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Europei, Gruppo D: Francia, Inghilterra, Ucraina e Svezia

Europei, Gruppo D: Francia, Inghilterra, Ucraina e Svezia
Vavel.com

L’Inghilterra, promessa sposa puntualmente abbandonata prima del matrimonio. Prima di salire sull’altare, o addirittura della richiesta di matrimonio, la nazionale d’Oltremanica è sempre stata “fregata”, con la costante maledizione del dischetto. Con Hodgson in panchina, riuscirà a sollevare il trofeo che le manca?

La storia parla chiaro: solamente due podi nella storia degli Europei di calcio, entrambi culminati con una misera medaglia di bronzo. Prima nel 1968, anno dell’unico trionfo Italiano, quando cadde al Comunale di Firenze per mano della Jugoslavia, poi nel 1996, quando l’Inghilterra era padrona di casa, e in semifinale contro la Germania Southgate sbagliò l’ultimo rigore, condannando così la sua nazionale ad un eterno malocchio (sei anni prima, ad Italia ’90, accadde a noi. Mal comune mezzo gaudio, no?). In mezzo però ci furono tre tornei in cui l’eliminazione arrivò al primo turno, e altrettanti dove l’Inghilterra non si qualificò nemmeno. Quattro anni più tardi, nel 2000, la squadra allora allenata da Kevin Keegan venne beffata sempre da un rigore, stavolta all’89’, calciato da Ganea, attaccante della Romania. Il dischetto ha continuato imperterrito a divenire l’acerrimo nemico della nazionale inglese, tanto che nel 2004, al termine di un quarto di finale spettacolare contro il Portogallo, vede prima Beckham scivolare clamorosamente in occasione del rigore, poi il portiere lusitano Ricardo parare il rigore di Vassell (a mani nude) e segnare quello decisivo, valevole per la semifinale. E’ questa l’ultima volta che abbiamo potuto ammirare l’Inghilterra nel torneo continentale, perché nel 2007 la nazionale guidata da McClaren fallì clamorosamente le qualificazioni per l’edizione che si sarebbe disputata l’anno successivo in Austria e Svizzera. Una sconfitta per 3-2 con la Croazia condannò l’Inghilterra a rimandare questo fatidico matrimonio, che sull’Isola aspettano tutti, come se si trattasse di un affare reale. 
 
Don Hodgson - La sfida di celebrare questo matrimonio è stata lanciata a quel Don Abbondio di Roy Hodgson, vecchia conoscenza del calcio italiano (ha ricoperto il ruolo di allenatore sulla panchina dell’Inter), che ha rubato, per così dire, il posto che per antonomasia sarebbe dovuto appartenere a Redknapp. Nonostante l’invocazione popolare, l’assegnazione del c.t. da parte della FootballAssociation è caduta sull’allenatore fallimentare del Liverpool, Hodgson per l’appunto, scatenando così i più accesi dibattiti scettici-patriottici del paese; una sorta di trovata di marketing di Mediaworld d’Oltremanica. C’è chi ci crede, nonostante la nazionale sia falcidiata dagli infortuni e non abbia un allenatore di spessore come poteva invece essere Capello, mentre dall’altro lato ci sono tanti sostenitori del calcio spumeggiante che i tanti giovani convocati potrebbero combinare. Tanti si chiedono se ce la farà il buon vecchio Roy, considerando che il diamante più puro, Rooney, è squalificato per le prime due partite, in seguito all’espulsione avvenuta durante la partita di qualificazione contro il Montenegro, sanzionata con 270 minuti (più recupero) di squalifica.
 
