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Barzagli e Bonucci, il maestro e l'allievo

Entrambi reduci da una stagione straordinaria sotto la guida di Antonio Conte, Barzagli e Bonucci si apprestano a sfidare la Spagna in finale, dopo aver annullato giocatori del calibro di Rooney e Gomez. Il primo è stato pagato 300.000 euro, il secondo 15,5 milioni. Nonostante la sottovalutazione e la sopravvalutazione, si sono entrambi affermati come difensori di questa nazionale da sogno.

Barzagli e Bonucci, il maestro e l'allievo
Getty Images

“Barzagli subito protagonista: si è slogato il polso firmando il nuovo contratto”. Questo semplice “Rompipallone” di Gene Gnocchi appartiene agli ultimi giorni di gennaio 2011, ed è specchio di quelle che erano le sensazioni dei tifosi bianconeri a fronte del nuovo acquisto.  Arrivato dopo anni di anonimato in Germania, casa Wolfsburg, Andrea Barzagli, pagato in spiccioli – 300.000 euro più bonus - ha un compito apparentemente impossibile: riportare ordine ad una difesa allo sbando, in preda agli svarioni di un acerbo Bonucci, un impreparato Motta, un imprevedibile Chiellini e un Legrottaglie dirottato a Milano. Il giocatore, campione del mondo nel 2006, si rese subito protagonista di interventi da numero 1, senza però evitare la disfatta bianconera in campionato, culminata con un misero settimo posto.

Il duetto - In coppia con lui, come già detto, si è ritrovato Leonardo Bonucci. Centrale dalle grandi speranze, esploso nel capoluogo pugliese – allenato anche da Antonio Conte – è stato acquistato nell’estate della pseudo-rinascita juventina, per la “modica” cifra di 15,5 milioni di euro. L’ex-primavera dell’Inter si afferma subito sotto la guida di Del Neri ma, vuoi per l’andamento altalenante della stagione, vuoi per l’assenza di un compagno di difesa che lo guidi – compito che Chiellini non era ancora in grado di svolgere –, si perde ben presto, scatenando le critiche di tutti per i tanti soldi spesi per lui, tanto che la Juventus si butta sul mercato alla ricerca di un sostituto che possa far scalare Chiellini a sinistra e formare una coppia centrale affidabile. La delusione è accentuata poi dal fatto che, sempre nella sessione invernale, l’Inter acquista per una cifra inferiore a quella di Bonucci, Andrea Ranocchia, ex compagno di difesa nel Bari. Il nerazzurro è, in termini di “Fantacalcio” il migliore tra i difensori, e regala subito prestazioni eccellenti, al contrario del collega bianconero. Barzagli alla Juve pare una barzelletta, ma è stato uno dei grandi colpi di Marotta.

Difesa saracinesca - Il settimo posto di quell'anno è figlio di errori, tanti errori, anche da parte di una difesa ancora poco affiatata. L’estate 2011 porta in panchina Antonio Conte. La chiave di tutti i problemi, un motivatore che sa tirare fuori il meglio dai suoi. La stagione prevede inizialmente Bonucci accantonato in panchina, Barzagli e Chiellini titolari al centro, con De Ceglie sulla fascia sinistra. Fortunatamente, la “pareggite” porta consiglio e la metamorfosi “Kontiana” ha inizio: Chiellini si sposta – di nuovo – sulla fascia sinistra lasciando di fatto il ruolo di centrale sinistro a Bonucci. Così la Juventus è cambiata. Dopo il primo passo, ecco il secondo: contro il Napoli nasce la Juve di Conte vera e propria, che adotta il 3-5-2 come modulo di base. Là dietro, Barzagli-Bonucci-Chiellini regalano sicurezze e soddisfazioni, con una continuità degna di una squadra campione d’Italia. Raramente si tornerà alla difesa a 4, ma anche in quei casi il leit motiv sarà sempre lo stesso. Barzagli si guadagna il soprannome di “roccia”, difensore impenetrabile e mai domo, Bonucci, è finalmente maturato grazie alla titolarità concessagli. L’esperienza che Barzagli mette in pratica nei 90’ di partita guidano Bonucci ad una stagione fantastica, condita solo da qualche svarione – su tutti quelli contro Milan, Chievo e Bologna – ma che comunque lo consacrano a poter diventare una colonna della difesa bianconera. 20 gol subiti sono un bel biglietto da visita, che, come prevedibile, valgono per entrambi la convocazione agli europei.

In azzurro non si cambia - Barzagli finalmente in grande spolvero, dopo anni di oblio durante l’avventura tedesca, infortunato per le prime due partite – contro Spagna e Croazia – mentre Bonucci, sullo stesso livello di Criscito, indagato, da molti non voluto in Nazionale. Prandelli lo tiene comunque in rosa, Albertini chiarisce: "Leonardo Bonucci non ha ricevuto alcun avviso di garanzia dalla Procura di Cremona da cui risulta che è indagato. Situazione diversa per Criscito, che ha invece ricevuto l'atto". Schierato titolare nei primi due incontri, vede di nuovo la panchina contro l’Irlanda, ma è costretto ad entrare in campo al 57’ quando Chiellini si infortuna. Leonardo non si ferma più, e con lui Andrea. Prova superba di entrambi contro l’Inghilterra, Rooney annullato al 99% - qualche brivido, nulla di più – e anche quando torna Chiellini, per mancanza di terzini, la coppia centrale resta invariata. La Germania perde a colpi di Balotelli, ma è anche vero che grazie ai nostri difensori, Gomez, Podolski e Ozil non hanno mai punto l’Italia se non nei primi 15 minuti, e nel secondo tempo scheggiano l’umore degli italiani solamente su punizione o calcio di rigore. Memorabile l’intervento di Bonucci su Klose, testimonianza che il giovane Leonardo non ha più paura di nessuno ormai. Sarebbe il caso di dare anche un nuovo soprannome a Barzagli: “Clyde”. Con lui, “Bonnie”. Insieme potrebbero scippare gli spagnoli del trono d’Europa. Domenica sera, bando ai poliziotti abbiamo bisogno di 11 ladri. Senza fraintendimenti.