Chelsea torna in città

Vittoria importante per i Blues che piegano un buon City fino all'espulsione di Clichy. Gol decisivo di Lampard su rigore.

Chelsea torna in città
Reuters Pictures
Chelsea
2 1
Man.City
Chelsea: Cech, Bosingwa, Ivanovic, Terry, Cole, Ramires, Romeu, Meireles (Lampard, min.72), Sturridge, Drogba, Mata.
Man.City: Hart, Zabaleta, Kompany, Lescott, Clichy, Milner, Barry, Tourè, Aguero (Kolo Tourè, min.63), Balotelli, Silva (De Jong, min.75).
SCORE: 0-1, min.2, Balotelli. 1-1, min.34, Meireles. 2-1, min.81, Lampard (r)
ARBITRO: Clattemburg. Ammoniti Meireles. Espulso Clichy per doppia ammonizione.
NOTE: Posticipo della quindicesima giornata di Premier league. Stamford Bridge Stadium.

Finisce 2-1 per il Chelsea il posticipo di Premier: una partita discreta risolta da un rigore di Lampard a una decina di minuti dalla fine. Il City ha giocato bene nel primo tempo e segnato in apertura con Balotelli, ma poi si è afflosciato mano a mano che il Chelsea cresceva. L'espulsione di Clichy ha spinto Mancini a fare una scelta conservatrice ma non ha funzionato e alla fine il successo dei Blues è meritato.

Nel primo tempo il Chelsea ha l’aria di una squadra vecchia, senza un sistema, che si aggrappa alle iniziative estemporanee di Drogba. Non c’è traccia dello squadrone che con Mourinho dominava il campionato inglese, ma nemmeno dell’undici guidato da Ancellotti, campione nel 2009, una squadra solida e capace di imporsi. Il Chelsea di Villa Boas sembra una signora con il guardaroba pieno di vestiti fuori moda. Tutto il contrario del City, che sprizza salute e può contare su funamboli (Silva), colossi (Tourè) e cannonieri (Balotelli e Aguero). Se il buongiorno si vede dal mattino, per il City si annuncia un’altra serata di gloria dopo appena 2 minuti di gioco. Aguero riceve sulla trequarti e dopo una splendida serie di tocchi con l’esterno destro serve Balotelli sul filo del fuorigioco : Supermario, che può salvare la nazionale italiana dall’anonimato se gioca come sa, scarta il portiere Cech e infila il vantaggio. Di esultare non se ne parla, come al solito. Mario si pianta sotto la curva dei Blues con quell’aria di chi dice: “E allora, cosa vogliamo fare?”. I compagni lo portano via prima che piova qualche oggetto dalla tribuna.

Aguero è unautentico furetto, come direbbe Pizzul. Velocissimo, usa bene entrambi i piedi e al 22’ mette a lato dopo averne scartati un paio. Poco prima Silva si fa ammonire per simulazione; dal vivo sembra da rigore il contrasto con Bosingwa, ma il replay lascia il dubbio che si sia tuffato. Eppure il Chelsea non può lasciarsi prendere a schiaffi in casa propria da 4 ragazzini impertinenti: l’onore è salvo quando Meireles, preferito anche stasera a Lampard, infila al volo su cross di Sturridge, bravissimo ad andare via sulla destra e a mettere “in the box”.

La partita continua a farla il City e il Chelsea cerca di rendersi pericoloso in contropiede; fino alla fine del primo tempo si va avanti a strappi con poche occasioni per entrambi, ma il City nei grandi spazi dà sempre la sensazione di poter fare male alla lenta difesa dei Blues. Cole e soprattutto Terry sono fuoriserie che rischiano di arruginirsi sotto la tremenda pioggia londinese, fina e persistente secondo tradizione. Nell’azione del primo gol sbagliano l’uscita e tengono in gioco Balotelli. Il secondo tempo si apre con un’occasionissima per Sturridge, che spara sopra la traversa un buon tiro dall’interno dell’area. E’ un Chelsea diverso nel, più movimentato e convinto, mentre il City sembra tirare indietro la gamba; canta la curva incurante del freddo descomunale.

Al 57’ Ramirez fa il fenomeno e con una serpentina costringe Clichy al fallaccio. Cartellino giallo per il francese, il secondo. He’s off. La punizione di Drogba è alta ma ora il Chelsea gioca con un uomo in più. Gli spazi si chiudono per gli ospiti, aumentano i falli e Mancini sacrifica il Kun per inserire Kolo Tourè  per arginare la pressione del Chelsea, che prende in mano la gara. Si cercano la testa di Drogba e i tiri di Mata. Il City esce dal buco con un tiro di Balotelli troppo debole. Mancini intensamente con Supermario a 20 dalla fine e l’aria che tira assomiglia a un “fai quello che ti sto dicendo o ti levo”. Il City ha perso tutta la pericolosità che aveva avuto nella prima parte e anche Silva esce per far posto a De Jong, segno che Mancini si accontenta del punto: vincere in 10 a Stamford Bridge deve essergli sembrato francamente troppo per i suoi ragazzi.

La gara svolta all’81’: sul tiro di Sturridge un difensore ci mette il braccio e l’arbitro fischia il rigore. Il neo entrato Lampard lo calcia come ai bei tempi, ritrovando la simbiosi con la maglia e con il pubblico in un periodo non facile per il senatore, un pezzo di storia del club che rischia di staccarsi. Ora Stamford Bridge canta felice e Mata esce tra gli applausi, dentro Malouda per cercare il terzo gol. Mancini toglie Lescott per Dzeko per l’assalto finale che inizia con un numero di Balotelli che va via a due uomini con un doppio sombrero. Non c’è molta carne negli attacchi del City però e arriva così la prima sconfitta dell’anno in campionato, che consentirà allo United di avvicinarsi e permette al Chelsea di salire al terzo posto.