Brasile in campo, chi non muore si rivede

Per la sfida contro la Bosnia di martedì 28 Febbraio, prima apparizione del 2012 della Seleçao, il commissario tecnico Mano Menezes ha diramato una lista dei convocati che ha sorpreso tutti.

Brasile in campo, chi non muore si rivede
Mano Menezes, ct del Brasile.
Brasile
Bosnia / h 20.00
Mano Menezes, ct del Brasile.

Ronaldinho sì, Kaka no. Si potrebbero riassumere così le convocazioni di Mano Menezes per l'amichevole contro la Bosnia che si disputerà in Svizzera. Il due giocatori, legati da un passato milanista, sono le sorprese più grandi della lista dei convocati per la gara che martedì 28 Febbraio vedrà impegnati i pentacampeones e la squadra balcanica. Il commissario tecnico verdeoro ha chiamato gli italiani Julio Cesar dell'Inter, Thiago Silva del Milan ed Hernanes della Lazio che, qualora dovesse giocare, darebbe vita a un derby anticipato contro Miralem Pjanic. Il profeta è in ballottaggio con Ganso per una maglia da trequartista, che agirà alle spalle di Neymar e del numero 10 del Flamengo, formando così una coppia d'attacco anagraficamente lontanissima, ma dal tasso tecnico tra i più elevati in circolazione.

L'inserimento di Dinho nella lista dei convocati lascia perplessi un po' tutti, sia perchè avviene in un momento in cui il giocatore risulta appannato e più impegnato ad alzare il gomito piuttosto che i trofei, sia perché sembrava che non ci fosse più spazio per lui nella nazionale brasiliana. Contro ogni pronostico Menezes ha trovato posto per l'ex di Barcellona e PSG. sacrificando un altro giocatore non brillantissimo nell'ultimo periodo: Kakà. Verrebbe da chiedersi come mai abbia creato tanto scalpore l'esclusione di un giocatore non in perfetta forma e che si avvia verso i 30 anni. Innanzitutto perché ha pur sempre due anni in meno del connazionale, ma soprattutto perché, mentre Ronaldinho fatica a sfoderare prestazioni degne del suo nome in un campionato in cui i difensori che affronta somigliano tanto a birilli con lo sponsor al petto e in una squadra nella quale tutti giocano per lui, aspettando che estragga dal cilindro la giocata in grado di risolvere la partita, aspettative spesso e volentieri disattese nell'ultimo periodo, Kaka cerca spazio nella squadra con più concorrenza al mondo, nella quale non è al centro del progetto, e affrontando giocatori intenzionati a fermare il giocatore con mezzi leciti o illeciti. Alla luce di queste considerazioni risulta ancora più strana la scelta del commisario tecnico successore di Dunga.

Nonostante la convocazione di Ronaldinho, non mancheranno i giovani, sempre più al centro del progetto a medio-lungo termine della federazione brasiliana. Sono ben 8, infatti, gli Under 23 convocati per quest'amichevole, molti dei quali militano nel campionato locale, vero trampolino di lancio per i sudamericani verso il calcio europeo. 

Il commissario tecnico della Bosnia, Safet Susic, vorrebbe avere gli stessi problemi di abbondanza di Mano Menezes. Nonostante non possa annoverare tra le proprie fila nessun Pallone d'Oro o Fifa World Player, la Bosnia è una squadra con ottime individualità in cui le punte di diamante sono Edin Djeko e il sopraccitato Pjanic. Il primo è l'unico attaccante di peso del Manchester City di Roberto Mancini ed è il terzo marcatore più prolifico della storia della sua nazionale. Non è impossibile arrivare in vetta a questa classifica, visto che è guidata da Elvir Bolic,  a quota 22 reti realizzate in 52 presenze, mentre l'ex Wolfsburg è già a quota 15 in 26 gare con la sua nazionale, e per raggiungere il primato nel più breve tempo possibile sarà aiutato dagli assist del gioiellino della Roma, arrivato quest'estate nella Capitale dal Lione. Pjanic è diventato subito imprescindibile nel 4 - 3 - 3 di Luis Enrique. ll centrocampista classe 1990, nonostante la giovane età, è già un centrocampista completo. Possiede infatti intelligenza tattica e visione di gioco, oltre a forza fisica, classe cristallina e ottimo tiro dalla distanza.

L'appuntamento è importante, sia perchè è l'unica amichevole internazione di prestigio della serata, sia perchè permette di osservare un movimento calcistico in grande espansione come quello serbo, sia perchè vedremo se il ct del Brasile ha fatto bene a convocare Ronaldinho o meno. Dopo il vespaio di polemiche, finalmente sarà il campo a parlare.