Clausura Argentina: tutto negli ultimi 90'

Il semestre albiceleste volge al termine; in vetta il Tigre e l'Arsenál, che nella penultima giornata ha espugnato la Bombonera, mettendo quasi fuori dai giochi un Boca ormai proiettato soltanto alla Libertadores. In coda, rischia la retrocessione il San Lorenzo

Si deciderà tutto negli ultimi 90 minuti. In Argentina è tempo di rese dei conti: un semestre fa, il Boca Juniors dominava in lungo e in largo la Primera Division, vincendo l'Apertura 2011 con 12 punti di vantaggio sul Racing Club di Avellaneda. Sei mesi dopo, gli avversari e lo scenario sono completamente diversi: "La Academia" è nei bassifondi insieme ai cugini dell'Independiente, con l'unica consolazione di potersi giocare proprio contro il Boca, il 9 luglio a San Juan, la finale della Copa d'Argentina.

L'ex. In vetta, a giocarsi il titolo insieme agli xeneize e in posizione di assoluto vantaggio, ci sono il giovane Arsenál de Sarandì di Gustavo Alfaro ed il Tigre di Rodolfo Martin Arruabarrena, 37enne allenatore argentino, alla seconda annata sulla panchina del sodalizio di Victoria, e con un glorioso passato da giocatore proprio con la casacca azul y oro; una squadra, quella rossoblu, rivale al titolo per la compagine di Falcioni, e paradossalmente formazione non ancora matematicamente certa della salvezza, complice il meccanismo decisionale delle retrocessioni, basato sul "promedio" degli ultimi tre anni.

Tempio profanato. Nel weekend è andato in scena il penultimo turno: il Tigre arriva al Josè Amalfitani con 32 punti, due in più del Velez padrone di casa ed uno in meno del Boca, alla pari con l'Arsenál. Il gol di Carlos Luna al minuto 78, l'11esimo stagionale per il capocannoniere del campionato, esclude di fatto "El Fortin" dalla corsa per il titolo, relegandolo a -5 dalla vetta con soltanto una giornata ancora in programma. Poche ore dopo va in scena proprio Boca - Arsenál, col "Matador" spettatore più che interessato al match della Bombonera. Una Bombonera scioccata nei primi 45 minuti dalle reti di Emilio Zelaya e Luciano Leguizamón, e poi definitivamente profanata ancora dall'ex River Plate, per lo 0-3 che farà abdicare quasi certamente Riquelme e compagni dal trono d'Argentina.

Boca fuori dai giochi? Già, perché a 90 minuti dalla fine del Clausura, la classifica dice: Tigre e Arsenál 35, Boca 33, con un'ultima giornata che ha in tabellone All Boys – Boca, Arsenál – Belgrano e Tigre – Independiente. In casa giocheranno le due sorprese del semestre, contro altrattente avversarie che ormai nulla hanno da chiedere al medesimo; in trasferta andrà la truppa di Falcioni, che nella notte tra mercoledì e giovedì sarà a Santiago per il ritorno della semifinale di Libertadores contro l'Universidad de Chile dopo il 2-0 di Buenos Aires firmato Silva e Sanchez Miño. Verosimilmente, e spulciando le formazioni messe in campo dal tecnico ex Banfield nelle ultime gare di campionato e coppa, più di quello in patria al Boca interessa il dominio sul Sudamerica, che manca dal 2007, quando il Gremio si arrese ad un sensazionale Juan Roman Riquelme.

Post campionato. Dovessero chiudere appaiate, Arsenál e Tigre andrebbero a giocarsi il titolo allo spareggio, in un finale di stagione che anche in coda non lesina emozioni e crudeli incroci di destini. Il più paradossale riguarda proprio il gruppo di Arruabarrena, che potrebbe trovarsi campione d'Argentina e contemporaneamente costretto alla "Promoción" per rimanere in una massima serie che ha già dato l'addio all'Olimpo di Bahia Blanca, finora unica certa della retrocessione. Drammatica la situazione del San Lorenzo, che chiuderà la propria sciagurata stagione contro un'altra pericolante come il San Martin di San Juan. Risvolti pericolosi anche per il Banfield (che riceve il Colón de Santa Fé) e l'Atletico Rafaela (ospite del Godoy Cruz), in un turbinio di emozioni che finirà soltanto al triplice fischio dell'ultima sfida in programma. Le combinazioni di risultati sono infinite, azzardare un pronostico è da folli; non resta che attendere la domenica calcistica albiceleste.