La stagione passata è stata frutto di scelte, anzi di "non scelte" del passato. La scorsa annata è stata una delle peggiori con un record di 27-55. Ora è il momento di pensare al futuro. Kobe Bryant, anche se resta l'incognita di vedere come rientrerà a 36 anni dopo un bruttissimo infortunio, è sempre un grandissimo giocatore. Randle, pescato al draft con la settima scelta, è un numero 4 interessante e dal notevole potenziale, potrebbe essere l' unico raggio di sole insieme a Kobe.. Una cosa è certa, difficilmente disputeranno una stagione peggiore di quella passata...

Storia della franchigia

I Lakers hanno vinto complessivamente 16 titoli NBA (secondi solo ai Boston Celtics), cinque dei quali a Minneapolis prima di trasferirsi a Los Angeles nella stagione 1960-1961. La storia dei Lakers comincia nel 1946 quando Ben Berger e Maurizio Chalfen comprarono i Detroit Gems dalla National Basketball League per 15.000 dollari. La squadra fu trasferita a Minneapolis nel 1947. Potendo contare già su una squadra solida con Jim Pollard e il playmaker Herm Schaefer, l'unico innesto di spessore fu il centro George Mikanconsiderato tra i pionieri del basket americano. Con quest’ultimo a guidare la squadra i Lakers vinsero, al loro primo anno, la propria Division con un record di 43 vittorie e 17 sconfitte. Durante l’offseason del 1960 la squadra diventò la più importante della costa occidentale quando Bob Short decise di spostarsi a Los Angeles.

Nonostante la squadra potesse contare sui futuri Hall of Famers Elgin Baylor, Jerry West e Gail Goodrich le speranze di vittoria del titolo non si concretizzarono nei loro primi cinque anni a Los Angeles, poiché la squadra perse 4 finali NBA contro i Boston Celtics di Bob. Cousy e Bill Russell nel 1962, 1963, 1965, 1966. Negli anni '80, i Los Angeles Lakers crearono un gioco di squadra mai visto prima, dall'altissima spettacolarità concretezza, idealizzato poi nella memoria e nei ricordi degli amanti della pallacanestro dei decenni futuri con il nome di Show time. Ecco il quintetto base che diede vita negli anni 80' allo showtime: Earvin "Magic" Johnson, Byron Scott, James Worthy, A.C. Green, Kareem Abdul-Jabbar. I Lakers all'inizio del nuovo millennio dominarono la scena del basket statunitense vincendo tre titoli NBA consecutivi (2000, 2001, 2002); in tutti e tre i casi il centro Shaquille O'Neal vinse il titolo di miglior giocatore delle finali. L'anno successivo i Lakers giocarono ancora una volta con i favori del pronostico, ma furono sconfitti in semifinale di conference dai futuri vincitori di quella stagione, i San Antonio Spurs.

La transizione

lI coach dei Lakers, Phil Jackson, si ritirò al termine di quella stagione; la dirigenza lacustre, considerati i dissapori tra le due star della squadra, scelse di puntare su Kobe Bryant e di cedere O'Neal. L'anno successivo la stagione dei Lakers fu fallimentare: la squadra non si qualificò per i playoff. Al termine della stagione, la dirigenza convinse Phil Jackson a tornare alla guida dei Lakers. L'allenatore riuscì a portare la squadra nuovamente ai play-off, dove perse al primo turno contro i Phoenix Suns. Sempre al primo turno contro Phoenix si fermò anche la stagione successiva dei Lakers. Nell'estate 2007 Bryant si lamentò pubblicamente della dirigenza della squadra.

La rinascita

La stagione 2008-2009 rappresenta per i Los Angeles Lakers l'occasione della riscossa. Chiudono la Regular Season con un ottimo record, 65 vittorie e 17 sconfitte, con il quale si aggiudicano la Pacific Division ed il miglior record della Western Conference, secondi nella lega solo ai Cleveland Cavaliers dell'MVP LeBron James. Giunti ai Playoffs, i Lakers affrontano nell'ordine gli Utah Jazz, battuti 4 a 1, gli Houston Rockets, superati in sette partite, e in finale di Conference battono i Denver Nuggets per 4 a 2, approdando così alleNBA Finals, dove incontrano gli Orlando Magic. I Lakers sconfiggono la franchigia della Florida in 5 gare, Kobe Bryant viene nominato MVP delle Finals e Phil Jackson conquista il suo decimo titolo NBA come allenatore, superando Red Auerbach.

L'era post-Jackson

Il 19 febbraio2013 si spense, a causa di un cancro, lo storico proprietario dei Lakers Jerry Buss. Ai play-off i Lakers, ormai privi di ogni speranza dopo l'infortunio di Bryant, incontrano al primo turno i San Antonio Spurs, dai quali vengono facilmente sconfitti per 4-0.

