Nash e Allen si rimettono in gioco

Nash e Allen si rimettono in gioco

Nash va a Los Angeles a 38 anni, Duncan rinnova per tre stagioni con gli Spurs, Marcus Camby accetta la sfida impossibile dei Knicks. L’intelligenza cestistica conta più dell’etá, anche nella NBA.

La notizia della settimana nella NBA è il passaggio di Nash ai giallo-viola di Los Angeles. Non vediamo l’ora di vedere all’opera il piccolo genio canadese, chiamato a servire assist per Pau Gasol e a togliere un po’ di minuti e di pressione a Kobe per allungargli la carriera. I Lakers cercavano un play dall’anno passato; avevano preso Chris Paul, uno dei migliori nel suo ruolo, ma Stern disse di no e Paul finí ai Clippers. Nove mesi dopo, la franchigia di LA ha deciso per Nash, un interprete sopraffino di questo gioco e soprattutto un mago nell’arte degli assist. Nella classifica di tutti i tempi in questo fondamentale Nash è al quinto posto, dietro a gente come John Stockton, Jason Kidd,  Mark Jackson e Magic Johnson. Anche l’anno scorso, a 38 anni, è stato il leader in questa classifica nella stagione regolare, con 664 assist, quasi 11 a partita. Impressionante: ci si chiede come mai i Lakers non lo abbiano chiamato prima.

Ma in una lega atletica ed esplosiva come la NBA, come si fa a resister fino a quell’etá? Ormai sono sempre di più gli ultra 35enni che continuano a far segnare statistiche da urlo e a guidare le rispettive squadre, come se il tempo non passasse. Come in tutti gli sport, le carriere si sono allungate grazie a nuovi metodi di allenamento, controllo dell’alimentazione, programmi personalizzati. Nash è tra i più longevi, ma non è l’unico a rimanere un giocatore decisivo a quell’etá. Prendete Tim Duncan, il colosso cha a S.Antonio ha scritto pagine leggendarie con tre titoli NBA negli ultimi dieci anni. Duncan (36 anni) ha giocato una stagione superlativa (17 punti e quasi 10 rimbalzi a gara) tanto da convincere gli Spurs ad allungargli il contratto per altri tre anni.

Un altro vecchietto alla riscossa è Marcus Camby. Per  lui, a 38 anni, la sfida più dura della carriera: fare bene a New York, una piazza disperata e ormai disillusa che però ad ogni inizio della regular season spera di rinverdire i fasti del passato. Camby non giocherà 40 minuti a partita, ma per averlo i Knicks hanno dato via 3 giocatori e 2 seconde scelte. Insomma, il giocatore deve essere per forza di cose integro e in grado di portare qualcosa alla squadra.

Dopo quella di Nash, la trade della settimana riguarda senz’altro Ray Allen: triste vederlo lasciare K.G. e Pierce per arruolarsi nell’esercito nemico. Per andare a Miami Allen si è quasi dimezzato lo stipendio (da 6 milioni annui a 3); pochi giocatori in circolazione hanno l’istinto cestistico di Allen. Se ha deciso per Miami a tutti i costi, significa che ha visto nei “Big Three” un pericolo a lungo termine, capace di dominare la Lega nei prossimi due-tre anni. È chiaro che Allen vuole un altro anello e Miami è la scelta più sicura. Gli Heat hanno messo sotto contratto anche Rashard Lewis (classe ’79) che dopo 10 anni a Seattle e un paio girovagando per i  parquet della East Conference (Orlando, Washington) entra finalmente in un gruppo vincente. Non a caso il presidente degli Heat è Pat Riley, uno che di anelli se ne intende. Oggi tutti vogliono firmare per Miami, e Riley se la ride nel suo ufficio mentre offre stipendi calmierati a giocatori che usufruiranno di non più di 15-20 minuti a partita ma posseggono le qualità di un giocatore-franchigia. 

Brooklin connection: ricordate i New Jersey Jets? Si sono spostati a Brooklin, e fanno sul serio. Dopo aver accarezzato il sogno Dwight Howard, hanno deciso di rinnovare il contratto di Brook Lopez e hanno aggiunto al roster Joe Johnson, Mirza Teletovic (bosniaco, 2,06, più di 20 punti di media lo scorso anno in Eurolega col Baskonia) e Reggie Evans, oltre a prolungare il contratto di Gerald Wallace e Deron Williams. Gran lavoro per il coach Avery Johnson, che dovrá inserire alla svelta diversi giocatori.

Non vuol sentir parlare di pensione nemmeno Andre Miller (classe 1976) che ha firmato per altri due anni con i Nuggets.