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Balotelli: come Rossi o come Baggio?

Il talento del City si è sbloccato nella serata più attesa, in quella più importante. Ha risolto la partita più difficile così come la risolsero Roberto Baggio a Usa '94 e Paolo Rossi in Spagna '82. Quale sarà il finale di Balo?

Balotelli: come Rossi o come Baggio?
REUTERS PICTURES

L'Italia potrebbe diventare campione d'Europa, ma gli italiani si sono già assicurati il titolo mondiale di salto sul carro del vincitore. La specialità, di cui siamo primatisti da trent'anni, prevede prima lo sparare a zero sul giocatore, per poi osannarlo non appena smentisce tutti con ottime prestazioni. Lo sa bene Mario Balotelli: la sua carriera è stato un continuo viavai di giornalisti, allenatori, sedicenti esperti calcistici e gente comune, pronti a scendere o salire sul suo carro, a seconda della destinazione. Se esso era in caduta libera, in picchiata vertiginosa, era sempre vuoto. Sopra, oltre a Mario, c'erano gli amici di sempre, la famiglia, e qualche allenatore testardo. Quando invece il carro punta dritto verso l'élite del calcio, come in questi giorni, sopra c'è chiunque: gli esperti del baretto che hanno sempre creduto in lui, i giornalisti che si aspettavano una prestazione simile, i tifosi. Mario lo sa, ed è anche abituato a questa situazione, ma proprio non riesce a mandarla giù. D'altronde non è facile scendere in campo e vedere una banana lanciata affianco a te, toccare palla e sentire i bu razzisti dei tanti imbecilli che popolano gli stadi, segnare in casa e sentire i fischi dei propri tifosi perché non è abbastanza. Sarebbe stato sicuramente più facile da superare a 28 anni, con la maturità giusta, con la spalle larghe abbastanza per affrontare la situazione. Ma farlo a 19 o 20 anni non è semplice, e comunque ti muovi sbagli.

CAMBIA LA RASSEGNA, NON L'ANDAZZO - Balo probabilmente si aspettava che la situazione, almeno in parte, cambiasse in questo Europeo. Che i conti si potessero fare a rassegna terminata, che almeno si aspettasse la fine delle tre gare del girone prima di sparare su colpevoli. Così non è stato. Ogni partita, ogni tocco di palla, ogni scatto era un esame da superare. Ogni occasione bisognava sfruttarla. Certo, ci ha messo del suo sbagliando gol che uno con la sua classe non avrebbe dovuto sbagliare. Ma in troppi si sono dimenticati che Balotelli è un 21enne al primo grande appuntamento con la propria Nazionale. E anche se si è alti. ricchi e famosi, l'emozione c'è. Dopo la partita contro la Spagna nessuno voleva più vederlo in campo, dopo la gara contro la Croazia nessuno voleva più vederlo dalle parti di Casa Azzuri. Dopo la gara contro l'Irlanda, nella quale si è sbloccato realizzando un gol da Mario Balotelli, nessuno poteva più fare a meno di lui, tutti erano suoi amici. Avrà pensato che quella era la gara della svolta. Ma in Italia la svolta dura fino alla partita successiva.

Contro l'Inghilterra tutti si aspettano tanto da Balotelli. Però i minuti passano, lui spreca tante palle per portare i suoi in vantaggio e, nonostante il numero di palle gol create,  non riesce a portare l'Italia in semifinale da solo. Non una grave colpa se non si chiamasse Mario Balotelli. Segna il primo rigore dei cinque, ma non basta. L'Italia va in semifinale lo stesso, ma lui, secondo la carta stampata, ha quasi remato contro. E contro la Germania ricomincia l'anti Balotelli mania. E' fuori dal gruppo, dicevano. E' svogliato, dovrebbe giocare Di Natale con Cassano. Ma Prandelli non ha ascoltato nessuno: lui, quel ragazzone nero e tenebroso, l'ha portato proprio affinché decidesse partite come la semifinale. E Balotelli l'ha risolta davvero, stendendo la corazzata tedesca con due gol, uno da attaccante puro, l'altro a dimostrazione che la gamba destra capace di tirare missili terra-aria se l'è portata dietro. Si è sbloccato, proprio come fece Roberto Baggio 18 anni prima. Proprio come fece Paolo Rossi 30 anni prima.

DIVIN CODINO - Il Mondiale negli States di Roberto Baggio non iniziò nel mondo migliore: l'Italia finisce terza nel girone, ma passa il turno come una delle migliori terze del torneo, scongiurando la figuraccia. Ma il grande assente è proprio il Divin Codino, reo di esser rimasto all'asciutto nelle tre gare contro Messico, Irlanda e Norvegia, e di aver sprecato troppe palle gol. Baggio, proprio come Balotelli, è una testa matta, uno abituato a far parlare i piedi. E dagli ottavi di finale quei piedi hanno cantato, trascinando l'Italia fino alla finale. Come contro la Nigeria, quando pareggiò a due minuti dalla fine, e poi segnò il rigore decisivo ai supplementari, o contro la Spagna, quando realizzò la rete del vantaggio quando il cronometro segnava 87 minuti di gioco. O ancora contro la Bulgaria, in semifinale, quando realizzò la doppietta che decise l'incontro, rendendo vano il gol degli avversari su rigore (vi ricorda qualcosa?). Il Mondiale di Baggio terminò nel modo peggiore, con la sconfitta ai rigori contro il Brasile, nella quale lui mandò in curva il penalty decisivo, consegnado la coppa ai verdeoro. Speriamo che le analogie tra Roberto Baggio e Mario Balotelli siano finite in semifinale.

PABLITO RE DI SPAGNA - Il Mondiale di Paolo Rossi iniziò anche peggio, visto che secondo molti lui in Spagna non dovesse proprio andare. Implicato nello scandalo scommesse, venne squalificato e non potè partecipare all'evento. Ma una riduzione della squalifica gli permise di finire il campionato con la Juventus, vincere lo scudetto, e salire con il resto della squadra nell'aereo che lo portò a Madrid. Anche lui rimase all'asciutto nella fase a gironi, dove l'Italia arrivò seconda dietro la Polonia, a pari merito col Camerun battuto solo nella differenza reti. A quell'epoca non esistevano ottavi e quarti di finale, bensì altri gironi, da 3 squadre ciascuno, in cui passava solo la prima. Quello dell'Italia fu un girone di ferro, con Argentina e Brasile. Nella prima gara contro la Selecciòn, Rossi non brillò, e venne attaccato in modo spietato dalla stampa, e criticato dall'opinione pubblica. Ma aspettò la gara decisiva per sbloccarsi, contro quel Brasile già sicuro di vincere partita e Mondiale. L'Italia battè la Seleçao 3-2, e Paolo Rossi ne fece tre, trascinando gli azzurri in semifinale. Contro la Polonia realizzò la doppietta decisiva, facendo ricredere tutti i detrattori in una volta sola. La finale fu un trionfo: l'Italia battè la Germania 3-1, con il sigillo finale proprio di Pablito, che vinse anche il titolo di Capocannoniere, togliendosi parecchi sassolini dalle scarpe. Titolo per cui è in corsa anche SuperMario. Nella speranza che l'esito sia più simile a quello di Rossi che a quello di Baggio.