Promossi, bocciati e.. infortunati - Alla grana Rooney, che intaccherà sicuramente il cammino inglese, va aggiunta una nazionale falcidiata da una miriade di infortuni, sinonimo che il calcio sta volgendo sempre più verso ritmi insostenibili. Il primo della lista è Gareth Barry, duttile centrocampista del Man City vittorioso in patria, che ha patito un infortunio all’inguine nell’amichevole contro la Norvegia ed è stato prontamente sostituito da Jagielka, giocatore dell’Everton. A seguire, è arrivato il momento di gloria per la sponda red della città di Liverpool: gli infortuni di Lampard prima, e Cahill poi, hanno costretto Hodgson a convocare Henderson e Kelly. Proprio quest’ultima convocazione ha creato non poche reazioni, soprattutto da parte di Ferdinand, escluso d’eccellenza, che si è infuriato alla notizia dell’ennesima “bocciatura”. Per il resto le convocazioni del c.t. non hanno regalato molte novità, se non le esclusioni a sorpresa di Lennon del Tottenham, Micah Richards del City e di Sturridge del Chelsea, fresco di Champions League. Sarà forse questa vittoria a spingere i Leoni alla conquista della finale di Kiev? In porta il titolare sarà senza dubbio Hart, portierone in continua ascesa, ma fa notizia il curioso fatto che ha portato il portiere del Norwich City, John Ruddy, a spostare le nozze in programma il 2 giugno, a causa della convocazione in qualità di terzo portiere. La difesa sarà per metà Blues, con Cole a sinistra e l’ex capitano Terry al centro, supportati da Lescott e Johnson. All’assenza di Lampard sopperirà Walker, in coppia con Gerrard davanti alla difesa, dietro al probabile tridente Walcott-Young-Milner. In attacco, in attesa del ritorno di Wazza, si farà affidamento su Welbeck, autore di un bellissimo gol contro il Belgio.
 
England 4-2-3-1 football formation
 
 
 
Francia
 
Riscatto è la parola d’ordine in casa Francia. Vietato sbagliare per Laurent Blanc: i suoi ragazzi hanno l’obbligo di superare la fase a gironi diventata uno scoglio insormontabile. A Euro 2008 e ai mondiali di due anni fa, i transalpini si fermarono al primo turno. Gruppo D per i galletti con Inghilterra, Svezia e Ucraina. Esordio non certo agevole, lunedì 11, contro l’Inghilterra di Roy Hodgson. Poi l’Ucraina e nell’ultima giornata la Svezia di Zlatan Ibrahimovic. E per evitare un nuovo disastro la Federcalcio francese ha previsto premi ingenti. Non solo in caso di vittoria finale, ma anche per il semplice passaggio del turno. Il passaggio ai quarti significherebbe 100 mila euro per ognuno dei 23 convocati da Blanc. Altri 50 mila in caso di approdo alle semifinali, altri 70 mila se venisse conquistata la finale. La vittoria frutterebbe in totale 320 mila euro a testa.      
 
Squadra giovane quella di Laurent Blanc. Non mancano le stelle, ma i blues hanno ancora tanto da dimostrare in campo internazionale. La stella è Karim Benzema del Real Madrid. Tante delle attese transalpini passano anche per i piedi di Frank Ribery, tornato al gol in nazionale dopo oltre tre anni, prima nell’amichevole contro l’Islanda e poi di nuovo in quella contro la Serbia. Ci sono poi tanti giovani di belle speranze in cerca della definitiva consacrazione. In vista dell’esordio a destare preoccupazioni sono le precarie condizioni del centrocampista del Rennes Yann M’Vila colpito duro alla caviglia nell’amichevole contro la Serbia. Non si tratta certamente della stessa Francia piena di campioni che tra 1998 e 2000 riuscì a centrare l’accoppiata Mondiale ed Europeo, ma nel complesso i transalpini sono apparsi in un discreto stato di forma. Gli avversari sono avvisati.
 
La Francia guidata da Blanc si è qualificata a Euro 2012 ottenendo sei vittorie, tre pareggi e una sconfitta. Prima nel girone davanti alla Bosnia Erzegovina con un punto di vantaggio. Ma ora viene il difficile: le fasi finali. I francesi sono reduci da due cocenti delusioni: due eliminazioni al primo turno e due ultimi posti nel girone. Disastroso l’Europeo del 2008 in Austria e Svizzera, quando i galletti guidati all’epoca da Raymond Domenech, raccolsero un solo punto nel girone con Romania, Olanda e Italia. Nonostante le polemiche il ct venne confermato, ma nel Mondiale di due anni fa in Sud Africa la Francia bissò il fallimento europeo ottenendo un altro punto nel girone e una nuova eliminazione. Ora Blanc proverà a invertire la rotta.
 
 

Ucraina

Blokhin punta sull'ossatura del duo Dynamo Kiev-Shakhtar Donetsk con l'aggiunta di qualche puntello di qualità; i giallo-blu, inseriti nel terribile gruppo D, giocano un calcio d'attacco, rapido e aggressivo, espressione sincera di un movimento calcistico in costante ascesa, e sono pronti ad affrontare le durissime sfide che li attendono.
 