La scorsa stagione

I Lakers hanno iniziato la stagione 2013-2014 con l'addio di Dwight Howard, andato a Houston dopo non essere stato in grado di gestire la pressione a Los Angeles. Scarso impegno per molti giocatori e poi l' ennesimo infortunio a dicembre per Kobe Bryant, rottura del tendine d' achille e stagione finita. i Lakers speravano che Nick Young, Jodie Meeks, e Xavier Henry facessero sentire meno la mancanza della stella di Los Angeles, ma non è stato così. Infortuni a non finire, Kendall Marshall è stato portato dalla D-League ai Lakers come e Kent Bazemore. I Lakers hanno mancato la qualificazione per i playoff per la volta in due decenni, e Mike D'Antoni si è dimesso dal suo incarico.

Uno strano miscuglio di talento..

I fratelli Buss insieme allo storico GM Kupchak hanno cercato di firmare nuovi contratti ragionevoli e di breve durata. La strategia? Molto semplice: è stata quella di avere ad ogni costless agency abbastanza libertà salariale per provare a portare a Los Angeles giocatori importanti. Il primo obiettivo era Kevin Love. Si, quel Love che però da qualche settimana è volato a Cleveland da LeBron James. Quindi cambio di rotta. Se da una parte la dirigenza ha cercato una sempre maggiore flesibilità finanziaria, dall’altra parte negli scorsi mesi ha rinnovato Kobe Bryant con un clamoroso biennale da 48 milioni di dollari che di fatto limita fortemente ogni movimento in entrata.

Intanto si è rinnovato Jordan Hill con l' opzione dopo il primo anno e l' acquisito Ed Davis con un annuale e anche qui con possibile prolugamento per il secondo anno. A completare i veterani del roster sono Jeremy Lin e Nick Young, prolungamento quadriennale. E' stato preso anche Carlos Boozer, il portoricano è arrivato 1 anno dopol l'amnesty dei Bulls. In questo scenario spicca la scelta del rookie da Kentucky Julius Randle. L’ex Wildcat infatti è il ponte naturale tra i due cicli. Già NBA ready per accumulare minuti e ad avere un buon impatto sulla squadra ma giovane abbastanza per essere una base da cui ripartire e che garantisca speranza per un futuro incerto. Buon lavoro fatto nel settore lunghi oltre a Randle. Infatti le firme di Hill e Ed Davis rendono la rotazione dei gialloviola molto interessante.

Nuovi arrivi: Carlos Boozer (Chicago), Jordan Clarkson (Missouri), Ed Davis (Memphis), Jeremy Lin (Houston) e Julius Randle (Kentucky).

Partenze: Kent Bazemore (Atlanta), MarShon Brooks (Olimpia Milano), Jordan Farmar (LA Clippers), Pau Gasol (Chicago), Chris Kaman (Portland), Kendall Marshall (Milwaukee) e Jodie Meeks (Detroit).

Contratto in scadenza nel 2015: Carlos Boozer , Ed Davis , Xavier Henry , Wesley Johnson , Jeremy Lin e Steve Nash

Starting five: Kobe bryant, Carlos Boozer, Jordan Hill , Nick Young Steve Nash

La Stella: Kobe Bryant

Kobe Bean Bryant. Sì, lui che ha 36 anni. 36 anni all’anagrafe e non sentirli. E'passato quasi un anno. Disastroso, lunghissimo, un’assenza intollerabile, lacerazione al tendine d’Achille seguita da una frattura al ginocchio, dal giorno in cui Kobe Bryant si è fatto male, alla sesta partita del campionato NBA 2013-14.

In questi lunghi mesi tra dirigenti, staff, giocatori la domanda era sempre la stessa: " chissà se tornerà, chissà come tornerà soprattutto". Adesso è ufficiale: il Black Mamba sta tornando. Più cattivo, più ferale che mai. Ieri, per la prima volta da quel maledetto 17 dicembre, ha rivestito pantaloni e canottiera e ha partecipato al primo allenamento del training camp dei Los Angeles Lakers . Kobe Bryant sarà sicuramente il giocatore su cui i Los Angeles Lakers punteranno per cercare di risalire la china nella prossima ed imminente stagione. Il Black Mamba si è ormai lasciato alle spalle i vari infortuni che hanno caratterizzato gli ultimi due anni ed è pronto a trascinare la franchigia californiana anche se, dal punto di vista tecnico, cambierà qualcosa.Durante il suo ultimo viaggio in Cina, la guardia ha infatti dichiarato di non aver più l’atletismo di una volta, fattore che influirà senza dubbio sul suo modo di giocare.

