Steve Nash firma per i Lakers

Steve Nash firma per i Lakers

Il leggendario playmaker canadese lascia Phoenix e si aggrega ai giallo-viola in cerca di rivincite. Ray Allen invece ha scelto Miami.

Due movimenti niente male nella NBA questa settimana. Due dei giocatori più interessanti degli ultimi anni lasciano le rispettive casacche per tentare una nuova avventura sul finire della carriera. Steve Nash, 38 anni, ha firmato poche ore fa con i Lakers dopo una vita passata a Phoenix, con cui però non è mai riuscito a vincere un anello. Nash abbandonerà anche il mitico numero 13 ed avrá il 10. Il 13 infatti è stato ritirato a Los Angeles anni fa, in onore di Wilt Chamberlain. Nash ha spiegato di aver scelto il 10 perché “è il numero di quelli che fanno gioco” riferendosi a Messi e Zidane: il canadese infatti è un grande appassionato di calcio. In vena di battute, Nash ha anche ricordato che “non importa se Cristiano Ronaldo fa 6.000 addominali al giorno, non sará mai al livello di Messi”.

“Tornare a giocare in una squadra che punta al titolo è una sensazione stupenda”  ha aggiunto. Nash è stato nominato per due volte MVP della regular season (2005 e 2006). Entrò nella NBA nel 1996, come quindicesima scelta dei Suns, prima di essere girato a Dalls, dove giocò per 6 stagioni:  è stato selezionato 8 volte per la All Star Game.

Altri due veterani hanno cambiato maglia in questi giorni, ed entrambi sono finiti a Miami: Rashard Lewis, 32 anni, ha firmato un accordo per due anni a circa 2,2 milioni di euro a stagione. L’ingaggio di Lewis fa seguito a quello di Ray Allen, 36 anni, altro giocatore leggendario che ha riportato il titolo a Boston nel 2008 insieme a Garnett e Paul Pierce. Un trio che in quella stagione diede spettacolo in termini di fisicità, presenza e forza mentale, dominando la regular season e poi i playoff. Allen si è tagliato lo stipendio di quasi la metá pur di giocare con la maglia degli Heat, che ovviamente puntano a rivincere il titolo dopo il successo di quest’anno. Ingaggiare giocatori esperti da aggiungere ad un gruppo giovane e vincente è una strategia consolidata nella NBA e ha portato negli anni a risultati alterni. 

fonte NBA.com