Intervistato da FIFA.com, Wesley Sneijder si è pronunciato su vari argomenti, quali il rapporto non sempre  eccelso con Louis Van Gaal, l’atmosfera dello spogliatoio Orange e la voglia di ritornare in finale dopo la delusione del 2010.

“L’atmosfera” sostiene Sneijder “è fantastica quando si vince, eravamo in un gruppo molto difficile e prima del torneo molta gente diceva che non avremmo avuto più di una possibilità di andare avanti. Ma abbiamo sempre creduto in noi. Da questo, la fiducia è cresciuta sempre di più. Se sei in un gruppo con Spagna, Cile e Australia e arrivi primo, vincendo tutte e tre le partite e segnando dieci gol, allora hai fatto un lavoro fantastico. In ogni torneo, devi andare con l'ambizione di portare a casa la coppa, ed è così che ci siamo avvicinati a questo. Si può vedere con che voglia abbiamo giocato ogni partita, ed è un complimento a tutta la squadra.”

Complimenti  anche per Van Gaal? “Si certo, lui è il nostro allenatore ed il modo di giocare lo crea lui. Per la maggior parte di noi questo era un nuovo sistema, ci siamo allenati ed abbiamo lavorato sodo durante le amichevoli. Tutti noi sappiamo cosa ci aspetta, ma sappiamo bene cosa fare, e siamo anche molto pericolosi in contropiede.”

Un altro pregio di questa Olanda firmata Van Gaal, è quello di cambiare modulo in corsa grazie alle riserve, con ottimi risultati: “In una Coppa del Mondo si va con 23 giocatori, non con  soli 11. Anche quelli in panchina devono sentirsi pronti. Fortunatamente, ogni volta che i sostituti sono entrati in campo hanno sempre dato grandi prestazioni, si allenano duramente, e questo è molto importante per un gruppo.

Nella testa di Wesley Sneijder c’è ancora la finale di Johannesburg, persa contro la Spagna ai supplemnetari, e la delusione è ancora tanta: “Quando si inizia un torneo, bisogna sempre puntare a vincerlo. Quattro anni fa per noi è stata una sfida difficile, tutto il gruppo era buono ma abbiamo perso la finale. Io rimasi molto deluso ma nel calcio c’è sempre un’opportunità di vendetta. Possiamo vincere, abbiamo una grande squadra che crede in se stessa.”

Per la finale del Maracana mancano ancora quattro sfide, la prima è contro il Messico: “E’ una lunga strada da percorrere, siamo fiduciosi. Il Messico è una squadra difficile da affrontare, bisogna solo concentrarsi sulla partita. Dopo di che, vedremo cosa succederà.

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