Il Mamba non ha bisogno di presentazione: acclamato come uno dei più forti di sempre, sarà l’anima dei Lakers fino al suo ritiro. per Kobe le vittorie non sono mai abbastanza, per lui vincere é tutto quello che conta, anche quando non serve, ed é talmente determinato nel perseguimento dei suoi obbiettivi che difficilmente sbaglia Noi ci aspettiamo che non deluderà l’attese e tornerà forte come prima, in attesa del sesto anello.

Coach

Dopo aver vinto tre titoli in quattro anni nei meravigliosi Lakers di Magic Johnson, Byron Scott ritorna a Los Angeles questa volta come Head coach. La conoscenza dell'ambiente e la stima di Bryant aiuteranno Scott, atteso comunque da un compito difficile; è stato un tassello fondamentale dei meravigliosi Lakers dell'era showtime di Pat Riley, quelli capaci di vincere tre anelli in quattro anni (1985, 1987 e 1988).

Anni indimenticabili, con le prime telecronache Nba in Italia che spesso significavano Los Angeles Lakers contro Boston Celtics. Accanto a pilastri della storia di questo sport come Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar, Scott aveva un ruolo preciso e abbastanza rilevante. Del resto il suo tiro da tre era una sentenza. Dopo aver chiuso in Nba proprio ai Lakers nel 1996/97, Scott ha iniziato la carriera di allenatore nel 1998 come assistente a Sacramento. Poi quattro anni ai New Jersey Nets, i suoi migliori in panchina. Raggiunse la finale nel 2002 perdendola proprio contro i Lakers di Shaq e Kobe. Altra beffa nella stagione successiva, quando la serie che assegna l'anello viene persa coi San Antonio Spurs di David Robinson e Tim Duncan. Dal 2004 è a New Orleans per 5 anni, dove nel 2008 porta la squadra di Chris Paul ai playoff con 56 vittorie ed è allenatore dell'anno. Meno brillante l'ultima esperienza ai Cleveland Cavs, orfani di LeBron.I playoff sembrano molto lontani, per questo la durata del contratto fa pensare più per un progetto a lungo termine con Byron Scott al timone e Kobe Bryant a far da chioccia

Punti di forza

Un "sano" Kobe Bryant potrebbe ancora essere uno dei miglior giocatori dal perimetro in tutto il campionato. Carlos Boozer è un giocatore sottovalutato, ha molti punti nelle mani ed è un ottimo rimbalzista. Nick Young potrebbe essere il sesto uomo: piuttosto bravo nel tiro da tre punti. Jeremy Lin ha i suoi punti di forza. L'attacco dovrà essere il punto di forza degli uomini di Scott. I Lakers hanno bisogno di diventare una squadra veramente potente ed esplosiva.

Punti di debolezza

La difesa: la scorsa stagione è stata la terza peggiore di tutto il campionato. Mentre hanno un buon numero di marcatori, non hanno molti difensori che possono creare problemi agli avversari. Molti giocatori vengono da stagioni deludenti: Lin è un playmaker va bene, ma , in questo momento, è molto lontano dai livelli visti a New York, con la maglia dei Knicks. Lin ha lottato con gli Houston Rockets, anche nei playoff contro i Portland Trail Blazers, ma non ha mai dimostrato il proprio potenziale. Randle avrà bisogno di tempo per ingranare. Un altro problema dei gialloviola è la mancanza di un vero centro sotto canestro, dopo l'addio di Gasol, i Lakers hanno perso chili in zona pitturata, Scott punterà su Robert Sacre. Un ' altra incoginita è la mancanza di profondità in panchina.

2014-2015 L' MVP sarà ...

Questa è una risposta facile: se sta bene, Kobe Bryant. Se Bryant non recupera al 100% , punterei su Julius Randle: è un rookie, nessuno si aspetta che faccia il fenomeno da subito o che cambi il volto della squadra, ma Randle dovrà guadagnarsi sul campo un ruolo di spessore nel futuro della franchigia

Previsione stagione 2014-2015

Il futuro immediato non sembra roseo. L’unica nota positiva è che non sono state prese decisioni a lungo termine, pianificando e costruendo la squadra dal basso, con scelte accurate in sede draft e scouting internazionale di livello. E questo staff non sembra abbia le capacità per fare queste cose. Il ritorno del Mamba e una squadra in generale più concreta porteranno qualche vittoria in più dello scorso anno. Ma la Western Conference non è un bel posto dove boccheggiare. Per noi faranno meglio dello scorso anno, arriveranno ai playoff.