OCCHIO A LORO - C'è poco da aggiungere riguardo ad Andriy Shevchenko, un vero e proprio monumento del calcio ucraino e in generale dell'est europeo, che più di ogni altro ha dato lustro a livello calcistico e non solo, ad un paese nato nel 1991 dopo la dissoluzione dell'URSS. Sheva ha vinto tanto in Europa e ha sempre cercato di portare in alto la sua nazionale e ora, a 35 anni, ha l'ultima occasione per poter giudare i suoi ad un trionfo che sarebbe clamoroso. Il bomber totale è ormai un vecchio leone, ma il fiuto del gol non invecchia mai, e certamente le non impenetrabili difese di Francia e Inghilterra dovranno essere all'erta.
 
Il forfait di Shovkosvkiy lascia la porta nelle mani di Andriy Pyatov, portierone (189 cm) 27enne in forza allo Shakhtar, doti naturali ed esperienza di Champions League; la difesa è costruita sulle due coppie Kucher-Khacheridi (Dynamo) e Rakitskiy-Shevchuk (Shakhtar), affidabili ma molto (forse troppo) fisiche, e quindi vulnerabili alla velocità e alla tecnica.
 
A centrocampo iniziano i grandi nomi, alcuni già affermati, altri pronti al grande salto e altri ancora di sicuro avvenire. Partendo dai "vecchi" Anatoliy Tymoshchuk è senza dubbio il giocatore della rosa che attualmente gioca a livello più alto, nel Bayern vice-campione d'Europa, ex-capitano dello Shakhtar e dello Zenit, il biondo è un metronomo instancabile, che pressa e imposta, va di sciabola e di fioretto, insostituibile per Blokhin. Suoi fedeli scudieri sono Nazarenko (Tavriya) e Rotan (Dnipro), centrocampisti di sacrificio ma dotati anche di un buon tocco di palla, quelli che gli esperti di mercato definirebbero "usato sicuro". Aliyev e Gusev da anni guidano il centrocampo della Dynamo, hanno visione di gioco ed esperienza internazionale, farebbero di certo la fortuna di squadre medio-alte, specialmente in Germania e in Inghilterra.
 
Yarmolenko-Konoplyanka: il futuro è qui. I 22enni sono i gioielli della nazione, trequartisti, ali, attaccanti esterni, dove li mettono fanno sfracelli; Andriy Yarmolenko si è consacrato alla Dynamo, Konoplyanka è il diamante grezzo del Dnipro Dnipropetrovsk, il primo è più pubblicizzato e si segnala per il tiro da fuori e lo strapotere fisico, oltre ad un'ottimo scatto, il secondo ha una classe cristallina, grande scattista, ha un repertorio completo di dribbling e pedaladas, calcia ad effetto le punizioni e si è guadagnato il pretenzioso soprannome di Messi d'Ucraina. Euro 2012 sarà il loro trampolino di lancio?
 
In attacco il partner di Sheva è ancora un rebus: se Voronin sarà in versione fat Paris Hilton come ai tempi di Liverpool le sue chance saranno poche; migliori garanzie le offre Artem Milevskiy, ariete della Dynamo Kiev, un'attaccante completo, tecnico e potente, una sorta di Ibra ucraino, che stranamente è ancora "confinato" nel suo paese. Il suo vice sarà Seleznyov, bomber dello Shakhtar, mentre tra tanti pesi massimi e centravanti boa un'alternativa interessante è Marko Devic, 28enne mezzapunta del Metalist Kharkhiv, rapido e sgusciante, che ha ben figurato nell'ultima Europa League.
 
Portieri: Oleksandr Goryainov (FC Metalist Kharkiv), Maxym Koval (FC Dynamo Kyiv), Andriy Pyatov (FC Shakhtar Donetsk).
 
Difensori: Bohdan Butko (FC Illychivets Mariupil), Olexandr Kucher (FC Shakhtar Donetsk), Taras Mikhalik (FC Dynamo Kyiv), Yaroslav Rakitskiy (FC Shakhtar Donetsk), Yevhen Selin (FC Vorskla Poltava), Yevhen Khacheridi (FC Dynamo Kyiv), Vyacheslav Shevchuk (FC Shakhtar Donetsk).
 
