Doveva essere la sfida tra Kevin Durant e LeBron James e, numeri alla mano, i due fenomeni non hanno deluso. La partita, però, è stata decisa dalla grandinata di triple che i Thunder hanno lasciato cadere nel canestro avversario, con Derek Fisher capace di uno straordinario 5/5 in 18 minuti. Il super veterano in carriera di duelli e fenomeni ne ha visti tanti, così come di rivalità (anche tra compagni di squadra) e non si lascia certo impressionare. Anzi...
 
Miami aggredisce sin dalle prime battute gli avversari, che appaiono contratti e, soprattutto con Jackson, inanellano errori e scelte infelici. Dopo il primo canestro dell'incontro, realizzato da Ibaka, gli Heat diventano inarrestabili, con Bosh scatenato (9 punti nei primi 5 minuti), e arrivano senza fatica al 18-2. Una schiacciata di Ibaka permette ai Thunder di realizzare il secondo canestro, ma Miami tocca il massimo vantaggio, ancora grazie a Bosh (22-4), con James fermo ancora a quota 2. Coach Brooks punta sull'esperienza di Fisher e il veterano non tradisce. Al primo pallone toccato, l'ex Lakers realizza una tripla, dando la scossa giusta anche a Durant, che finalmente si sblocca. Il capocannoniere dell'NBA riporta in un amen i suoi a contatto (22-16), prima che 6 punti di James li ricaccino indietro, ma ancora Fisher da oltre l'arco permette a Oklahoma di chiudere il quarto limitando i danni (30-21).
 
Dopo aver servito a Fisher gli assist per le 2 triple, Jeremy Lamb decide di mettersi in proprio e in avvio di secondo quarto brucia per 2 volte la retina avversaria con le triple che valgono il -5 (32-27). La terza tripla di Fisher è il preludio al pareggio di Oklahoma, che avviene grazie a un nuovo trepunti di Lamb (44-44). Durant sorpassa sfruttando l'assist del ritrovato Jackson, LeBron non ci sta e pareggia, ma Oklahoma ormai ha una marcia in più e con una tripla di Durant e un canestro di Lamb vola a +5 (46-51), conservando il vantaggio fino al riposo lungo (50-55). La ripresa si apre nel modo peggiore per Miami. King James realizza i primi 2 punti, ma in 65 secondi gli Heat sono sommersi da una pioggia di triple (Jackson, Sefolosha, Jones) che li fa affondare sul -12 (52-64). Nemmeno LeBron può nulla contro la macchina perfetta di coach Brooks, che continua a macinare canestri portandosi anche a +16 (62-78). LeBron le prova tutte, ma ai suoi tentativi risponde puntualmente Durant e, allo scadere del quarto, arriva la mazzata che chiude la partita: ennesima tripla di Fisher, e nuovo +16 per i Thunder (75-91). Durant non ci sta a farsi rubare la scena da un compagno, e in avvio di ultimo quarto decide di voler essere lui in persona a scrivere i titoli di coda: tripla su assist di Lamb, canestro dopo aver strappato un rimbalzo in difesa, e Oklahoma a +21 (75-91). Miami ormai si è arresa, e Fisher maramaldeggia con la quinta tripla della sua spettacolare prestazione (76-101). James e Durant lasciano il campo contemporaneamente, durante un time out di 20 secondi di Miami a 1:46 dalla fine.
 
KD chiude per la 12esima partita consecutiva con almeno 30 punti, l'ultimo a riuscirci era stato Tracy McGrady nel 2002-03. I Thunder vincono per la nona volta consecutiva e coach Spoelstra ne ammette la superiorità: "Tolti i primi 8 minuti, ci hanno surclassati. Hanno assolutamente meritato la vittoria". Concorda James: "Abbiamo iniziato bene, poi dal secondo quarto hanno fatto quello che volevano." Coach Brooks è più rilassato: "Sarebbe stato bello far uscire tutti dal campo e vedere Kevin e LeBron sfidarsi 1vs1!". Miami perde per la 12esima volta in stagione in gare (19 in totale) in cui ha permesso agli avversari più di 100 punti. Concedendone meno di 100, gli Heat sono 25-1. Per i Thunder è l'ottavo successo, senza sconfitte, su parquet dell'Est. Derek Fisher aveva realizzato 5 triple in totale durante le Finals del 2012 tra Heat e Thunder. Solo Pacers e Spurs possono impedire la finale che tutti vogliono rivedere.