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Federico Balzaretti, stanco di aspettare

Un’attesa lunga venticinque anni. Federico Balzaretti è uno dei migliori difensori in Europa. Domenica, nella finale contro la Spagna, avrà la possibilità di dimostrarlo, come ha già saputo fare. Per lui è ora di far festa.

Federico Balzaretti, stanco di aspettare

Federico Balzaretti stavolta ha voglia di festeggiare. Nel suo passato, fatto anche di trionfi, non si è mai goduto la festa. Il destino glielo ha proibito, per due volte, nella sua città natale. Domenica sera potrebbe essere diverso. Non l’avrebbe certo potuto immaginare quel ragazzino torinese, quando a sei anni entrava a far parte delle giovanili del suo amato Torino, che venticinque anni dopo si sarebbe giocato la finale di un Europeo. La favola di Federico ha inizio con la maglia granata, lasciata dopo le giovanili, per andare a farsi le ossa al Varese e al Siena. La maglia del Toro e il ritorno a casa sembrano lontani, ma non è così.

Balzaretti si rivela un ottimo difensore, con grandi doti anche offensive; le sue abilità non passano inosservate, e nel 2002 la prima squadra è pronta ad accoglierlo. Non c’è il tempo di assaporare la A, nonostante il suo esordio nella massima serie il 14 settembre contro l’Inter. Il Torino retrocede. Federico diventa una pedina inamovibile della difesa granata. Nella stagione della risalita, quella 2004/2005, gioca da protagonista. La Serie A lo aspetta. Il sogno però ben presto sfuma. La promozione tanto attesa viene persa a causa del fallimento della società. Il promettente terzino sinistro viene svincolato ed è libero di trovarsi un’altra squadra.

È l’ora delle sorprese. Federico, da sempre tifoso granata, firma per la Juventus. Il suo passaggio in bianconero viene visto, naturalmente, come un tradimento. Lui non se ne cura, questa può essere la svolta della sua carriera. La stagione 2005/2006 sembra essere quella decisiva. La Juventus diventa Campione d’Italia. Ancora una volta però, il trionfo per Balzaretti si rivela un’utopia. La sua gioia non può esplodere. I bianconeri, infatti, sono coinvolti nello scandalo di Calciopoli. La condanna, anche per Federico, è la Serie B. Dopo un anno di purgatorio la situazione non sembra voler cambiare. La Juventus lo lascia andare, o, come direbbe lui, lo scarica. Il futuro è a Firenze, dove Prandelli, al tempo allenatore della Fiorentina, non concede grandi occasioni. Le presenze in campionato, infatti, sono solo sei.

La svolta finalmente arriva, e si chiama Palermo. Dopo l’esordio in rosanero nel 2008, Federico è subito titolare. Il ragazzo torinese cresce, le sue qualità vengono fuori, e con il tempo arriva ad essere uno dei migliori difensori del campionato italiano, facendosi notare anche a livello europeo. Palermo è diventata la sua casa, la maglia rosanera, una fede. Manca un ultimo pezzo per completare il puzzle: la Nazionale. Prandelli cambia idea. All’età di 29 anni, per Federico, arriva la prima convocazione nella Nazionale maggiore. L’occasione è un’amichevole contro la Romania. La conferma arriva per le qualificazioni a Euro 2012, Balzaretti è tra i convocati. Questa volta non è un’utopia, è realtà. Il sogno continua in Polonia e Ucraina. Federico ha lottato per arrivare fin qui, ora ha tanta voglia di godersi la festa. L’occasione giusta arriverà domenica. Lui ci ha messo del suo, adesso tocca alla Dea Bendata.