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Ucraina, rimonta da sogno

Nella gara che chiude la prima giornata dell'Europeo, l'Ucraina batte la Svezia 2-1 e si porta in testa al gruppo D. Scandinavi in vantaggio con un tocco ravvicinato di Ibrahimovic al 52', poi in 7 minuti arriva la doppietta di testa di Shevchenko a ribaltare la situazione: al 55' su cross di Yarmolenko dalla destra e al 62' sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Brividi nei minuti finali per le occasioni del subentrato Elmander e del difensore Mellberg.

Ucraina, rimonta da sogno
Andriy Shevchenko (Ap Photo)
Ucraina
2 1
Svezia
Ucraina: Pyatov; Gusev, Mikhalik, Kacheridi, Selin; Yarmolenko, Tymoschuk, Nazarenko, Kokoplyanka (92' Devic); Shevchenko (81' Milevskiy), Voronin (85' Rotan). Ct. Blokhin
Svezia: Isaksson; Lustig, Mellberg, Granqvist, Olsson; Larsson (68' Wilhelmsson), Kallstrom, Elm, Toivonen (63' Svensson); Rosenberg (71' Elmander), Ibrahimović. Ct. Hamren
SCORE: 0-1 min. 52' Ibrahimovic, 1-1 min. 55' Shevchenko, 2-1 min. 62' Shevchenko
ARBITRO: Cuneit Çakır (TUR), assistenti Duran (TUR) e Ongun (TUR), quarto ufficiale Borski (POL), arbitri di porta Goçek (TUR) e Yildrim (TUR).
NOTE: Ammoniti: 11' Kallstrom (S), 82' Elm (S) Recuperi: 1' pt; 4' st

Ci sono serate che non si dimenticano mai. Stasera in Ucraina sarà una di queste: sia per un calciatore che in carriera ha vinto tanto, sia per chi era all'Olympic Stadium di Kiev, sia per chi ha vissuto davanti alla tv l'incredibile sfida contro la Svezia. L'Ucraina vince in rimonta il suo match d'esordio nell'Europeo di casa, la sua prima partita in assoluto alle fasi finali della competizione continentale. Un trionfo firmato dal calciatore più rappresentativo nella storia del movimento calcio dopo l'autonomia, da quell'Andriy Shevchenko marchiato ormai come finito, come prepensionato giunto all'ultima vetrina. Due gol che valgono una vittoria, 3 punti e un primo posto nella classifica del gruppo D, dopo lo sbiadito pareggio per 1-1 tra Francia e Inghilterra. Ora le due big dovranno fare i conti con l'entusiasmo ucraino, e siamo pronti ad assicurare che non sarà facile.

FORMAZIONI -  Il ct ucraino Oleg Blokhin non se la sente di partire senza il capitano Shevchenko e lo schiera dall'inizio nonostante le precarie condizioni fisiche. Il pallone d'oro del 2004 agisce da prima punta con Voronin a fare tanto movimento alle sue spalle e il talentuoso Yarmolenko pronto ad inserirsi partendo da destra. Sulla stessa fascia gioca da terzino di spinta Gusev, mentre in mezzo al campo Tymoschuk recupera dai postumi del misterioso avvelenamento ed è schierato a far da schermo davanti alla difesa.
Nella Svezia la mossa a sorpresa di Hamren è Rosenberg titolare in attacco, con Ibrahimovic leggermente arretrato, a fare in alcune fasi da trequartista, e con Toivonen dirottato sulla fascia sinistra. Difesa come al solito molto fisica con l'ex Juventus Mellberg e il genoano Granqvist a formare la coppia centrale.

PARTENZA -  L'inizio è contratto, le due formazioni sentono il peso della partita, anche perché una vittoria consentirebbe di prendere la testa della classifica nel girone. La Svezia è un po' sfilacciata, la mossa Ibra alle spalle di una punta non convince e il centrocampo va spesso in sofferenza. Le accelerazioni dei più brevilinei esterni ucraini mettono in difficoltà i due mediani Elm e Kallstrom, e proprio quest'ultimo all'11' si prende il primo cartellino giallo per un intervento in ritardo che ferma un'azione di contropiede. 

PIOVONO OCCASIONI - Se nella prima metà del tempo dobbiamo annotare qualche tiro dalla distanza e un cross di Ibra che getta nel panico la retroguardia di casa, nella seconda parte succede invece di tutto. Al 23' grande occasione per l'Ucraina: ripartenza micidiale con Yarmolenko che mette in condizione di calciare in porta Sheva, il diagonale del numero 7 finisce sul fondo. Dall'altro lato girata di Rosenberg bloccata in due tempi dal portiere Pyatov. Ancora i padroni di casa a portare scompiglio nell'area svedese, ma i due centrali, Mellberg prima e Granqvist poi, si immolano su conclusioni pericolose. L'opportunità più grande per sbloccare il punteggio è sulla testa di Ibrahimovic: Elm lo pesca con una palla lunga sul secondo palo, il centravanti del Milan la piazza di testa ma sfiora il legno alla sinistra del portiere. Al riposo si va sullo 0-0.

I GOL - Nell'intervallo gli allenatori non cambiano nulla, anche perché il finale di tempo aveva dato buone indicazioni, almeno dal punto di vista offensivo. E infatti arrivano i gol. Al 52' passa la Svezia: difesa ucraina messa male, da sinistra Kallstrom appoggia rasoterra per Ibra che da pochi passi anticipa il difensore e mette in rete. Potrebbe essere una stangata dal punto di vista del morale, il pubblico ammutolisce ma servono solo tre minuti per riaccendere l'entusiasmo dell'Olympic Stadium e di una nazione intera: cross perfetto di Yarmolenko dalla destra e Sheva nel suo stacco di testa va ad impattare sopra il gigante Mellberg. La storia della gara gira nel volgere di un istante. Al 62' angolo per gli uomini di Blokhin, Shevchenko va incontro alla palla sul primo palo e gira in rete il pallone e i sogni dell'Ucraina. Due gol di testa ai colossi svedesi, non male per questo ragazzino di quasi 36 anni.

HAMREN CAMBIA - Sotto nel punteggio il tecnico svedese si gioca le tre sostituzioni in meno di dieci minuti: cambia le ali inserendo l'ex Roma Wilhelmsson a sinistra (schierato molto alto) e l'esperto Svensson sulla destra, e propone ad Ibrahimovic un nuovo partner d'attacco, Elmander. La reazione però è poca cosa, un bolide di Ibra centrale, qualche cross senza effetti e soprattutto tanta stanchezza.

EPILOGO - A meno di dieci minuti dalla fine Blokhin rende omaggio all'eroe della serata, Sheva si prende il fratino e si agita nervosamente nell'attesa della festa. E c'è da tremare: prima Elmander, (proprio al 90') su uno stupendo assist di Ibra, spara a lato da posizione favorevolissima, poi Mellberg, addirittura nel recupero, fa sussultare lo stadio con un pallonetto di stinco che scende poco oltre la traversa. Vince l'Ucraina e parte la festa, una di quelle che non si dimeticano mai.