Centrocampisti: Olexandr Aliyev (FC Dynamo Kyiv), Denys Garmash (FC Dynamo Kyiv), Oleh Gusev (FC Dynamo Kyiv), Yevhen Konoplyanka (FC Dnipro Dnipropetrovsk), Serhiy Nazarenko (SC Tavriya Simferopol), Ruslan Rotan (FC Dnipro Dnipropetrovsk), Anatoliy Tymoshchuk (FC Bayern München), Andriy Yarmolenko (FC Dynamo Kyiv).
 
Attaccanti: Andriy Voronin (FC Dinamo Moskva), Marko Dević (FC Metalist Kharkiv), Artem Milevskiy (FC Dynamo Kyiv), Yevhen Seleznyov (FC Shakhtar Donetsk), Andriy Shevchenko (FC Dynamo Kyiv).
 
Ukraine football formation
 
Svezia
 
La Svezia si presenta ai prossimi Europei con il ruolo di vittima sacrificale, ma ha tutta la voglia e la fame di tramutarsi in una possibile rivelazione della manifestazione. La compagine del ct Hamren, in carica dal 2009, vuole vendicare la mancata qualificazione per i Mondiali del 2010. La Nazionale si regge sulla figura di Zlatan Ibrahimovic. L'attaccante del Milan è il capitano e uomo simbolo della rappresentativa. Il centravanti non ha, però, sempre avuto un rapporto idilliaco con la propria selezione specia quando sulla panchina gialloblu sedeva Lagerback. Nel 2009 Ibra aveva annunciato addirittura il ritiro dalla nazionale ripensandoci in seguito ed essendo decisivo per la qualificazione agli Europei.
 
QUALIFICAZIONE
La Svezia si è qualificata come migliore seconda nel girone E raccimolando ben 24 punti frutto di otto vittorie e sole due sconfitte. Il gruppo E comprendeva l'Olanda, che ha chiuso al primo posto, Ungheria, Finlandia, Moldavia e San Marino. Gli svedesi hanno fatto l'en plain in casa, perdendo solo due volte fuori casa sul campo degli Oranje e su quello dell'Ungheria. Fondamentale il contributo di Zlatan Ibrahimovic con cinque reti segnate in otto gare giocate.
 
GIRONE
I galletti di Blanc e i sir di Hodgson sono i favoritissimi del gruppo, ma Ibra e compagni vogliono provare ad essere la sorpresa del torneo e giocare un brutto scherzo agli avversari esattamente come nel 2004 quando a farne le spese fu proprio l'Italia.
 
VECCHIE CONOSCENZE E POSSIBILI SORPRESE
Oltre ad Ibra ci sono anche Granqvist e AntonssoN che giocano nel nostro campionato. Tra i convocati figurano anche vecchie conoscenze della Serie A come Wilhelmsson e Mellberg passati per la Juventus e la Roma e adesso all'Olympiacos e all'Al Hilal. Tra le possibili sorprese potrebbe esserci il non più giovanissimo Elmander che non è mai riuscito veramente a sfondare nonostante qualità e doti importanti. Altro nome da tenere sotto osservazione è il difensore del West Bromwich Jonas Olsson che ha già attirato i club di mezza Europa e potrebbe essere tra le possibili rivelazioni del torneo. 
 
I CONVOCATI
Portieri: Andreas Isaksson (PSV Eindhoven), Johan Wiland (FC København), Pär Hansson (Helsingborgs IF). 
Difensori: Mikael Antonsson (Bologna FC), Andreas Granqvist (Genoa CFC), Olof Mellberg (Olympiacos FC), Jonas Olsson (West Bromwich Albion FC), Martin Olsson (Blackburn Rovers FC), Behrang Safari (RSC Anderlecht), Mikael Lustig (Celtic FC).
Centrocampisti: Emir Bajrami (FC Twente), Rasmus Elm (AZ Alkmaar), Samuel Holmén (Istanbul BB SK), Kim Källström (Olympique Lyonnais), Sebastian Larsson (Sunderland AFC), Anders Svensson (IF Elfsborg), Pontus Wernbloom (PFC CSKA Moskva), Christian Wilhelmsson (Al-Hilal FC).
Attaccanti: Johan Elmander (Galatasaray AS), Tobias Hysén (IFK Göteborg), Zlatan Ibrahimovic (AC Milan), Markus Rosenberg (SV Werder Bremen), Ola Toivonen (PSV Eindhoven)