del 25 dicembre in casa dei Lakers, di fronte a Kobe Bryant il Prescelto mette a segno la trentunesima tripla doppia della sua carriera andando a eguagliare cosi Micheal Jordan nella speciale classifica. La stagione si chiude con il dominio nei playoff e la vittoria sui Bulls in finale di Conference che significa seconda finale per Lbj il cui sogno di conquistare l'anello sta cominciando a essere quasi un'ossessione. In finale però gli Heat trovano i Dallas Mavericks guidati da un Dirk Nowitzki con gli occhi della tigre. La difesa e lo stile aggressivo di Dallas annullano Lebron che sparisce letteralmente dalla serie permettendo cosi a Dallas di vincere il titolo 4-2. Le critiche non si risparmiano e Lebron soprattutto nella serie finale da segno di cedimenti psicologici, giocando troppo egoisticamente, troppo per se stesso e per dimostrare che lui quell'anello vuole metterselo al dito. Il risultato è evidente: troppi tiri forzati, poco coinvolgimento dei compagni e l'anello se lo mettono al dito Dirk e compagni. 

 

Si arriva cosi a quest'ultima stagione Lebron sa che non potrà piu fallire. In estate sembra sereno, il suo rapporto con la stampa migliorato. Appare maturo concentrato sull'obiettivo. E cosi sarà. Nonostante l'inizio della stagione non sia dei migliori Lebron prende per mano i suoi compagni li conduce alla lunga cavalcata che porterà finalmente all'agognato titolo. In gara 6 di finale di Confernce con Boston il primo capolavoro quando sotto nel punteggio trascina gli Heat alla vittoria segnando 45 punti e 15 rimbalzi nella successiva e decisiva gara 7 insieme a Wade segna tutti gli ultimi 25 punti di Miami e vola in finale dove trova i Thunder che vengono letteralmente spazzata via dalla sua furia agonistica. Il suo gioco non è quello della finale precedente. Sfrutta i compagni, gioca molto di piu in post basso dove fa valere il suo strapotere fisico, non forza inutili tiri da 3 e per Durant e Westbrook non c'è nulla da fare. Le sue lacrime vere e sincere a fine serie sono quelle di una persona che ha finalmente raggiunto l'obiettivo di una vita. A coronare questa stagione fantastica il titolo di Mvp delle finali (strameritato) e di Mvp della regular season per la terza volta. Ce l'hai fatta Lebron ora sei Re e hai la tua corona.