Inicial 2012, l'Argentina riparte e sono subito sorprese

Dalla rivoluzione sui campionati al ritorno del River in Primera Division A nell'anno degli addii di Riquelme al Boca e di Veron al calcio giocato; inizia una strada lunga 38 giornate, con le due grandi sconfitte all'esordio, con un Velez più che mai agguerrito, e con ancora troppe incognite

Inicial 2012, l'Argentina riparte e sono subito sorprese
Esordio da dimenticare per il Boca Juniors, sconfitto 3-0 dal Quilmes neopromosso (AP Photo)

Riparte la giostra del calcio argentino, tra rivoluzioni, addii, ritorni e conferme. Nel weekend è iniziata l'Apertura 2012; o forse sarebbe meglio chiamarla col suo nome nuovo, perché da quest'anno il calcio albiceleste si rifà il look: Apertura e Clausura si chiameranno rispettivamente Inicial e Final, e se per decretare le retrocessioni la formula del promedio sarà ancora in vigore, per determinare i padroni nazionali la storia si farà interessante. Non più due campioni, uno per semestre; le vincitrici dei due tornei si sfideranno in campo neutro per decidere l'unico, vero Campeón, scontro inutile nel caso in cui una stessa formazione dovesse vincerli entrambi, diventando automaticamente detentrice dello scettro.

Torna il Superclasico. La caccia grossa è quella all'Arsenal de Sarandì campione dell'ultimo Clausura nel clamoroso testa a testa col Tigre; ma i riflettori, oggi più che mai, si accendono su Boca Juniors e River Plate. Già, perché gli Xeneizes ripartono senza Juan Insaurralde e Pablo Mouche, passati rispettivamente a Spartak Mosca e ai turchi del Kayserispor, ma soprattutto senza il loro leader storico Juan Roman Riquelme, svincolatosi dopo la finale di Libertadores persa contro il Corinthians. Ma è anche l'anno del ritorno, dopo una stagione di purgatorio nella Primera B Nacional, del River Plate di Matias Almeyda; e di riflesso del Superclasico con gli odiatissimi cugini azul y oro, match in programma alla 12esima giornata nel weekend di domenica 28 ottobre, e atteso dai Millionarios dal 26 giugno 2011, data dello sciagurato ritorno col Belgrano che precipitò il River all'inferno. Non sarà, però, lo stesso River, perchè per un Ferrari che se ne va in difesa c'è un Bottinelli che arriva, perché Pavone e Buonanotte hanno ormai da mesi salutato la compagnia, e perché lì davanti serviva qualcuno da affiancare a David Trezeguet. E quel qualcuno non poteva avere credenziali migliori di Carlos Luna, capocannoniere dell'ultimo semestre con la maglia del Tigre con 12 reti.

Campeónes a fatica. Eppure i primi 90' raccontano una storia tra le più inattese: detto della vittoria dei campioni in carica dell'Arse di Gustavo Alfaro sull'Union de Santa Fé per 1-0 grazie alla clamorosa papera del portiere Oscar Limia, il resto della giornata ha lasciato più dubbi che certezze.

Sorpresa Quilmes, incubo Belgrano. I più grandi sono tutti nella mente di Julio Cesar Falcioni, dopo il 3-0 subito dal suo Boca al Centenario Josè Luis Meiszner, dove i padroni di casa del neopromosso Quilmes hanno letteralmente spazzato via i vice campioni del Sud America. Doppietta di Martin Cauteruccio inframmezzata dal 2-0 di Garnier, e dalla folle espulsione di Santiago Silva per un fallo criminale in reazione ad un tackle di Sebastian Romero. Non se la passano meglio i cugini riverplatensi, che riprendono il discorso con la Primera Division proprio contro quel Belgrano che gliel'aveva tolta poco più di un anno fa; e il risultato è ancora amaro per i Millionarios, a cui non basta la rete della giovane promessa Manuel Lanzini, 19 anni, per recuperare il doppio svantaggio firmato dal pari età Melano e dal veterano ex Lanus Carranza a cavallo tra primo e secondo tempo.

Velez, San Lorenzo e Estudiantes ok. Il Velez, dopo i due terzi posti consecutivi tra Apertura 2011 e Clausura 2012, riparte ancora da Gareca e comincia con le tre sberle rifilate all'Argentinos Juniors di Leo Astrada da Sebastian Dominguez (doppietta) e dall'ex genoano Lucas Pratto. Josè Amalfitani in delirio, al pari del Nuevo Gasometro, dove un San Lorenzo con l'obiettivo principe di mettersi al riparo nella situazione del promedio ha esordito col 2-1 ai danni del San Martin de San Juan: Romagnoli e Jara nel primo tempo attutiscono il gol di Penco nel finale, dando ai tifosi del Ciclón almeno una speranza per un semestre finalmente senza l'acqua alla gola. E se alla Bombonera non vedranno più Riquelme, al Ciudad de La Plata non potranno più applaudire la Brujita Juan Sebastian Veron, ritiratosi poche settimane fa; e forse è una fortuna, per l'Estudiantes dell'ex Diego Cagna, debuttare sul campo dei vice campioni d'Argentina del Tigre, perchè le emozioni si smorzano e il gioco decolla, trovando sbocco all'88esimo minuto col gol vittoria di Carrillo, dopo che Pio aveva pareggiato al tramonto del primo tempo il vantaggio iniziale del Pincha con Nunez.

Pari per le due di Avellaneda. Nel gruppo di testa c'è anche il Colón di Nestor Sensini, che battezza Guillermo Barros Schelotto sulla panchina del Lanus con una sconfitta complice la rete di Moreno y Fabianesi. Finiscono in pareggio, invece, Racing Club e Independiente: l'Academia viene stoppata al Cilindro dall'Atletico Rafaela, che un minuto dopo il vantaggio di Carignano si vede raggiungere da Ortiz; il Diablo Rojo, invece, non va oltre lo 0-0 in casa del Newells in una sfida tra pericolanti nel promedio. Chiude il programma della prima giornata l'1-1 tra Godoy Cruz e All Boys, maturato al quarto d'ora del primo tempo col botta e risposta tra Ramirez e Borghello.

Sono passati solo 90' e c'è già chi sogna, chi piange, e chi ha qualcosa da farsi perdonare.