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Italia - Spagna, la Storia e la voglia di tornare grandi

Italia - Spagna, la Storia e la voglia di tornare grandi
Licuadito di VAVEL.com. Di Javier Robles.

L'appetito vien mangiando. L’Italia di Prandelli ha cominciato ad abbuffarsi quel lontano 10 giugno, proprio contro la Spagna. Il banchetto tra le tavole di Ucraina e Polonia è proseguito senza intoppi: è stato un degustare continuo, dal sapore sempre più dolce. Ha ingoiato Inghilterra e Germania: stomaco di ferro. Oggi 1 luglio manca solo il dessert per completare un pasto sontuoso. Manca la ciliegina sulla torta. Come si è soliti dire, dulcis in fundo.

L’Italia non vince un Europeo dal 1968, quando nell' edizione casalinga gli azzurri superarono per 2-0 la Jugoslavia all’Olimpico di Roma, grazie alle reti di Riva e Anastasi. 44 anni di digiuno, per una Nazionale che negli ultimi trent’anni ha vinto due Mondiali, sono davvero troppi. Sul cammino verso il trionfo c’è però la squadra più forte del terzo millennio, la corazzata iberica che ha fatto incetta di successi, negli ultimi tempi, senza lasciare neanche le briciole. Ma l’Italia di Prandelli, partita spesso sfavorita, avviatasi in sordina, in punta di piedi, ha cominciato a far rumore col passare dei giorni: è scesa dalle punte, ha ben piantato i tacchi a terra. La Spagna, oggi, non deve far paura. Tra Berlino e Kiev non c’è in fondo questa distanza abissale. Dopo sei anni, Buffon ha detto di riassaporare le stesse atmosfere di quei giorni magici. Barzagli, De Rossi e Pirlo sono gli altri uomini che hanno vissuto quel Mondiale tedesco: la loro esperienza è un valore aggiunto, forse il più importante.

Prandelli ha tutti i suoi giocatori disponibili: squadra che vince non si cambia, così sarà ancora 4-3-1-2. Bonucci e Barzagli costituiranno il baluardo difensivo che dovrà reggere agli assalti spagnoli (Del Bosque ha detto che giocheranno con tre punte). Sulla sinistra è inamovibile Chiellini, sulla destra c’è forse l’unico ballottaggio azzurro, quello tra Balzaretti (ottimo anche fuori ruolo contro la Germania) ed Abate (recuperato appieno dopo gli ultimi guai fisici). Il centrocampo è il settore dell’Italia che più ha brillato in questo Europeo: non si tocca il terzetto formato da Pirlo, Marchisio e De Rossi (precauzionalmente a riposo nell’allenamento di ieri). Montolivo è favorito su T. Motta e Diamanti per rivestire il ruolo di collante tra centro e attacco: dovrà servire Cassano e Balotelli, attesi ad una prestazione così sfavillante come contro la Germania.

La Spagna vista contro il Portogallo non ha esaltato: stranamente l’arma maggiore, il possesso palla, si è rivelato sterile rendendo improduttivo anche l’attacco stesso. Gli iberici hanno segnato col contagocce nei quarti e nella semifinale, realizzando appena due gol (contro la Francia), dei quali uno su rigore. Le parabole di Italia e Spagna si curvano dunque in modo differente: la squadra di Del Bosque ha perso molte delle sue certezze; gli azzurri di Prandelli, al contrario, le hanno viste crescere di partita in partita. E la fiducia è aumentata anche grazie a quell’1-1 dello scorso 10 giugno: l’Italia aveva retto bene il campo, senza paura. La Spagna da parte sua potrebbe entrare nella storia come l'unica squadra in grado di vincere Europeo-Mondiale-Europeo in sequenza. Un successo degli spagnoli stasera li renderebbe il gruppo più vincente nella storia delle nazionali di calcio europee.

Oggi non è una partita del girone, è una finalissima. Aggrappiamoci alle leggi dei numeri, alle statistiche: la Spagna nei 90 minuti regolamentari non ci ha mai battuto nelle fasi finali di Europei e Mondiali. Esattamente come con la Germania. 

Spain football formationItaly 4-3-1-2 football formation