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Who’s who ad Orlando - Western Conference

Uno sguardo alla parata di stelle che si disputeranno la 61° edizione dell’All Star Game, tra curiosità, polemiche e qualche rimpianto per le assenze dei nostri alfieri.

Who’s who ad Orlando - Western Conference
Who’s who ad Orlando - Western Conference

Western Conference Starting Five

Guardie: Chris Paul (L. A. Clippers) e Kobe Bryant (L. A. Lakers)

Ali: Kevin Durant (O. C. Thunder) e Blake Griffin (L. A. Clippers)

Centro: Andrew Bynum (L. A. Lakers)

Si giocherà ad Orlando, ma la capital del Basket d’Oltreoceano quest’anno è chiaramente Los Angeles. Quattro starter su cinque provengono dalle due franchigie della Città degli Angeli, un exploit reso possibile dal chiacchierato passaggio di CP3 ai Clippers, della perdurante assenza di credibili centri ad Ovest, e quindi di alternative a Bynum, e dal plebiscitario consenso che raccolgono Bryant e Griffin in tutto lo Stato. A completare il quintetto Kevin Durant, miglior realizzatore delle passate stagioni nonché cocco dell’allenatore, dal momento che a guidare l’Ovest è stato chiamato Scott Brooks, titolare della panchina dei Thunder e detentore del miglior record nella Western Conference.

Chris Paul è passato dagli Hornets ai Lakers ai Clippers in meno di 24 ore, un record che non era riuscito nemmeno al Van Exel di fine carriera. Il suo arrivo a La La Land ha portato un vento nuovo nelle vele dei Clips, che ora viaggiano addirittura davanti ai cugini, nel come non mai incerto mare dell’ Ovest. All’altro capo dell’arcobaleno spesso decolla quel Blake Griffin che è un po’ la sorpresa di questa edizione. Il voto popolare ha infatti mandato Bad Blake ad Orlando da titolare, snobbando di fatto giocatori più meritevoli, su tutti e due i lati del campo (LaMarcus Aldridge) o comunque più ficcanti statisticamente (Kevin Love). Ma se restiamo in tema di entrateinment, e l’All Star game è la madre di tutti gli entrateinment, il voto all’ala forte dei Clippers premia meritatamente un atleta in grado di sprigionare highlights ogni volta che i suoi piedi lasciano il terreno.

Sempre rimanendo in tema di voto popolare Mr. Kobe Bryant da Philadelphia è stato il più votato ad Ovest, secondo solo a Dwight Howard nel novero complessivo delle preferenze. L’ennesimo record di un giocatore ormai leggendario, in grado a 33 anni suonati di essere ancora il miglior realizzatore della Lega, o rimanendo in tema di All Star Game, di raggiungere la quattordicesima apparizione consecutiva (impresa riuscita a gente come Shaq, K. Malone e Jerry West) e di mettere in fila eredi designati – leggi James, Wade, lo stesso K. Durant - ma ancora in qualche misura manchevoli nell’immaginario collettivo. A chiudere il quintetto è stato scelto Andrew Bynum, centro caratterizzato da mani educate tanto quanto da fragili ginocchia. L’essere rimasto integro fino a febbraio gli è valso una meritata convocazione.

A fronte delle indiscutibili scelte del pubblico, da anni la polemica o la sorpresa del weekend si annida nelle scelte del Coaching Staff. L’edizione del 2012 non fa eccezione. Ad Ovest sono stati convocati Dirk NowitzkiLaMarcus Aldridge (Portland Trail Blazers), Marc Gasol (Memphis Grizzlies), Kevin Love (Minnesota Timberwolves), Steve Nash (Phoenix Suns), Tony Parker (San Antonio Spurs), and Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder). I primi sono quattro ali forti che non fanno un centro, a sottolineare la penuria in questo ruolo nella Conference – anche nella Lega! – e a giustificare il dominio di Yao Ming nelle votazioni degli anni scorsi, seppur con l’esagerato nugolo di preferenze di provenienza cinese. Detto di Aldridge e di Love, mancherà l’enciclopedica indifferenza di Tim Duncan, a cui è stato preferito WunderDirk, più in virtù del suo fresco anello al dito che non per le percentuali di questo scorcio di stagione.

La vera cattiveria/sorpresa è rappresentata dalla mancata convocazione di Monta Ellis, forse la guardia al momento più elettrizzante a ovest di Jeremy Lin. Al suo posto il monumento a Steve Nash, trentotto primavere e una cattiveria agonistica da illustrare alle nuove generazioni. Sarebbe esagerato e sciocco parlare di stagione migliore, ma il canadese sta sfornando assist e prestazioni superlative ben al di là di quanto sarebbe logico attendersi, e il w.e. in Florida non lo ha certo rubato. Detto questo, una legge non scritta della Lega declama che a fronte di uno sgarbo, leggi preferire Tizio o Caio al tuo posto, un giocatore Nba terrà sempre in serbo il proprio colpo migliore per quando andrà ad affrontare il colpevole allenatore nella sua tana. Se fossimo stati in Mr. Brooks, e a fronte della differenza di età fra Ellis e Nash, forse avremmo preferito mancare di rispetto a quest'ultimo.

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