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Ben arrivato fuoriclasse Balo

Due lampi e Balotelli si accende, portando con sè in finale gli azzurri e l'Italia intera. E' stata una serata indimenticabile quella di Varsavia, che a lungo sarà ricordata e va ad aggiungere nell'almanacco della storia calcistica del nostro Paese un'altra gloriosa pagina. Balotelli, con la doppietta alla Germania, si impone come vero fuoriclasse, anche se tutto il gruppo plasmato da Prandelli è grandioso. Ed ora, con la Spagna, ce la giochiamo alla pari, con un'arma in più rispetto al 10 giugno.

Capolavoro azzurro: due parole per definire la straordinaria prestazione dell'Italia contro la storica avversaria Germania. C'era chi ci dava già per spacciati, chi definiva i teutonici una armata e noi la cenerentola del torneo, pronta al sacrificio per la gloria tedesca. Non è andata così, semplicemente, per vincere, dovevano realizzarsi tre situazioni contemporaneamente: che l'Italia giocasse ancora un grande match come contro l'Inghilterra, che la Germania si ritenesse superiore e che noi sbagliassimo meno gol. Tutto ciò è accaduto e molto merito va ad un giocatore che ha zittito i suoi detrattori facendoli soltanto gridare di gioia, ovvero Mario Balotelli. Dire che lui era potenzialmente l'unico fuoriclasse nella rosa di Prandelli, per alcuni, era un'eresia, ma i suoi numeri ed il suo strapotere tecnico e fisico sono elementi innegabili, oggi come il 10 giugno, quando debuttammo con la stessa Spagna che affronteremo in finale. SuperMario ha deciso di togliere "il culo dalla nutella" e dimostrare a tutti ciò che realmente è. Ben arrivato fuoriclasse Balo.

UN GOL PER DIMENTICARE - "Il momento più bello di stasera? Quando a fine partita sono corso da mia mamma e le ho detto che questi gol sono per lei". In poche parole Mario si apre a tutti nelle dichiarazioni del post partita. Lui, il ragazzo dalle capigliature quantomeno discutibili, dalle serate in bianco ed a luci rosse, delle Lamborghini parcheggiate in doppia fila. Lui, il ragazzo dal passato difficile, dall'iperattività congenita, dal fisico da uomo col volto da ragazzino. Tutti lo aspettavano contro l'Inghilterra, lui ha deciso di trattenersi ancora un pochino, quel pochino che ci ha permesso di raggiungere la finale. Ha esultato oggi, eccome se ha esultato. Il gol con l'Irlanda l'aveva sbloccato, ma contro i teutonici Balotelli è esploso in tutta la sua potenza calcistica, prima grazie ad un magico assist di Cassano e la colpevole complicità di Badstuber, poi invece con un destro che scaccia via, con i sogni tedeschi, anche le paure e le critiche che gli erano piovute addosso nei giorni scorsi. L'incubo di Sergio Ramos e di Terry che gli avevano negato la gioia del gol, oggi ha rischiato di assumere le sembianze del terzino bavarese Lahm, che su quella palla lunga di Montolivo tenta il recupero impossibile su Mario, ma il nostro non ci sta: scatta perfettamente in linea, controlla stupendamente, evita il rientro del capitano tedesco e scaglia un collo esterno destro pauroso alle spalle di Neuer. Questo è Balo, il bronzo di Riace che tinge il cielo d'azzurro.

MARIO, PER UNA VOLTA L'ESEMPIO - Era difficile pensare che un giorno Balotelli sarebbe potuto diventare un grande esempio nel gruppo azzurro, ed invece stasera è andata proprio così. Non solo i gol, ma tantissima sostanza, con rientri a supporto del centrocampo, con la grinta giusta mai mixata a cattiveria ingiustificata, con la consapevolezza, al momento del cambio, di dover lasciare spazio anche agli altri. In campo insieme a Mario però ci sono stati altri dieci fuoriclasse, ed in panchina ce n'erano altri dodici, perchè il gruppo costruito da Prandelli è un "uno per tutti e tutti per uno", è la perfetta unione di individualità diverse che riescono a dare vita all'ennesima impresa. L'ennesima, si, perchè nessuno realmente credeva nella finale, neanche i più ottimisti probabilmente e, di certo, nessuno credeva che l'Italia potesse riuscire a giocare così bene. Noi siamo quelli del contropiede, della ripartenza letale supportata da una difesa granitica, noi non siamo quelli del possesso palla, del gioco nello stretto, del dominio sull'avversario. Tutto smentito e cacciato via in una calda notte estiva a Varsavia, distrutte le ultime resistenze degli ultimi pessimisti (o forse soltanto scaramantici). Questa partita potevamo vincerla anche tre o quattro a zero, lo sa Buffon che è uscito dal campo infuriato per le occasioni sprecate, ma proprio i contropiedi che erano la nostra arma preferita, stasera ci hanno abbandonato, con Marchisio e Di Natale che si lasciano sfuggire nel finale il gol dell'apoteosi. Arriva invece il gol di Ozil, su rigore discutibile, e quattro minuti di sofferenza che ancora meglio fa assaporare però il gusto dell'ennesima vittoria sulla Germania. L'Italia come Balotelli, Balotelli come l'Italia, chi l'avrebbe mai detto!

Mario Balotelli è l'emblema della vittoria azzurra, ma il merito va a tutti, a partire da Prandelli. Inutile parlare di tattica, di moduli o di scelte davanti ad un risultato così tanto importante ed inatteso. Ha plasmato un gruppo laddove rischiavano di sorgere soltanto macerie, ha costruito una casa attorno alle stanze violate dalle perquisizioni delle forze dell'ordine a Coverciano, ha dato fiducia a calciatori e ad uomini innanzitutto, come Cassano, Montolivo, Abate, Diamanti, Di Natale e Balotelli appunto, vincendo le sue personali scommesse ma senza l'arroganza di spiattellarlo in faccia agli altri. Prandelli ha già vinto, ma a questo punto crediamoci, a questo punto puntiamo al gradino più alto, a questo punto osiamo. Abbiamo tutto per giocarcela alla pari, l'abbiamo ampiamente dimostrato con Inghilterra e Germania, ci siamo guadagnati questa finale col sudore e la classe, abbiamo i mezzi tecnici per farci valere e da oggi abbiamo anche un fuoriclasse in più, quello che tutti stavamo aspettando. Ben arrivato Balo, non preoccuparti per il ritardo, saprai farti perdonare.