Drogba: "Ora aspetto Mourinho"

Alla fine del match che ha consacrato il Chelsea alla finale di Monaco, l'attaccante ivoriano sceglie l'avversario da affrontare il 19 maggio. La sfida col Real di Mou (impegnato domani col Bayern) è di quelle che mettono i brividi. Al momento i Blues sono i primi finalisti dopo un'epica resistenza agli assalti del Barcellona. Grande impresa per Di Matteo, subentrato in corsa, che riporta i Blues in finale dopo quattro anni: "Gruppo straordinario".

Barcellona e Chelsea hanno incrociato le proprie strade sette giorni fa per riallontanarle stasera. I catalani resteranno a casa e a bocca asciutta, mentre Di Matteo se ne va a Monaco a giocare la seconda finale di Champions nella storia dei londinesi. Il mese scorso i ragazzi di Guardiola sembravano destinati alla solita "noiosa" stagione colma di vittorie. I Blues, invece, condannati ad essere il costoso giochino mai vincente di Abramovich. La Liga è andata, il catenaccio del Chelsea ha retto abbastanza bene e i pronostici sono stati sbaragliati. Suonerà strano, ma giusto così. I blaugrana, meravigliosi da vedere, già con il Milan avevano accusato discreti limiti in fase difensiva: Drogba non è Ibra e l'ivoriano ha sfoderato due prestazioni monstre che hanno messo in ridicolo la fase di copertura di Guardiola. Che la dirigenza del Barcellona faccia un pensierino ad investire dietro, sennò l'anno prossimo non sarà improbabile rivedere le scene di stasera.

THE ITALIAN JOB - Di Matteo, comunque, merita tanti elogi. Subentrato alla brutta copia di Mourinho (Villas Boas) ha rispolverato lo spirito di squadra e sta spremendo fino all'ultima goccia gli over 30 Drogba, Terry, Lampard pizzicando le corde del loro orgoglio. Missione riuscita con l'attaccante che ha letteralmente fatto reparto da solo e il centrocampista questa sera in versione Enrico Toti. "Quando giochi con il Barcellona ti devi difendere bene, perchè loro occasioni ne creano comunque. Prima delle due partite - ha dichiarato il tecnico italiano - erano favoriti loro perchè sono i campioni in carica ed una squadra di campioni straordinari. Ma la nostra prestazione, specie nel secondo tempo, è stata di grande carattere, con tanta voglia di arrivare a Monaco". Lo spogliatoio non si tocca e sarebbe una mossa suicida soffermarsi proprio ora sull'espulsione di Terry: "Siamo tutti esseri umani, quindi non mi sono arrabbiato. Lui è il nostro capitano, ma può capitare a tutti. Questi ragazzi sono sempre sotto pressione, ogni tre giorni giochiamo una partita importante".

TORRES - Fernando Torres è sincero. Il suo gol al 91' ha tagliato le gambe ai catalani, presi nell'assalto finale. Il Chelsea non ha giocato bene e ha pensato solo a difendersi, ma ognuno usa le armi che ha a propria disposizione e stasera il campo ha dato ragione a questa filosofia: "Abbiamo fatto il nostro per battere il Barcellona. Non siamo stati belli da vedere, ma conosciamo le nostre caratteristiche e ci è andata bene. Loro hanno avuto tantissime occasioni, noi abbiamo segnato: è questa la differenza". Possibile una finale contro il Real e lui, ex Atletico Madrid, può sentire aria di derby: "Chiunque incontreremo cercherò di giocare come richiesto da Di Matteo. Tre settimane fa ci criticavano giustamente e sembrava una stagione fallimentare, ora può terminare come memorabile".

DROGBA - Non ha segnato stasera, ma se il Chelsea è passato bisogna ringraziarlo per la rete a Stamford Bridge e per le due fantastiche prestazioni sfoderate in semifinale. Didier Drogba ha trascinato i suoi contro le paure e contro la storia nella bolgia del Camp Nou. Ha messo a soqquadro la fragile difesa blaugrana partendo in solitaria da centrocampo portando a spasso, nelle rare occasione capitategli, Puyol e compagnia. "E' un sogno che si realizza - ha spiegato a Sky -, ma la nostra finale è meritata. Mourinho mi aveva chiamato ieri per farmi l'in bocca al lupo. Ora ha qualcosa di più importante cui pensare, lo aspettiamo in finale".