La Premier sbarca in India

Al via il prossimo 25 Febbraio la nuova IPL, il nuovo campionato nazionale indiano; 6 squadre, giocatori all’asta, e una pioggia di dollari..

La Premier sbarca in India
Cannavaro durante un'esibizione in Asia

L’india stupisce ancora. Questa volta non si tratta di qualche star di Bollywood né di qualche asso del cricket a fare notizia, bensì la sperimentazione del nuovo campionato di calcio, promosso a suon di dollari e calciatori che non hanno più nulla da chiedere dalla propria carriera eccetto qualche soldo in più sul conto bancario. L’Indian Premier League  prenderà il posto della sgangherata AIFA (All India Football Association) e prende spunto (che sia chiaro solo il nome) dalla ben più nota lega inglese.

Sperimentale perché sarà formata da solo 6 squadre e perché avrà un selezione delle rose del tutto innovativa: è stata prevista un’asta iniziale, già effettuata, con stelle del calibro di Cannavaro, Pires, Fowler, Crespo, Morientes e Jay Jay Okocha, e le squadre dovranno rispettare regole stabilite a tavolino; tre stranieri in rosa, dei quali almeno un asiatico, un allenatore importante, e per finire, l’obbligo di almeno sei Under-21 in squadra. Di certo la sola presenza di sei squadre può far sorgere qualche interrogativo dal punto di vista geografico, vista la sconfinata estensione del paese, ma la realtà è che il campionato è stato collocato solo nella regione del West Bengala, la Milano-Torino d’India, dove centinaia di migliaia di persone si affollano per seguire il derby locale tra l’ East Bengal e il Mohun Bagan.

Le sei squadre si sono aggiudicate i campioni europei a suon di dollari, tanto per fare un esempio, il Siluguri si è assicurato le prestazioni dell’ex capitano della nostra nazionale per la cifra di 830.000 dollari (circa 630.000 euro). La federazione annuncia anche un accordo imminente per i diritti televisivi, per trasmettere le gare in tutto il Sud-Est asiatico, con bacino potenziale di utenza spaventoso. Del resto ricordiamo la recente tournèe del Bayern Monaco, sicuramente più interessante sul piano finanziario che del calcio giocato, ma che ha portato allo stadio 120.000 spettatori. Su questo nuovo sconosciuto universo, così Pires parla all’Equipe:”dal momento che non avevo offerte in Europa, perché non provare qualcosa di completamente sconosciuto? Non sono neanche mai stato laggiù”.

Sempre più potenza economica crescente e giovane, che fa dell’industria cinematografica, della medicina e della tecnologia informatica le colonne portanti del paese, ora l’India si cimenta in questa nuova scommessa, ben pubblicizzata e ben organizzata, per dare un’altra valvola di sfogo ai propri cittadini, forse oramai assuefatti dal cricket..