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Hodgson, esordio vincente

Inizia col piede giusto l'avventura di Roy Hodgson sulla panchina dell'Inghilterra, che a Oslo ha battuto per 1-0 la Norvegia nel primo test match in vista di Euro 2012. Una rete di Young al '9 decide una sfida priva di particolari emozioni

Hodgson, esordio vincente
Getty Images
Norvegia
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Inghilterra
Norvegia: Jarstein; Hogli (40' Ruud), Demidov, Hangeland, Riise; Tettey (90' Jenssen) Henriksen (84' Berisha), Gamst Pedersen (62' Grindheim); Abdellaoue, Elyounoussi, Braaten (74' Huseklepp).A disp: Pettersen, Madsen. All. Olsen
Inghilterra: : Green; Jones (88’ Kelly), Jagielka, Lescott, Baines; Milner, Parker (56’ Walcott), Gerrard (46’ Barry; 76’ Henderson), Downing (85’ Johnson); Young (73’ Oxlade-Chamberlain), Carrol. A disp: Hart, Defoe. All. Hodgson
SCORE: 9' Young
ARBITRO: Weiner (Ger)

Buona la prima per Roy Hodgson. Il nuovo ct dell’Inghilterra bagna l’esordio con il successo in amichevole per 1-0 sulla Norvegia. Un test importante per la nazionale d’oltremanica in vista della spedizione in Polonia e Ucraina. Il tecnico del West Bromwich, alla sua prima uscita sulla panchina della selezione inglese, mette in campo una formazione sperimentale, con scelte dettate dalle tante assenze, in particolare dalle defezioni del ‘blocco Chelsea’. I vari Cahill, Terry, Lampard e Ashley Cole, dopo aver festeggiato in quel di Monaco di Baviera il successo in Champions League, saranno a disposizione del ct  solo da martedì. Green viene preferito ad Hart, mentre al centro della difesa opera la coppia Jagielka-Lescott, con Jones e Baines sulle corsie laterali. A centrocampo Downing, una delle scelte più contestate in patria all’indomani delle convocazioni, parte dal primo minuto, con Gerrard, Parker e Milner a completare le ultime caselle a centrocampo. In attacco Hodgson rinuncia a Wayne Rooney, che salterà per squalifica le prime due gare del girone. Spazio in attacco al tandem Carrol-Young. E l’intesa tra gli attaccanti dimostra di funzionare bene già dai primi minuti della sfida di Oslo. Al 9’, su una ripartenza,  l’attaccante del Liverpool imbecca l’ala del Manchester United, che avanza, temporeggia, stoppa la palla con il destro, supera in corsa Hangeland e lascia partire un sinistro non potente ma preciso, che si infila all’angolo alla sinistra di Jarstein.

Dopo il gol gli inglesi perdono mordente e lasciano l’iniziativa ai norvegesi, limitandosi a colpire in contropiede nelle rare occasioni create nella prima frazione. In generale pochi sussulti nella prima parte di gara, da una parte e dall’altra. Uniche eccezioni un tiro di Henriksen deviato in corner da Green, con Pedersen che centra il palo sugli sviluppi del calcio d'angolo. Poche le iniziative anche da parte inglese: si segnalano solo Young, che spara alto un suggerimento di Gerrard, e Milner, che dopo aver saltato l’ex romanista Riise, preferisce cercare la porta piuttosto che servire Carrol, ben appostato nell’area piccola. L’unica ‘emozione’ dei primi 45’ la regala Steven Gerrard. Al 36’ il neocapitano entra in tackle sulla caviglia del difensore avversario Hogli, costretto di lì a poco ad uscire per fare posto a Ruud. Un tackle ruvido ed eccessivo, non sanzionato dal direttore di gara. Episodio che in altre circostanze non sarebbe passato inosservato.

Nella ripresa è proprio Gerrard ad inaugurare la girandola di sostituzioni. Al suo posto entra Gareth Barry, che dal centrocampista dei Reds eredita la posizione e la fascia di capitano. La partita non cambia di molto nella ripresa, anche se nei primi minuti la formazione dei tre leoni crea qualche occasione. In evidenza una punzione di Baines parata in due tempi da Jarstein e una bello spunto di Jones, che al termine di una progressione coclude con il destro e centra il palo. Ma la Norvegia reagisce e costruisce le migliori occasioni della partita, prima con una conclusione dalla distanza di Pedersen e poi con un’azione personale di John Arne Riise, che dalla sinistra evita gli interventi di Milner e Parker e lascia partite un violento sinistro che impegna Green. Hodgson inserisce in corsa Walcott e Oxlade-Chamberlain ed è costretto a rinunciare anche a Barry, che rimedia un infortunio e lascia il posto ad Henderson. La storia non cambia nei minuti finali: la formazione scandinava che mantiene il possesso palla ma la difesa inglese non corre particolari rischi. Una partita sufficiente, quella dell’undici di Hogdson. Qualche nota positiva, in particolare nel reparto difensivo e nella coppia d’attacco, rispetto però a una manovra compassata e lenta e a un centrocampo totalmente assente in fase di impostazione. Ma all’ex tecnico inglese, in questa sua prima uscita, probabilmente interessava più iniziare bene la sua avventura che dare un identità di gioco a un gruppo ancora incompleto. E su questo fronte l’ex tecnico dell’Inter, in vista dell’ultimo test-match di sabato contro il Belgio, avrà ancora da lavorare.