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I leoni di Kiev

Dopo 120 minuti memorabili, l'Italia ha la meglio sull'Inghilterra ai calci di rigore. Partita dominata sotto tutti gli aspetti con gli azzurri che terminano fra crampi e infortuni. Hodgson ha impostato la gara su difesa chiusa e ripartenze, ma la squadra di Prandelli ha dimostrato idee, cuore e carattere. Giovedì la semifinale contro la Germania.

I leoni di Kiev
(Reuters)
Inghilterra
2 4
Italia // dcr
Inghilterra: Harte; Johnson; Terry; Lescott; Cole; Milner (Walcott 60'); Gerrard; Parker (Anderson 94'); Young; Rooney; Welbeck (Carroll 60');
Italia // dcr: Buffon; Abate (Maggio 91'); Barzagli; Bonucci; Balzaretti; Pirlo; Marchisio; De Ross (Nocerino 80'); Montolivo; Cassano (Diamanti 78'); Balotelli;
ARBITRO: Pedro Proença (POR); Ammoniti - Barzagli 82'; Maggio 94';
NOTE: Olympic Stadium, Kiev (UKR); Quarti di finale; Euro 2012

KIEV - La morale di questa epica partita è che nessuno ti regala niente, soprattutto nel calcio. Se l'Italia non si era meritata ampiamente il passaggio del primo turno, stasera ha legittimato la propria presenza tra le prime quattro d'Europa. Una gara che dopo 78 anni rende merito a quell'undici che perse nell'inferno di Highbury tra barelle, arbitro ostile e campo infame. Diverse le analogie all'Olimpico di Kiev. De Rossi, Balzaretti, Marchisio, Cassano, Barzagli, Abate: più un nosocomio che una squadra. Nonostante questo, gli inglesi non sono mai prevalsi, se non nel primo quarto d'ora. Gli azzurri hanno comunque mostrato gioco, testa, tempismo e attributi. Tutto ciò che prima non si era mai visto. La squadra di Prandelli è improvvisamente sbocciata come un fiore. Il profumo è quello dell'impresa che passerà agli annali. Chissà se questo Italia-Inghilterra, il ragionier Fantozzi, se lo sarebbe perso.

TATTICA - Stesso modulo per i due tecnici che scelgono il 4-4-2. Se Prandelli preferisce il centrocampo a rombo, Hodgson è più sparagnino con la mediana praticamente in linea. Fuori Thiago Motta per Montolivo, mentre dietro Bonucci sostituisce l’infortunato Chiellini. Davanti si rivede Balotelli contro i suoi colleghi stagionali. L’Inghilterra punta molto sulle sovrapposizioni degli esterni con Milner e Young esterni alti, davanti a Johnson e Cole. In attacco, Rooney a supporto di Welbeck.

MAGIC JOHNSON -  La prima mezz’ora è sua. Il terzino inglese fa impazzire Balzaretti provando a trovare il fondo e accentrandosi grazie all’aiuto di Milner. Dall’altra parte Rooney non è da meno: sempre in agguato per aggirare Abate e mettere dentro palloni insidiosi. L’Italia prova per vie centrali cercando di sfruttare le amnesie di Lescott e già dopo tre minuti De Rossi trova da distanza siderale un palo incredibile di esterno sinistro. I lanci di Pirlo e le intuizioni di Montolivo diventano fondamentali. A riprova della fragilità dei centrali di Hodgson, grazie ad un lancio del neo rossonero, Balotelli si ritrova davanti a Harte, ma perde l’attimo facendosi recuperare. Insomma, azzurri al centro e inglesi che si distendono bene sulle fasce per poi trovare l’affondo decisivo. La loro grande occasione arriva due minuti dopo il palo italiano con Johnson, ma il terzino, troppo indietro con il corpo, produce uno scavetto che si stampa sulla manona di Buffon. La distanza di due metri dal tiratore farà parlare di miracolo. Le cose poi cambiano. Gli undici di Prandelli capiscono di poter alzare il baricentro perché in fondo il vero catenacciaro è il ct inglese che non fa nulla per togliere Rooney dalla mediana. La velocità del duo d’attacco potrebbe bastare come arma, il più lo deve fare l’Italia. Molto utile lo scout dei primi 45 minuti, tutto in favore di Prandelli: 60% possesso palla e sei tiri in porta contro uno.

DOMINARE NON BASTA - L'intensità al rientro in campo, volendo, è ancora maggiore. L'imprecisione anche. L'Italia, aiutata dalla tattica del ct inglese, è bella, come non era mai stata, ma il pallone non riesce a bucare la porta avversaria. Il leit motiv non cambia e Harte viene bombardato alla ricerca dell'eurogol o della papera. Una via di mezzo avviene al 52' quando l'estremo difensore respinge il bolide di De Rossi, ma Balotelli e Montolivo non fanno la figura dei rapaci d'aria mangiandosi un'altra occasione. Mr. Roy decide di alzarsi della panchina perchè da vecchio volpone sa che il consueto acido lattico nelle gambe italiane sta per sopraggiungere. Dentro il pesante Carroll e la scheggia Walcott. Gli inglesi non si fanno pericolosi, ma la punta del Liverpool ha il merito di tenere in apprensione i centrali, alzando così il baricentro dei suoi. I cambi azzurri arrivano per causa di forza maggiore e portano sul terreno verde Diamanti, Nocerino e Maggio. Senza Cassano e De Rossi, è Marchisio a dare spettacolo. Peccato che pure le sue batterie siano in esaurimento e, con gli inglesi palesemente in direzione overtime, anche gli undici di Prandelli capiscono quanto il mini intervallo possa essere vitale.

ROULETTE UCRAINA - In realtà quando il tuo corpo intima l'alt, sono poche le cose da fare, ma Prandelli ha il merito di capire e i suoi iniziano a fare possesso palla con Balotelli punto di riferimento. Si gioca sfera a terra e SuperMario qualche tiro lo prova. Non basta la mira, a volte manca la potenza, altre, il pallone è deviato. Ai punti, gli azzurri dovrebbero uscire festanti dal campo, ma il ring di stasera è più grande e l'erba la fa da padrone. Insomma, nel calcio non basta giocare meglio e l'Italia, maestra di catenacci, ha a che fare con dei cloni impenetrabili. I supplementari passano in un soffio con una sola squadra in campo. Stremata, rabberciata, ma solo la compagine azzurra ha voglia di chiudere prima i conti. Hodgson, invece, se la vuole giocare ai rigori e vede male perchè Young e Cole lo tradiscono. Questa sera vincono i "buoni", vince l'Italia.